Civitavecchia – Pasqualino Monti “scappa” dall’incidente probatorio

Approfittando di una tavola rotonda a Napoli cerca di evitare le nuove accuse formulate dal pm Lorenzo Del Giudice

CIVITAVECCHIA – Non ci sarà il tanto atteso incidente probatorio previsto il prossimo primo luglio davanti al Gip Marasca e al pubblico ministero Lorenzo Del Giudice. L’avvocato del commissario di Molo Vespucci, Andrea Miroli, ha chiesto ed ottenuto lo slittamento dell’interrogatorio del suo assistito, indagato per omessa denuncia, al 15 luglio ore 9.

Non ci sarebbe niente di male o da pensare male se il legittimo impedimento (mai accordato a personaggi politici di ben altro spessore rispetto a Monti, vedi BerlusconiNapolitano) fosse avvenuto in qualsiasi altro momento “storico” per la vita professionale del pluri indagato Pasqualino Monti.

Il ministro Graziano Delrio è stato chiaro, basta problemi con annessi avvisi di garanzia (con i 5 Stelle Monti starebbe già a spasso), basta polemiche, basta situazioni di imbarazzo per lui e per i suoi uffici alle prese con esposti che continuano a piovere copiosi sui tavoli delle Procure di Civitavecchia, Roma e Perugia.

Ecco quindi che Andrea Miroli, ha chiesto di far slittare la data a qualsiasi altra utile a loro, ma non prima del 4 luglio (perché il 4 luglio?).

Richiesta alla quale i legali di Moscherini hanno mosso per iscritto, per quanto possa servire, contestazione.

Eppure Pasqualino Monti aveva avuto la fortuna di non doversi confrontare all’americana con Moscherini.

Il giudice per le indagini preliminari, dottor Marasca, infatti, non ha concesso quanto richiesto dal pubblico ministero Lorenzo Del Giudice, il quale voleva che i due si guardassero negli occhi e chiarissero le rispettive posizioni.

La “fuga” di Pasqualino Monti, l’ennesima in questo caso, dal doversi difendere dalle nuove accuse e dai nuovi capi di imputazione sembra strategica.

Accuse che gli sono piombati addosso a seguito delle dichiarazioni da lui rilasciate proprio a Del Giudice, insieme al suo segretario generale e che hanno portato agli arresti domiciliari l’ex presidente dell’Autorità Portuale, Giovanni Moscherini.

Dalle carte in mano ai difensori di quest’ultimo, Carlo Taormina e Pierluigi Bianchini, sono emersi fatti e circostanze davvero imbarazzanti e che hanno spinto la Procura a rivedere le posizioni di alcuni indagati.

Già, perché nel procedimento parallelo a quello di Moscherini, legato al primo lotto funzionale che prevede la costruzione darsena traghetti, darsena servizi e prolungamento dell’antemurale, sono spuntati fuori dei documenti molto imbarazzanti e che dimostrerebbero come Pasqualino Monti abbia dei seri problemi di memoria oltre al fatto che, inspiegabilmente, ancora non abbia provveduto a licenziare, Maurizio Ievolella.

Forse la “malattia” di cui soffre lo ha portato a dimenticare passaggi molto importanti compiuti da lui stesso nei non lontani anni 2013 e 2014. Queste cose non sono però sfuggite alla difesa di Moscherini che è pronta a nuove contestazioni.

Cosa c’è che non quadra è molto semplice ed evidente.

Dalle carte in mano alla Procura di Civitavecchia, emergono delle turbative d’asta, alcune contestate al segretario Maurizio Ievolella, che non hanno prodotto alcuna reazione ne da parte del Comitato Etico presieduto dal dottor Almerighi (che non si è accorto di nulla in questi ultimi mesi, quindi a cosa serve) né tanto meno dal suo principale accusatore e cioè il commissario Pasqualino Monti.

Come mai non è stata intrapresa nessuna azione disciplinare nei confronti di Ievolella o il suo allontanamento dal ruolo fin qui ancora ricoperto di segretario generale dopo che gli inquirenti hanno accertato il modus operandi di quest’ultimo?

Perché Pasqualino Monti, uno degli accusatori principali di Ievolella, con i suoi: “non ne ero a conoscenza”; “non conoscevo il significato di avvalimento” ecc. ecc. non ha allontanato il dirigente che, a suo dire, gli avrebbe creato tutti questi problemi?

Ah, saperlo… saperlo.

Dalle oltre 22 mila pagine dell’inchiesta non sono solo questi i punti oscuri a cui sarà chiamato a rispondere Pasqualino Monti.

Sarebbe interessante sapere, infatti, se il Ministro Graziano Delrio, sia venuto a conoscenza del contenuto di alcune relazioni di polizia giudiziaria di questo procedimento dove emergono irregolarità amministrative di una gravità impressionante, altro che i due autisti della Regione che costarono il posto all’allora presidente Ciani.

Nel frattempo, il Codacons, ha presentato la costituzione di parte civile contro l’Autorità Portuale e contro tutti coloro che saranno ritenuti responsabili del danno accertato dalla Procura della Repubblica di Civitavecchia.

LEGGI IL DOCUMENTO A FIRMA MIROLI

 

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