Autorità Portuale – Le istituzioni riportino a Molo Vespucci legalità e lavoro

Il portavoce, editore e giornalista Grasso smentisce le dimissioni di Pasqualino Monti, in serata ritratta e scrive di “passi indietro” dell’ex commissario

CIVITAVECCHIA – Deve aver fatto molto male la notizia da noi pubblicata sulle dimissioni di Pasqualino Monti, bollate da Massimiliano Grasso come non fondate salvo poi scrivere nella stessa giornata, sul sito dove ricopre l’incarico di direttore responsabile Civonline, di “passi indietro” compiuti dall’ex commissario per agevolare l’azione del Ministro Graziano Delrio.

Speriamo che il nuovo commissario, uomo di ordine e di grande moralità, possa riportare trasparenza, disciplina e soprattutto legalità laddove sembrava, fino a ieri, fosse sparita.

Pasqualino Monti fa parte del passato anche se, i pochi amici rimasti al suo capezzale lavorativo, parlano di strategie messe in atto per poi tornare in pista nel mese di settembre.

Noi gli auguriamo le migliori fortune, magari in altre autorità portuali virtuose, dove potrà dimostrare tutte le sue doti e capacità di uomo al “servizio del paese“.

Lo vedremmo bene a Gioia Tauro o in Sicilia dove i suoi metodi “legali” e di uomo “rispettoso” di regole e leggi si sposano in maniera perfetta.

Detto questo, possiamo dire che il primo passo, importante, è stato compiuto.

Adesso la missione più difficile spetta all’Ammiraglio Ispettore Ilarione Dell’Anna mettere le mani sul “fango” lasciato da Pasqualino e dai suoi accoliti.

La scelta del Ministro Delrio è stata lapidaria e a nulla sono serviti i tentativi messi in piedi dal giovane ischitano Monti pur di rimare asserragliato sulla cassaforte, pardon fortino, che si era costruito a suon di prebende a Molo Vespucci.

Fino al tardo pomeriggio di oggi era, per molti, ancora rischioso poter scrivere la verità e cioè che Monti era stato letteralmente cacciato dal ruolo che immeritatamente ricopriva e che ha sempre ricoperto grazie alle raccomandazione ricevute dei suoi amici.

Dalla prima assunzione senza concorso a tutto il resto. Mai ottenuta una promozione sul campo per meriti ma sempre e solo per raccomandazioni, ora di questo ora di quello.

L’Ammiraglio Dell’Anna adesso dovrà sentire anche i suoi soldati sul campo, a cominciare dal comandante della Capitaneria di Porto di Civitavecchia Tarsia, per conoscere in che modo manovrava il Comitato Portuale (a proposito chi sono i firmatari della lettera pro Monti?).

Proprio quest’ultimo ha scritto e vergato decine e decine di relazioni, quasi tutte negative, sui disastrosi lavori effettuati al Porto.

Adesso potremo chiedere con grande piacere tutti quei documenti fin qui negati su illeciti palesi e frodi fatte alla funzione pubblica con la cessione di Port Mobility, con la concessione di Largo della Pace, con l’acquisto dei terreni, con i soldi regalati agli amici dei 5 stelle con i quali aveva fatto accordi elettorali e che oggi, con la sua cacciata, vengono definitivamente mandati al macero.

A proposito, non hanno speso due righe quando lo hanno indagato. Non una riga del prode Cozzolino sulle intercettazioni non un commento ora.

Adesso scopriremo tutte quelle verità sin qui nascoste sul Porto Turistico, sugli accordi fatti con la Fiat, che hanno portato sì le macchine a Civitavecchia da imbarcare, ma a che prezzo?

Siamo convinti che in molti seguiranno le sorti di Pasqualino Monti, cioè faranno le valige, a cominciare dal segretario generale Maurizio Ievolella che, di fatto, già in quiescenza, non continuerà a fare da parafulmine al furbetto di Ischia (Na).

Già perché oltre ad avergli accollato tutte le responsabilità sulla maxi inchiesta dell’appalto Darsena Traghetti e Grandi Masse era il bersaglio preferito sul quale scaricare ogni colpa e lo diventerebbe tutt’oggi visto che Pasqualino Monti, quando non troverà più posto in nessuna autorità portuale italiana, si dimetterà anche dal posto di lavoro di Molo Vespucci e andrà magari a fare il consulente in Fiat o magari con qualche grande amico armatore.

Scopriremo le verità su quei personaggi che hanno ruotato intorno a lui, e che nelle intercettazioni che continueremo a pubblicare nei prossimi giorni, dovranno vergognarsi di girare per le vie della città.

Basti pensare a come riusciva a manipolare funzionari pubblici, come Gaetano Spaminato o la signora Barilà.

Dei suoi amici di merende, anzi di Pizza. Degli incontri con il senatore Matteoli e Azzopardi. Dei suoi viaggi continui a Milano e Montecarlo non certo per lavoro o nell’interesse dell’Autorità Portuale né tantomeno della città di Civitavecchia.

Ha sempre parlato, insieme ai suoi amici, di macchina del fango.

Peccato però che le indagini in corso e la cacciata da Molo Vespucci siano la prova che sia stato lui a gettare fango al Porto di Roma e su chi così grande l’aveva fatto diventare.

Che il Porto di Roma torni ad essere il fiore all’occhiello dello sviluppo vero e non dei numeri taroccati a suon di incarichi e consulenze.

Che il suo ufficio stampa sia rivisto e ci siano messe persone in grado di svolgere il proprio lavoro senza avere troppi conflitti di interesse, che spesso e volentieri hanno prodotto false verità e depistato colleghi che, per portarsi a casa un pezzo di pane, lavorano 12/16 ore al giorno.

Questo non è che l’antipasto. Sulla cacciata di Pasqualino Monti, lasciatecelo dire, abbiamo contribuito anche noi, non con le “palle di fango” che avevano in tasca gli accattoni che giravano intorno al commissario, ma con un grande ed umile lavoro di ricerca documentate tra mille difficoltà, reticenze, minacce e pressioni di ogni sorta.

Adesso, grazie alle carte prodotte da abili, seri ed incorruttibili uomini delle forze dell’ordine che ancora non hanno finito il loro lavoro, siamo convinti che sarà spazzato via il ricordo di un giovane ambizioso, avido di denaro e amante del lusso sfrenato.

Lo faranno presto, ne siamo convinti. Come siamo convinti che i magistrati di Civitavecchia sapranno fare come i loro colleghi di Roma che si sono occupati di Mafia Capitale in questi giorni sul caso AMA.

Si andranno a rileggere tutte quelle intercettazioni che gli sono sfuggite e rivedranno le posizioni di molti personaggi che continuano a pensare di averla fatta franca.

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