Caso Concordia – Angeloni (Polo Dem): “Le verità nascoste da giornalisti conniventi a libro paga”

CIVITAVECCHIA – Riceviamo e pubblichiamo: Oltre al caso Privilege, anche un’altra questione torna prepotentemente d’attualità. È quella della demolizione della Concordia. Se ne riparla oggi dopo l’intercettazione telefonica tra il presidente dell’Autorità Portuale Pasqualino Monti e la giornalista della redazione locale de Il Messaggero Cristina Gazzellini, letta davanti a giornali e tv ieri da Giovanni Moscherini (questa sera alle 19,30 su Trc la conferenza stampa) perché secondo l’ex sindaco dimostra l’intenzione di Monti a non portare la demolizione del relitto a Civitavecchia. Sulla stessa lunghezza d’onda l’esponente del Polo Democratico Fabio Angeloni, che interviene sulla vicenda ponendo l’accento sull’aspetto giornalistico della vicenda.

“Le verità nascoste di ieri e di oggi – dichiara Angeloni – ma forse nessuno le vuole davvero sapere. ‘Ciao tesò, me vado a infiocchettà quer pezzo senza fa parlà a nessuno, tranquillo!… ciao tesò, ciao’, a parlare è una premurosa giornalista locale collaboratrice del Messaggero e direttrice della Tv della Fondazione Cariciv.

Dall’altra parte il potente di turno. In mezzo una scomoda verità che rimarrà nascosta ‘da infiocchettare’ appunto: il Concordia non verrà mai a Civitavecchia. Non lo vuole il Porto, non lo vuole la Regione, ma non si deve sapere e la colpa deve ricadere su altri.

La notizia c’è. In quei giorni si parla di demolizioni, di bomba ecologica, di cantieri della morte in Turchia o nell’Oceano indiano. Piombino si è già premurata di farsi dare 160 milioni di euro per adattare il suo porto. Rossi (Regione Toscana) ha fatto la voce grossa. Gabrielli (Protezione Civile) è intervenuto favore della Turchia.

La notizia c’è: qualcuno a Civitavecchia fa il doppio gioco e rema contro Civitavecchia, contro la creazione di posti di lavoro.

Ma questo i lettori del Messaggero non lo sapranno mai: ‘Ciao tesò, me vado a infiocchettà quer pezzo senza fa parlà a nessuno, tranquillo!… ciao tesò, ciao’.

I vertici del giornale sapevano?

La risposta non può essere che ‘‘ visto che nella relazione del Ministero delle finanze la giornalista compariva a libro paga dell’Autorità Portuale come una dei Rup.

Ma si erano limitati a non farle firmare gli articoli sul porto per un po’ di tempo.

Un pannicello caldo che le intercettazioni svelano impietosamente. Direi che può bastare.

È davvero tempo di aprire un dibattito franco e leale tra chi scrive sui giornali come Messaggero, Provincia, le Tv (Mecenate, Trc oggi come mai ingiustamente a rischio di chiusura), gli stessi potenti di turno e i cittadini, i lettori.

Basta così.

Il tempo delle prese per fondelli è scaduto.

Quanti sono i giornalisti che ogni giorno si dimostrano conniventi con il potere e che ogni giorno si impegnano a ricucire, ribadire e difendere quella rete “oscura” di legami che tiene insieme una classe dirigente mediocre, che si rivela sempre più spesso addirittura incapace?

È possibile un giornalismo diverso?

Difficile, specie oggi che una maglia importante di quella rete passa dall’Amministrazione Comunale dei Cinquestelle. Il sindaco Cozzolino ha sempre puntellato e promosso questa classe dirigente di mediocri che tiene a bada gran parte della comunità cittadina attraverso il ricatto dell’occupazione: la promessa di un posto di lavoro per il figlio, per il nipote, per la moglie. Un incarico magari finto. Una promessa che 99 volte su 100 resta campata in aria. Quei giorni del Concordia solerti mani hanno cucinato un piattino niente male a danno di lettori ignari che non hanno potuto conoscere la verità. Adesso si è saputo. Ma è accaduto e continuerà ad accadere: tutti i giorni (anche oggi) piccole e grandi verità vengono nascoste. Il pericolo, tremendo, è che nessuno o quasi le voglia davvero sapere”.

Fabio Angeloni

giornalista

 

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