Autorità portuali, Delrio: Una Riforma per la valorizzazione della risorsa mare

Il ministro è stato audito in Commissione Trasporti alla Camera in merito all’esame del decreto legislativo di restyling della legge 28 gennaio 1994, n. 84. M5S, nomine presidenti accentrate al Governo

ROMA – “Riforma per la valorizzazione della risorsa mare”. Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, è stato audito in Commissione Trasporti alla Camera, nell’ambito dell’esame dello schema di decreto legislativo recante riorganizzazione, razionalizzazione e semplificazione della disciplina concernente le autorità portuali di cui alla legge 28 gennaio 1994, n. 84.

Al centro dell’audizione lo snellimento dei controlli e l’accessibilità del piano trasporti e delle infrastrutture. In quest’ottica rientrano i 18 miliardi di euro destinati alle ferrovie per il completamento dell’ultimo miglio ferroviario (si prevede che il 30% delle merci passi dal trasporto gomma al ferro entro il 2021) e il potenziamento dei corridoi per le merci.

La riorganizzazione dell’autorità portuale rientra nell’obiettivo strategico di essere l’Italia il punto d’accesso merci per il Sud dell’Europa. In tal senso la Germania è indirizzata sul nord Tirreno, i cinesi sono interessati al Nord Adriatico. Si è sottolineata l’importanza del Collegato ambientale sui dragaggi.

È stato istituito il Tavolo di attuazione della Riforma con le Regioni, a cui fanno capo i Piani regolatori dei porti regionali. Sono stati espressi dubbi da parte di alcuni membri della Commissione sulla dotazione finanziaria delle autorità portuali e sull’accorpamento di alcuni porti, come quelli di Savona e Genova, sia in eccesso che in difetto (ridotti da 24 a 15, forse verranno portati a 18). In linea con il Consiglio di Stato, il ministro si è dichiarato favorevole sulla norma Transitoria.

Ed ha sottolineato che il fatto che le autorità portuali possano lavorare come enti privati ma restano enti pubblici fa sì che possano amministrare tutto con snellezza e flessibilità ma giovare al tempo stesso dei fondi pubblici.

Sul coordinamento centrale, il ministro Delrio ha spiegato che è necessario un coordinamento dal punto di vista legislativo e amministrativo e che per la logistica è stato istituito un Tavolo del Nord Ovest, è stato convocato quello dell’Alto Adriatico, e via via si incontreranno le altre realtà, da quella campana a quella pugliese, etc. Infine ha detto che bisogna sì favorire l’investimento privato, ma offrire servizi a più realtà per non essere in balìa delle scelte altrui come è accaduto al Porto del Pireo con le scelte dei cinesi.

“La riforma dei porti targata Delrio non fa altro che accentrare le nomine dei “super presidenti’ delle Autorità di Sistema Portuale nelle mani del ministro dei Trasporti con la scusa del coordinamento generale della portualità. Un sistema verticistico che rispecchia quanto sta attuando il Governo Renzi con la riforma costituzionale”.

Così i deputati del M5S commentano l’audizione del ministro Delrio sulla riforma porti in Commissione Trasporti.

“La governance proposta nella riforma Delrio istituisce un nuovo pallottoliere di incarichi che non garantisce una gestione più efficiente ma, anzi, crea una catena di comando parallela al magma dei cosiddetti Uffici Territoriali, lasciando irrisolti molti nodi, come il destino dei lavoratori delle Autorità Portuali che saranno modificate in Autorità di Sistema Portuale con questa riforma”, afferma la deputata 5stelle Mirella Liuzzi durante il suo intervento in Commissione Trasporti.

“Tra le altre criticità che abbiamo rilevato al testo di Delrio, ci sono – sottolinea Liuzzi – la soppressione delle competenze delle Commissioni Consultive, che non figurano tra quelle del Tavolo di Partenariato; la disciplina sul Segretario Generale dell’Autorità di Sistema Portuale, che sarebbe ‘Organo’ dell’Autorità nominato su proposta del Presidente; la copertura dei rimborsi spese per la partecipazione al Tavolo di Partenariato della Risorsa Mare; l’inconsistenza di quest’ultimo che sembra essere un contentino per quegli enti locali, associazioni e altri stakeholder che vengono tagliati fuori con la nuova governance”.

 

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