Autorità Portuale – Delrio pubblica l’avviso per il reclutamento dei nuovi presidenti. Nel frattempo ecco le trame per raggirare i controlli del MEF e fregare Marietta Tidei

Entro il 4 settembre i curricula poi le nomine di concerto con i presidenti di Regione (leggi l’avviso). Pasqualino Monti ormai in balia degli eventi e delle spaventose bugie che lo stanno incastrando con le intercettazioni. Ecco i dialoghi inquietanti con il funzionario Spampinato e di come hanno “fregato” gli ispettori mandati dal MEF

ROMA – Il ministro Graziano Delrio, varata la riforma, ha fatto pubblicare il bando, che non è un bando (così dice testualmente), dove si chiedono agli aspiranti nuovi presidenti i curriculum personali. Non servono graduatorie, non ci sono selezioni e nessun saprà mai quante candidature giungeranno nel suo ufficio né di chi.

Quarantacinque giorni di consultazioni con il presidente della Regione e poi via alle nomine.

Dunque Pasqualino Monti potrà continuare tranquillamente, fino a morte naturale dell’attuale incarico commissariale, a fare e disfare a suo piacimento all’interno di Molo Vespucci come fin’ora ha fatto.

Diventato un bugiardo seriale e, soprattutto, nell’enfasi di scrivere al ministro Delrio una lunga lettera chiarificatrice, ammette candidamente di non essere malato di depressione maggiore ma di essersi fatto cucire addosso quella patologia per rafforzare gli esposti puntualmente depositati dal suo avvocato di fiducia Andrea Miroli (su alcune di queste, alla luce dei documenti della Procura di Civitavecchia ci sarà da ridere).

Come detto, è iniziata oggi, con la pubblicazione dello specifico avviso, la raccolta di manifestazioni di interesse per l’incarico dei Presidenti delle 15 Autorità di Sistema Portuale.

Graziano DelrioL’avviso richiama il decreto legislativo su “riorganizzazione, razionalizzazione e semplificazione della disciplina concernente le autorità portuali di cui alla legge 28 gennaio 1994, n. 84”, approvato il 28 luglio 2016 da parte del Consiglio dei Ministri.

La call è stata voluta dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, per raccogliere profili qualificati. Il Ministro infatti, come prevede il decreto, designerà i Presidenti delle Autorità di Sistema Portuale con l’intesa dei Presidenti delle Regioni interessate, sentite le Commissioni parlamentari.

Il ruolo, i compiti e le caratteristiche dei Presidenti delle nuove Autorità di Sistema portuale sono descritti nel decreto, in cui si legge, tra l’altro, che il Presidente viene  “scelto fra cittadini dei Paesi membri dell’Unione europea, aventi comprovata esperienza e qualificazione  professionale nei settori dell’economia dei trasporti e portuale.”

Il Ministero intende procedere, quindi, all’acquisizione di manifestazioni di interesse “per ricoprire in via esclusiva e a tempo pieno il ruolo”.

La partecipazione all’avviso avviene inviando il proprio curriculum e specificando, in particolare, le  esperienze e qualificazioni  professionali conseguite nei settori dell’economia  dei trasporti e portuale, nonché per quali Autorità di sistema portuale ci si propone.

Il curriculum deve essere redatto, in ogni suo campo, in lingua italiana  secondo il modello di cv europeo, e deve essere inviato esclusivamente mediante posta elettronica, entro le ore 24 del 4 settembre 2016, alla Segreteria del Gabinetto del Ministro: segr.capogabinetto@mit.gov.it

L’avviso non ha natura concorsuale. Le manifestazioni di interesse ricevute costituiranno una banca dati a disposizione del Ministro.

Dopo la conferenza stampa farsa, andata in scena due giorni fa, senza che ci fosse un solo giornalista in grado di porgli domande alle quali non vuole rispondere, continuiamo noi a scrivere cosa è stato in grado di combinare l’ex venditore di linee telefoniche e che oggi, per sua bocca, scopriamo essere “a disposizione del Paese“.

Marietta Tidei, deputato PdLa parlamentare del PD, Marietta Tidei, aveva fatto un’interrogazione sulle assunzioni a chiamata diretta e allo stesso sistema per l’affidamento di incarichi e lavori.

A seguito di quei leciti dubbi, peraltro rientranti delle sue piene funzioni parlamentari, il MEF (Ministero Economia e Finanze) aveva mandato degli ispettori a fare dei controlli.

