Autorità Portuale – Monti “scarica” Grasso e si accorda con i 5 Stelle, infatti VOTA ANTONIO

In piena campagna elettorale (siamo nel 2014) Monti “avvertito” da Zingaretti scopre che Grasso è un cavallo perdente e allora… lui VOTA ANTONIO

CIVITAVECCHIA – Povero Massimiliano Grasso (si fa per dire), cosa penserà dopo aver letto la ricostruzione delle intercettazioni che vedono protagonista il suo capo di Molo Vespucci (dove è stato assunto senza concorso) e le elezioni a sindaco che lo vedrà soccombere nel testa a testa con Cozzolino?

Erano i giorni in cui ci si preparava alle elezioni amministrative per il rinnovo dell’amministrazione comunale, fatta cadere anche grazie al contributo politico proprio di Pasqualino Monti e dei suoi incontri riservati fatti nel suo studio privato con Moscherini e Luciani.

Massimiliano Grasso è ambizioso, ricco, essere il portavoce dell’Autorità Portuale, il direttore di Civonline, l’editore del quotidiano La Provincia, il “proprietario” della finta cooperativa di giornalisti che lavora nel giornale diretto dal padre e grazie alla quale prende copiosi contributi di Stato (di media oltre 300 mila euro all’anno), il portavoce della  Fondazione Cariciv e proprio grazie a quest’ultima l’aver ripiano debiti rifilandogli quattro telecamere e il know how (si fa per dire) de La Provincia Tv  vuole coronare il sogno di diventare sindaco.

Chiede aiuto e sostegno al presidente Pasqualino Monti  che si adopera, in gran segreto, per aiutarlo.

Quest’ultimo però è furbo, è consapevole del fatto che  Grasso potrebbe non farcela e quindi si espone il minimo indispensabile. Con pochissime persone e soprattutto con il suo amico senatore Andrea Augello che, come vedremo più avanti, è totalmente sottomesso a lui.

In quei giorni Pasqualino Monti è molto impegnato. Deve preparare una querela per diffamazione nei confronti di Marietta Tidei rea di aver presentato un’interrogazione parlamentare sulle assunzioni facili fatte dallo stesso in seno all’Autorithy.

Questa interrogazione gli ha creato un sacco di problemi e, soprattutto, ha fatto giungere negli uffici di Molo Vespucci gli ispettori.

Poi c’è anche un altro senatore di Sel, un tale Aiello, che rompe le scatole e presenta un’altra interrogazione, ma a lui ci penseranno gli amici di Civitavecchia  per fargliela ritirare, a cominciare da Enrico Luciani che si prodiga tantissimo e intercede affinché tutto si trasformi in una bolla di sapone.

C’è da farsi aiutare da Spampinato e da altri personaggi che vedremo in un capitolo a parte (tutto rigorosamente annotato sui brogliacci di servizio dai carabinieri del NOE).

Oltre alle elezioni sta arrivando Pasqua  e quindi Pasqualino deve organizzarsi anche una mini vacanza di total body relax e per farlo non può che scegliere di andare a Monaco, nel meraviglioso Monte – Carlo Bay caratterizzato da un’atmosfera chic & relax, il Monte-Carlo Bay Hotel & Resort incarnava un nuovo stile alberghiero, all’insegna della leggerezza, del piacere e del divertimento, in una località turistica leggendaria.

Su questa settimana di relax, sul nuovo smoking cucito su misura a Roma, del passaporto smarrito e del “viaggetto” a Miami dobbiamo dedicare un articolo estivo, di gossip.

Così come la vacanzetta da prenotare al Grand Hotel Capo Testa a Santa Teresa di Gallura in Sardegna.

Poi c’erano anche le scocciature, la prima legata alla Privilege Yard la seconda alla Costa Concordia.

Dunque Massimiliano Grasso  era l’ultimo dei suoi problemi anche se, il senatore dell’NCD Andrea Augello, era particolarmente preso e proprio grazie a quest’ultimo che Monti, ad un certo punto, scopre che Massimiliano Grasso è un cavallo perdente, un cavallo bórso.

Nonostante l’accordo con Sandro De Paolis  che ha accettato suo malgrado di fare il vice sindaco, il giornalista, editore, portavoci Grasso  vede spettri da tutte le parti.

Gianni Moscherini mi dice Grasso pare stia dando una mano ad Andrea D’Angelo… Chiamalo, parlaci, evitiamo di fare brutte figure, ho preso impegni con gli altri…

Diceva Augello preoccupato a Monti. Quest’ultimo rassicurava i suoi interlocutori preoccupati sull’esito della campagna elettorale:

CHI VUOLE BENE A MONTI NON VOTA CERTO PER TIDEI

Tra aprile e maggio sono molteplici le telefonate di questo tenore poi, all’improvviso, ne arriva sempre una, sempre del senatore Andrea Augello (che aveva sempre bisogno di vederlo di persona perché attraversava un momento difficile e aveva bisogno dei “salti mortali” di Monti).

Pasqualì, mi ha chiamato Nicola Zingaretti e mi ha detto che a Civitavecchia Tidei è in testa a tutti i sondaggi e che dietro ci sono i 5 stelle, poi Massimiliano staccato di un punto.

Pasqualino Monti inizialmente minimizza poi, dopo una decina di minuti richiama il senatore  Augello (che sperava fosse la volta buona di vederlo) al quale chiede dati più precisi.

Dimmi un po’ come stanno messi. Tidei al 34% Grasso al 18% e i 5 Stelle al 19%, D’Angelo al 14%. Dice che al ballottaggio vanno i 5 stelle.

Probabilmente l’allora presidente dell’Autorità Portuale avrà fatto delle considerazioni. Il vento stava cambiando ovunque, i movimentisti di Grillo imperversavano ovunque, c’era da fare la scelta giusta.

Lui, Monti, riflette a lungo (un paio di giorni) e tra un impegno e l’altro decide che è il momento di agire e di aprirsi un canale con i 5 stelle.

Come fare?

Semplice, c’è Marta Grande, la deputata civitavecchiese dei pentastellati.

Le telefonate si susseguono una dietro l’altra così come gli incontri, possibilmente a casa di Monti a Civitavecchia per un caffè.

Marta Grande non si fa pregare, accetta gli inviti e lo scambio di telefonate mostra il reciproco interesse nel vedersi e nel parlare di tutto, anche di cosa si vota in Parlamento.

Marta Grande agli appuntamenti si presenta spesso con il suo fidanzato Leonardo, bisogna vedersi in un luogo lontano da occhi indiscreti, quindi è sempre l’ufficio privato di Monti il luogo più adatto e lei è li che si precipita sempre.

Contatti continui e costanti che torneranno utili.

Infatti le previsioni vengono rispettate, Grasso è un perdente e mentre si arzigogola su ricorsi vari da presentare per far annullare le votazioni, Pasqualino Monti dichiara ai suoi fedelissimi che voterà per Antonio Cozzolino.

Gli attestati di stima e di auspicio per Cozzolino  vanno di pari passo con quelli di disprezzo per Tidei.

Scoppia, nel frattempo, la grana del sequestro della Darsena Traghetti e Grandi Masse.

Mentre l’ex presidente del Tribunale Almerighi esorta Monti a prendere provvedimenti contro Lorenzo Del Giudice  reo di avergli fatto perquisire casa (denunciarlo è chiedere il risarcimento danni morali e materiali), intanto  Antonio Cozzolino trionfa.

Pasqualino Monti  festeggia e anche la moglie lo esorta a brindare ma dietro l’angolo c’è una festa ancora più grande dove di bottiglie da stappare saranno due.

 

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