Privilege Yard – Mario La Via (arrestato) pagava l’affitto di casa a Pasqualino Monti

Il Ministro Delrio è sobbalzato dalla sedia nel leggere l’ennesimo scandalo che travolge il commissario “tutt’affare” di Molo Vespucci che partecipava al banchetto incassando un finto affitto da 43.200 euro all’anno

CIVITAVECCHIA – L’arresto di ieri dell’amministratore delegato Mario La Via e di Battista, altro dirigente della Privilege Yard ha fatto scoprire l’ennesimo peccatuccio veniale del commissario dell’Autorità Portuale di Civitavecchia Pasqualino Monti.

Anche lui partecipava con allegria al banchetto degli sperperi di denaro che, invece di andare ai lavoratori, finiva nelle tasche di molte persone, comprese le sue.

In particolar modo, Pasqualino Monti, si faceva pagare l’affitto di casa da Mario La Via.

Una cifra pari a 43 mila e 200 euro all’anno. Un appartamento che rimaneva nella sua disponibilità e che è stato oggetto di indagine per capire se si tratta di una “mazzetta” mascherata.

Già perché Privilege Yard pagava l’affitto della casa di Pasqualino Monti e cioè il presidente dell’autorità portuale di Civitavecchia, colui il quale ha concesso l’area del cantiere, per una somma complessiva di 43.200 euro, “a circa il triplo dei valori medi di mercato per gli anni 2011 e 2012”. Ma per Mario La Via i soldi non erano un problema.

L’indagine del Nucleo tributario della finanza ricostruisce tutte le distrazioni patrimoniali attorno allo yacht mai varato. Rendendolo un corpo di reato lungo 127 metri.

Il maxi finanziamento concesso alla Privilege dal consorzio di banche (Etruria era la capofila) ammonta a 190 milioni di euro, di cui circa 125 milioni effettivamente erogati. Un progetto che non stava in piedi fin dall’inizio ma che ebbe sponsor di alto livello e coperture. Risulta agli atti una lettera di garanzia da parte della Barclays, ottenuta “ricorrendo a pressioni di organi amministrativi e politici”. Non solo.

L’ex ministro Vincenzo Scotti della Privilege era presidente onorario. Lui e l’ex parlamentare Fli Mario Baldassarri andarono di persona a una riunione con esponenti di Banca Etruria per perorare la causa di La Via. Lo ha raccontato ai finanzieri Carlo Maggiore, il responsabile della Direzione Corporate Finance di Etruria. E che c’entra Baldassarri? È il rappresentante legale della Economia Reale srl, società che ottiene da Privilege un paio di consulenze, “per attività svolta presso Unicredit e Intesa al fine di concretizzare la loro partecipazione al pool bancario”.

Il compenso era di 500mila euro.

Quando i finanzieri vanno a perquisire la mega villa di Mario La Via a Roma in zona Quarto Annunziata – una sobria dimora di 4 piani con sala cinema, discoteca, palestra, 3 saloni di rappresentanza, parco, campo da tennis, piscina e spogliatoi, ristrutturata con 4 milioni di euro stornati dalle casse della Privilege e fatta passare come la foresteria della società – scoprono un dettaglio minimo, ma che racconta molto.

“Sono stati rinvenuti segnaposti per cene eleganti con personaggi di prestigio e la corrispondenza con il cardinale Bertone”. Ecco che viene fuori quanto ricostruito da Repubblica e Libero nelle settimane scorse: 700mila euro di bonifici erogati a favore di associazioni italiane ed estere “su richiesta, indicazione e sollecitazione di Tarcisio Bertone, tra il febbraio 2008 e il novembre 2012”.

 

 

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