Tolfa – Etica, coerenza, visione d’insieme

“Essere un buon amministratore politico non è impossibile!”

I Cittadini si soffermano poco sul porsi una domanda, una domanda che dovrebbe essere essenziale per la vita e per il progresso di un paese: come deve essere e cosa caratterizza un buon Sindaco, un buon Consigliere comunale e un buon Assessore comunale? A mio parere il primo requisito di un buon amministratore comunale è l’etica e l’esempio che deve trasmettere. Egli viene costantemente “osservato” e quindi deve avere un comportamento coerente, non deve fare facili promesse che poi è spesso costretto a non mantenere. Viva la verità! Poi è la conoscenza della propria città e la sua costante presenza “in strada”. Deve raccogliere le istanze dei Cittadini e cercare di creare poi un quadro d’insieme, riportarlo dettagliatamente in Consiglio e al proprio Sindaco. E’ anche cosa buona e giusta che abbia un’idea precisa e puntuale di città, fondata sulla qualità, sul lavoro, sul sociale e sulla cultura, componenti strategiche del sistema locale. L’amministratore comunale dovrebbe puntare a fornire il proprio contributo a formare un paese moderno, dinamico e competitivo. L’amministratore comunale dovrebbe avere anche una leadership concreta, non solo quella della “politichella”, dovrebbe avere una visione e non dovrebbe gestire la città pensando solo alle prossime elezioni. Un assessore di un paesello come la nostra Tolfa dovrebbe avere idee prospettiche per cercare di contribuire a trasformare un paesello e farlo diventare capace di integrarsi sempre di più al contesto internazionale, insomma deve contribuire a creare un paese capace di sapersi trasformare (in meglio). Un assessore, poi, deve avere coscienza dei limiti intrinsechi del proprio campo d’azione. Deve saper ascoltare i suggerimenti gratuiti che da più parti gli pervengono. Deve essere umile e accettare la critica. La critica fa crescere. Un assessore è parte dell’esecutivo del Paese. Non può inventarsi rappresentate di altri enti sovra ordinati, come la Regione, non può fari guidare dai “romani”. Quando parla, se sa tenere un discorso, o se lo legge

deve essere frutto della sua mente …. non dello scritto altrui! Un buon assessore, sempre a mio modo di vedere, deve aver dimostrato di aver costruito e definito una professionalità credibile agli occhi della comunità in cui vive, oltre a dimostrare l’effettiva capacità della gestione. L’assessore deve avere capacità di dialogo, di mediazione, di efficacia sul piano politico. Infine, ma certo non per importanza, è necessario che vi sia una qualche omogeneità tra formazione ed esperienza professionale da un lato e contenuto delle deleghe dall’altro. Non è questione di formalismi. La burocrazia e la legislazione diventano sempre più settoriali, specifiche, meno generaliste. E avere qualche nozione di “tuttologia” non significa essere in grado di affrontare temi economici o gestionali. Soprattutto in tempi di crisi. L’autorevolezza non si acquisisce con un incarico ricevuto da “quattro amici al bar” o da elargizioni varie! Il vuoto che spesso notiamo esistere dietro un titolo rischia di far precipitare il paese nell’oblio e nell’improvvisazione. Questo invece è il momento della serietà e della affidabilità sociale, professionale e politica. Se a questo ci aggiungessimo l’umiltà, una delle virtù più difficili da dimostrare, avremmo sicuramente ottenuto il massimo a cui un paese può aspirare. Buoni amministratori fanno grande una città. Purtroppo, vedo che da noi, negli anni, si è scelta un’altra strada. Non quella della qualità totale degli uomini o donne; per fortuna che c’è anche dell’ottimo! (Nei settori nevralgici dell’Amministrazione, invece di avere sempre persone competenti, a volte sarebbe meglio un ragazzo di bottega che comprenderebbe di gran lunga come gestire i soldi di una collettività Comunale ,come si fa dentro una famiglia cè mille si spende 990, altrimenti fallisce il sistema . : un bravo ragioniere che amministra i pochi soldi che ha, secondo le disposizioni di legge  Così va! )Po ci vuole anche dell’altro. Se continueremo su questa strada, se IL POPOLO vorrà sempre questo, allora non ci sarà futuro …… e alla fine “non ci lamentiamo”! Fare politica è missione, questo lo dovremmo tutti pretendere.

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