Niente paura perché, abile nell’imbrogliare le carte, l’allora presidente dell’Autorità Portuale di Civitavecchia trova subito la strada per attenuare l’ispezione e, laddove ce ne fosse stato bisogno, trovare chi e come in grado di imbonire gli ispettori stessi.

Diciamolo in italiano per il camminatore errante: MANIPOLARLI.

Per evitare che il bugiardo seriale, cioè Pasqualino Monti, pur non mostrando carte o atti continui a sostenere di essere vittima di fango, di presunte manipolazioni di date e di stralci pescati a caso delle sue intercettazioni (perché indagato, ndr), ecco che, tra le sue mirabolanti performance al telefono o all’Hotel Savoia, ci troviamo difronte ad uno scandalo senza precedenti.

Il 17 gennaio del 2014 (clicca e leggi) quando la deputata del Partito Democratico Marietta Tidei presenta un’interrogazione scritta all’allora Ministro Lupi, al Mef e alla Funzione Pubblica.

A questa interrogazione risponderà Rocco Girlanda (tenete bene a mente il nome di questo personaggio umbro, umile camminatore dell’ex macellaio Denis Verdini).

L’interrogazione mette in moto tutta una serie di meccanismi che spingono il MEF ad aprire formalmente un’ispezione.

Il panico è totale perché le prebende date a destra e manca sono tante. Giornalisti, figli di nomi altisonanti, lavori di qui e lavori di qua.

Insomma c’è da metterci quanto prima una pezza ma non rispondendo con la verità, occorre trovare l’alternativa e cioè imbrogliare le carte, violare la legge.

La cosa che ci sconvolge è che tutto questo che andremo a raccontare, è stato messo nero su bianco dai carabinieri ma, Amendola, forse non aveva le lenti adatte per leggere quelle intercettazioni e quelle relazioni.

Le rileggiamo noi.

Gli amici di Monti e compagnucci di merende vari si attivano per trovare la soluzione.

Il 3 febbraio del 2014 il MEF autorizza un suo consulente, Gaetano Spampinato, a ricoprire un incarico presso l’Autorità Portuale di Civitavecchia (clicca qui).

Il 25 marzo 2014 il presidente dell’Autorità Portuale, Pasqualino Monti, chiama Gaetano Spampinato:

Monti Pasqualino chiama Gaetano (SPAMPINATO Gaetano Responsabile IGF Servizi Ispettivi di Finanza Pubblica del Ministero dell’Economia e delle finanze, ndr) e questi gli ricorda l’appuntamento, Monti replica “chi se lo dimentica“.

Si vedono alle 12 sotto il MINISTERO in Corso Vittorio.(forse si tratta del Ministero della Pubblica Amministrazione, ndr)

Beh, direte voi, che c’è di strano ad incontrare un funzionario del MEF che da poco più di un mese lavora per il giovane Monti?

Non ci sarebbe niente di strano se ci trovassimo difronte a due persone perbene e se i carabinieri non avessero captato anche queste altre conversazioni.

Siamo all’intercettazione n. 794 del 26 marzo 2014, questa volta è Spampinato a chiamare Pasqualino Monti.

Spampinato chiama Monti per chiedergli un appuntamento. Gli dice che per telefono non era il caso di parlare. Gaetano dice che era uscito ora da via Boncompagni e che una persona non meglio identificata aveva “scatenato” i servizi ispettivi della Divisione Pubblica, ha inviato lettere all’ICOT.

Questa telefonata deve aver messo in allarme la nota vittima del suo stesso fango, Pasqualino Monti, che il giorno successivo e cioè il 27 marzo 2014 (intercettazione 960Pasqualino Monti riceve una chiama dalla sua segretaria personale Lucrezia (che si occupa pure delle sue cose personali come i pagamenti di 20 mila euro di mutui semestrali) e le dice:

Lucrezia (segretaria) chiama Monti, quest’ultimo chiede se aveva inviato la nota a Spampinato. Lucrezia dice di sì. La nota è in relazione e la deve inviare poi a FERRANDINO (convocazione di un tavolo con i ministeri, in risposta all’interrogazione parlamentare di Marietta Tidei, ndr). Tale nota deve essere inviata prima che Monti depositi la querela (per diffamazione contro la Tidei, ndr).

Questa interrogazione di Marietta Tidei gli sta togliendo il sonno, bisogna fare presto e dopo solo 12 minuti dalla precedente telefonata (intercettazione 982) Lucrezia si risente con il capo tutt’affare Pasqualino Monti

Lucrezia chiama Monti, parlano della nota ricevuta da Spampinato. Monti dice di averla già girata a Ferrandino. Spampinato ha detto a Lucrezia che la BARILA’ gli aveva detto di essere più articolata e va mandata via entro oggi a coloro che devono intervenire al tavolo.

