Autorità Portuale – Monti pensava di aver trovato il jolly ed invece era l’asso di bastoni

I suoi collaboratori gli hanno rifilato una relata di Burattini (WWF o Guardia Forestale) archiviata e bollata sia dalla DDA di Roma che dalla Procura di Civitavecchia come una “buffonata”

CIVITAVECCHIA – Pasqualino Monti! Qualcuno lo ha definito un pugile suonato, altri, più generosi con lui, nel pallone e in forte stato confusionale. Non può esserci altra spiegazione a quanto combinato ieri pomeriggio durante il Comitato Portuale trasformato in conferenza stampa per calunniare (poi vi spiegheremo perché) e diffamare persone risultate totalmente estranee ai fatti contestati e da lui narrati.

Probabilmente l’ultima inchiesta giudiziaria che lo ha travolto gli ha fatto perdere lucidità. Non solo a lui ma anche alla pletora di camminatori e legali che non hanno saputo tenerlo a bada, pur sapendolo malato.

Cosa avrebbe combinato di nuovo il plurindagato e inseguito da tre procure d’Italia Pasqualino Monti?

In fase di riunione del Comitato Portuale ha inscenato una veloce conferenza stampa, con tanto di foto inquietante, dove mostra una relazione (decisamente datata, scaduta, cestinata) della Guardia Forestale di Civitavecchia a firma del comandante Dario Burattini.

Burattini chi, quello che denunciava e attaccava Giovanni Moscherini in ogni occasione, firmando esposti e comunicati stampa insieme a Simona Ricotti e Roberta Galletta?

Sì, proprio lui. In questo caso però ha dato il meglio di sé stesso, una performance degna di un libro di fantasia.

Il buon Comandante Burattini di sua iniziativa e ricorrendo (su quella relazione la frase è riportata più volte) a non meglio precisate “fonti anonime attendibili” ha messo in piedi un bel teorema che, se letto tutto d’un fiato, potrebbe anche sembrare una storia vera. Peccato le imprecisioni, le incongruenze e, soprattutto, la scarsa memoria di queste fonti.

Alla fine di questa relazione, una decina di pagine se non ricordiamo male (quelle significative su 48), sempre l’arguto Comandante del WWF, pardon della Forestale, suggerisce al magistrato quali capi di imputazione contestare e quali provvedimenti adottare.

La lunga serie di capi di imputazione (se non leggiamo male manca solo lo stupro e la pedofilia) si conclude con la roboante intuizione che, questo cartello di persone associate tra loro, potrebbero rientrare nel famigerato 416 Bis (associazione di tipo mafioso) e che quindi si doveva provvedere alla carcerazione immediata di tutti: senza indugio.

Nella lista, ovviamente, avevano incluso anche il sottoscritto (ma è irrilevante).

Capitan Burattin spedisce ad un solo mittente questa relata: niente di meno che alla DDA (dipartimento distrettuale antimafia).

Mentre Burattini già stringeva mani a destra e manca, la DDA assegnava questo fascicolo ad un magistrato di un certo spessore e molto conosciuto, il dottor Rodolfo M. Sabelli.

Il quale, dopo averla letta, ha fatto la cosa migliore. Per quello che gli riguardava l’ha ritenuta irricevibile ed ha consigliato al militare, più idoneo alla salvaguardia dei boschi che alle inchieste giudiziarie, di segnalare eventuali anomalie alla locale Procura di Civitavecchia.

Fatto sta, che la Procura di Civitavecchia, ha preso in carico questo fascicolo ma, dopo poco tempo e, soprattutto per quanto riguardava il teorema dell’associazione e di tutto il resto, non ne ha tenuto conto e l’ha riposta nel fascicolo da dove, la “talpa” che ha rifilato quel documento farlocco a Monti, lo è andato a pescare.

Dunque. Non ci sono due sindaci né tantomeno un cinese indagati per reati di tipo mafioso ma lo sono solo nella fervida e allo stesso tempo confusa fantasia e immaginazione del commissario Pasqualino Monti.

Una bufala, un jolly utilizzato per far passare in secondo piano le sue bravate con la cricca di Pizza.

Consapevole che da domani, si potranno scrivere anche altre cose che, al momento, abbiamo dato parola al magistrato di non pubblicare.

Storie di ordinaria corruzione, di favori fatti a questo per ottenere quello, incontri carbonari con personaggi ora in pensione e che godono di consulenze d’oro e, lasciatecelo dire, anche del più becero gossip.

Come ha potuto, il giovane e brillantissimo avvocato Andrea Miroli, consentire al suo assistito in più inchieste giudiziarie in veste di indagato, di annunciare in una seduta pubblica con lui in veste di pubblico ufficiale, una calunnia e una diffamazione così evidenti?

Neanche a dire che non fosse organizzata, tant’è che di solito i contenuti delle riunioni del comitato portuale vengono pubblicate a distanza di mesi, questa, diffusa dopo poche ore ai giornali compiacenti con tanto di fotografia del documento farlocco allegata.

Lettera Sabelli 416 Bis_1

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