Civitavecchia – Port Mobility, quando lo sponsor è decisamente vincente. Intanto, dopo i comizi politici (Monti-Luciani) l’ammiraglio Dell’Anna è sulla plancia di comando

I fratelli Azzopardi finanziano giustamente lo sport ma quelle manifestazioni di Capri sono a dir poco anomale. Intanto i lettori si interrogano: Pasqualino Monti è laureato?

CIVITAVECCHIA – Prima di entrare nell’argomento che vogliamo trattare quest’oggi, vogliamo raccontarvi la memorabile giornata di ieri mattina, vissuta all’Autorità Portuale di Civitavecchia quando l’ex commissario Pasqualino Monti si è congedato ai suoi fedelissimi e lasciato il posto di comando a chi, a differenza sua, ha una carriera brillante sul proprio curriculum vitae.

Nonostante l’efficientissimo ufficio stampa non ci avesse avvertiti (cosa usuale del resto) della piccola cerimonia di passaggio di consegne, noi, avendolo saputo, ci siamo presentati per conoscere il pensiero del nuovo commissario, il vice comandante delle Capitanerie di Porto, Ammiraglio Ilarione Dell’Anna.

Il nostro arrivo si è decisamente contraddistinto. Siamo stati accolti da una addetta alle pulizia a suon di sputi ed improperi. Ci sta, fa parte della vita di un giornalista che non ha paura di scrivere la verità.

Si respirava un clima decimante teso. Dopo cinque anni di assoluto dominio dell’imperatore Monti si cambiava aria e, soprattutto, “manico”.

Vicino a noi si è seduto il camminatore errante in tenuta estiva, barba lunga e ascella compromessa dalla calura d’agosto.

Sopportiamo il disgusto delle folate flautolenze ascellari e aspettiamo che i protagonisti della giornata diano inizio alla cerimonia.

A differenza di quanto avevamo immaginato inizialmente, l’ex commissario Pasqualino Monti non ha approfittato della circostanza per dimostrare di essere un uomo pronto e a disposizione del Paese.

Dopo i saluti di circostanza e l’abbraccio iscariota al segretario generale Maurizio Ievolella ha iniziato l’ennesima litania che lo ha contraddistinto in questi ultimi mesi di mandato.

Calunnie, macchina del fango, un passo indietro per il bene del porto, io sono stato bravo, ho fatto tanto, adesso mi aspetto che qualcuno faccia di meglio. Si è dimenticato di dire però che sulla sua “testa” pendono inchieste molto più pesanti che le semplici ed innocue intercettazioni che hanno contraddistinto il suo modus operandi.

Immaginiamo che l’ammiraglio abbia preso in mano le chiavi e toccato ferro perché collezionare avvisi di garanzia e indagini penali come ha fatto Monti in questi ultimi anni sembra essere impresa davvero ardua e certo non auspicabile a nessuno.

Tralasciamo l’intervento del presidente della Compagnia Portuale Enrico Luciani, i colleghi di altre testate molto più importanti delle nostre, hanno dedicato ampi spazi.

Di lui ci occuperemo più in là e solo se ne avremo voglia, lui è uno che lavora, aiuta i lavoratori, anche se è diventato straricco noi, per concezione, siamo sempre vicini ai camalli, quelli che si spaccano la schiena sotto il sole d’estate e il freddo glaciale d’inverno.

L’Ammiraglio invece ha dimostrato di essere un comandante vero, poche parole e ben assestate.

Lui sa quello che deve fare. Soprattutto ha avuto indicazioni ben precise. Non ha bisogno di farsi pubblicità, specialmente a fine carriera. Un saluto di buon ferragosto e tutti congedati.

Sempre nell’arco della giornata di ieri però, qualcosa deve essere successo o scattato nella testa di coloro che, per anni, per cinque lunghissimi anni, hanno masticato amaro e accettato ingiustizie di ogni sorta.

Ecco che, a seguito del nostro articolo su Port Mobility sono iniziate ad arrivare in redazione decine e decine di segnalazioni, di lamentele, di notizie, di pettegolezzi e di indiscrezioni.

La prima che ci hanno segnalato la risposta dei fratelli Azzopardi sul sito ufficiale di Port Mobility al nostro articolo del giorno precedente.

Per evitare che qualcuno possa dire che manipoliamo il loro pensiero lo trascriviamo per intero (dove ad essere maligni captiamo una sorta di messaggio rivolto a noi stile Riina):

PORT MOBILITY CONTRO LA MACCHINA DEL FANGO

Una dichiarazione della famiglia Azzopardi in difesa dei propri dipendenti e dei lavoratori della Port Mobility

n risposta ai recenti attacchi da parte di sedicenti “giornalisti” la famiglia Azzopardi ci tiene ad esprimere e rendere noto il seguente pensiero:

L’incertezza è negli uomini vivi e di chi scrive questo per propria insicurezza e dubbio dell’essere, ma le aziende sane e gestite con correttezza e senso del dovere non devono temere.
Il tempo è sempre giudice e galantuomo.

La famiglia Azzopardi.

Che dire, il sedicente “avvocato” Edgardo Azzopardi sembra essere ottimista sul suo futuro e questo non può che farci piacere. Se lo dice lui, condannato in primo grado a 9 mesi di reclusione, con pena sospesa, dal tribunale di Perugia per i reati di rivelazione e utilizzazione di segreti d’ufficio in concorso, nell’ambito di uno dei filoni dell’inchiesta sul G8 e i cosiddetti ‘Grandi eventi’ non possiamo che non crederci.

Come non possiamo non credere a tante, troppe coincidenze che hanno caratterizzato e caratterizzano la gestione di Port Mobility.

Dalle sponsorizzazioni a società sportive (visto quello che guadagna grazie al porto di Civitavecchia è il minimo che possa fare per la città) a quelle un pochino più strane ed ambigue come l’evento dei giovani imprenditori di Capri.

Abbiamo scoperto, o meglio, ci hanno segnalato, che Port Mobility nel 2014 ha sponsorizzato un evento dei giovani imprenditori che si svolge tutti gli anni a Capri e che, gli stessi organizzatori, poco tempo dopo, ripetiamo gli stessi, avrebbero consegnato dei riconoscimenti, attraverso il NIAF, al giovane e dinamico presidente Pasqualino Monti a New York.

Per carità, semplici coincidenze, sarebbe interessante sapere però cosa ne pensino gli inquirenti della Guardia di Finanza di che sta indagando sulle gesta dei fratelli Azzopardi, la Port Mobility e, soprattutto, sulla loro società madre e cioè la Rogedil.

Così come stiamo cercando di capire se le segnalazioni continue sul titolo di studio di Pasqualino Monti, anno di laurea, relatore e così via, si possano ritrovare negli annali dell’Università de La Sapienza di Roma. Qualcuno è pronto a giurare che non abbiamo mai conseguito la laurea e discusso la tesi. Noi non siamo in grado oggi di confermarlo né di dire il contrario. Possiamo dire che, un uomo di questa levatura, che ha fatto un passo indietro per il bene del Porto di Civitavecchia, che si è messo a disposizione del Paese, non possa aver scritto lucciole per lanterne sul proprio curriculum viziato o taroccato. Comunque, siccome a noi piace leggere, se fosse così gentile da fornirci la tesi presentata e da lui discussa (titolo e argomento trattato) saremo ben felici di leggerla.

– segue

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