Vi ricordate quando abbiamo scritto di tenere in mente il nome di Rocco Girlanda?

Bene, Maria Barilà è stata la sua segretaria per molti anni e adesso, siccome deve ricevere piacere da Pasqualino Monti, si adopera ad aggiustare una delle tante azioni superficiali del giovane presidente di Molo Vespucci, visto che tra lei e il marito lavorano in posti strategici.

Nel frattempo la denuncia va avanti e occorre trovare l’indirizzo giusto di Marietta Tidei e quindi Monti  avvisa l’avvocato Giuseppe Zuto che glielo farà sapere quanto prima.

Siccome l’altro giorno, durante la famosa conferenza della menzogna, Pasqualino Monti ha dichiarato di essere a “disposizione del Paese” e di non aver mai favorito gli imprenditori privati del Porto, dovrebbe spiegarci cosa ci faceva il 28 marzo 2014, a largo di Fontanella Borghese, negli uffici della Fondazione di Altero Matteoli, in compagnia di Eddy Azzopardi (intercettazioni n. 1205 e 1206,1225).

Monti, mentre si occupa degli affari del suo amico Eddy Azzopardi, della Rogedil, di Port Mobility e di non far andare la Concordia a Civitavecchia, gli ispettori del Mef si muovono ma c’è Spampinato  che sta sul pezzo e quest’ultimo avverte subito il suo nuovo “capo”.

Siamo al 31 marzo 2014 (intercettazione 1514), Gaetano Spampinato chiama Pasqualino Monti:

Gaetano chiama Monti, gli dice di essere riuscito a farla partire il 15, come aveva chiesto Monti, ma l’unica cosa da verificare se il capo “c’ha pressione…se possiamo governarla, arriva il 15, se invece dall’alto insiste, fa pressione forte”. Gaetano continua dicendo “il discorso è che se questa rompe i coglioni che la vuole fatta subito…ormai è programmata, non ci dovrebbero essere problemi”.

Monti si lamenta, dicendo che farà fare anche lui pressione e ringrazia Gaetano.

E bravo Monti. Da buon manager, rispettoso delle leggi e dei protocolli, dimostra come sia facile aggirare certe date se si è in grado di fare “pressione“.

Adesso pubblichiamo questa ultima intercettazione (numero 1837) dell’8 aprile 2014, ma ce ne sono centinaia sull’argomento, perché riteniamo veramente incredibile come questo Spampinato, Pasqualino Monti, Maria Barilà e tutti gli altri componenti di questa vera e propria associazione, non abbiano ricevuto provvedimenti da parte del Procuratore Amendola e per quale ragione un elemento come Pasqualino Monti possa riceve ancora finti attestati di stima dopo tutto quello che ha combinato, dimostrandosi manipolatore anche di uomini delle istituzioni:

Pasqualino Monti chiama Gaetano Spampinato al quale dice che ieri aveva chiamato la BARILA’ e stamani parte la lettera a tutti gli Enti, arriva anche alla IGF e tutti quanti e nel frattempo ha scritto anche al sottosegretario (Rocco Girlanda, ndr), con il quale ha parlato e Monti spera che “possano tornare sui loro passi, prima di spendere inutili risorse prima del tavolo…tutte le verifiche che vogliono fare sono risorse che spendono”.

Gaetano approva, dicendo che ieri aveva parlato con il marito di Maria BARILA’, suo collega e gli ha detto che non voleva fare da intermediario, quindi ha chiamato Lucrezia per dirle “esattamente come fare”.

Monti dice che è importante che arrivi alla IGF per farli tornare sui loro passi.

Gaetano dice che ieri è stato a cena con Galliano DI MARCO “anche lui sotto scopa, ma lui un po’ più grande, perché è l’ispezione un po’ generale” (dovrebbe riferirsi al Presidente dell’Autorità Portuale di Ravenna, ndr). Di Marco ha fatto molti complimenti nei confronti di Monti.

Gaetano aggiunge che lei (forse la Barilà, ndr) gli ha detto che “sta disgraziata” ha chiamato anche lui per questa questione. Monti non lo sapeva. “La disgraziata”, a dire di un grosso esponente del PD regionale, è una “grossa scassa cazzi…rompi coglioni”. Monti replica: “andiamo avanti”.

E questo signore pretenderebbe di continuare a lavorare all’interno di una pubblica amministrazione, mettendosi a disposizione “del Paese”?

Che cosa diranno questi signori alla deputata del PD Marietta Tidei?

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