Civitavecchia – Moscherini, dopo aver letto le carte scrive al Delrio: “Pasqualino Monti non può e non deve essere riconfermato”

A sostegno di quanto riferito in conferenza stampa, assistito dal professo Taormina, l’immensa mole di documenti prodotti in oltre due anni dalla Procura di Civitavecchia e dal sostituto Lorenzo Del Giudice (leggi)

CIVITAVECCHIA – Nel torrido pomeriggio di ieri, l’ex sindaco della Città di Traiano ha incontrato, accompagnato dal suo avvocato di fiducia, il professo Carlo Taormina, i giornalisti locali per ragguagliarli sulla vicenda personale che lo ha visto finire ai domiciliari alla fine del marzo scorso.

“Vi ho voluto incontrare per aggiornarvi sulla mia vicenda e su quanto ho scritto in sintesi, dopo aver letto migliaia e migliaia di documenti, all’attuale ministro dei trasporti Graziano Delrio. Vi consegno la lettera perché sono abituato a metterci la faccia sempre e a non nascondermi dietro a nessuno”.

Da subito si capisce che il bersaglio è colui il quale, con delle dichiarazioni probabilmente affrettate, lo ha fatto finire agli arresti domiciliari e cioè l’attuale commissario dell’Autorità Portuale, Pasqualino Monti.

Dieci pagine di sintesi, dubbi e perplessità argomentati riprendendo atti ufficiali della pubblica accusa ed estrapolati dal mostruoso lavoro della polizia giudiziaria.

Moscherini chiede al ministro Delrio di rimuovere Pasqualino Monti dalla carica di commissario di Molo Vespucci per una serie di presunte inadempienze illustrate in quattordici punti, un lungo atto d’accusa, come detto, che chiama in causa anche Port Mobility.

Una denuncia attendibile, perché basata su atti giudiziari, ha poi sottolineato l’avvocato Taormina.

Affidamento dei lavori viziato da turbativa d’asta, ulteriori lavori affidati a trattativa diretta alla stessa società che non sarebbe stata nemmeno in possesso dei requisiti necessari e realizzazione delle opere in assenza delle autorizzazioni ambientali. E, ancora, dubbi sull’operato di Port Mobility e sul ruolo del segretario generale dell’Autorità Portuale Maurizio Ievolella. Sono alcuni dei punti nella lettera-denuncia che Giovanni Moscherini ha inviato al ministro delle Infrastrutture e Trasporti Graziano Delrio in merito all’indagine che lo vede coinvolto sui lavori per il prolungamento dell’antemurale nell’ambito di un procedimento più ampio che chiama in causa anche i vertici di Molo Vespucci.

Un testo durissimo con cui l’ex presidente chiede non solo la cacciata del commissario Monti ma anche delle risposte.

Missiva, inviata per conoscenza, tra gli altri, anche alle Procure di Civitavecchia e Perugia, dove Moscherini fa riferimento ai documenti acquisiti dagli inquirenti, in base ai quali risulterebbe innanzitutto che la società aggiudicataria, la Rogedil s.r.l., avrebbe ottenuto i lavori in maniera illegittima in quanto non in possesso dei requisiti necessari.

“Dalle carte è emerso anche il certificato medico che Monti stesso si è fatto redigere da un famoso criminologo, lo stesso dello scandalo di Schettino. Ci dica se quel documento è vero sono pronto a perdonarlo perché evidentemente, non era del tutto consapevole di quello che diceva quando interrogato dal magistrato”

Sull’incidente probatorio l’idea è unanime, Monti cerca di sottrarsi a responsabilità oggettive e che lo vedono nella veste di indagato.

Crediamo, nell’interesse di chi legge e conosce la storia, di perdere cinque minuti e leggersi il documento.

C’è anche un colpo di scena ma, come detto in conferenza stampa da Moscherini: “Non ve lo dico adesso per evitare che poi tutte le altre cose enunciate passino in secondo piano.

L’avvocato Carlo Taormina ha chiamato in causa anche la Procura. “Siamo parzialmente soddisfatti per l’azione della magistratura. E’ il momento che si faccia finalmente chiarezza sulla vicenda. Moscherini – ha aggiunto l’avvocato Taormina – ha subito un’ingiusta aggressione giudiziaria ma ora abbiamo dei dati oggettivi impressionanti per chiedere un intervento dell’autorità ministeriale. Da oggi il Ministero e tutte le altre autorità sono informati da Civitavecchia a Perugia fino al Ministero di competenza, ciascuno faccia il proprio lavoro altrimenti le nostre rimostranze non si faranno attendere o meglio le nostre future azioni”.

Un momento della conferenza di Moscherini

La lettera inviata a Delrio (leggi) 

 

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