Civitavecchia – Massimiliano Grasso e Pasqualino Monti lunedì protagonisti a Genova. Intanto la Concordia…

Ultimo viaggio della Concordia

Il giornalista di Civonline e portavoce del commissario Dell’Anna presenterà lo studio (come avrà fatto) sui Port Crash realizzato insieme al “famoso” Bruno Dardani. Tra gli ospiti anche il presidente di Assoporti e non solo

CIVITAVECCHIA – Una “terna” di tutto rispetto quella che sarà protagonista a Genova, lunedì prossimo, a Palazzo San Giorgio nella Sala dei Capitani. Due giornalisti di fama quasi internazionale, del calibro di Massimiliano Grasso e Bruno Dardani, presenteranno al mondo dello shipping un loro straordinario lavoro-studio-statistico sugli incidenti che sono avvenuti in tutti i porti italiani.

Un duro lavoro che ha sottratto tempo prezioso soprattutto a Massimiliano Grasso che, oltre ad essere l’attuale portavoce del commissario straordinario di Molo Vespucci Ilarione Dell’Anna è anche direttore del sito di informazione cittadina Civonline, il direttore d’orchestra de La Provincia e fino a poco più di un mese fa opaco portavoce della Fondazione Cariciv. Oltre ad essere naturalmente consigliere comunale e capogruppo de La Svolta al Comune di Civitavecchia.

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Nonostante tutto questo, sottraendo tempo al lavoro, alla famiglia e alle ferie si è dedicato a questo imponente lavoro statistico (crediamo gratis) insieme al collega Bruno Dardani, venuto alla ribalta per le sue famose intercettazioni con l’allora presidente e poi commissario dell’Autorità Portuale di Civitavecchia Pasqualino Monti.

Anche quest’ultimo, in veste di presidente di Assoporti (e forse anche sponsor dell’evento) parteciperà a questo straordinario workshop dedicato ai piccoli incidenti registrati all’interno dei porti italiani. (leggi la locandina dell’evento)

Introdurrà i lavori l’Ammiraglio Ispettore Giovanni Pettorino, Commissario Autorità Portuale di Genova. Porterà i saluti del Governatore della Liguria Giovanni Toti, Edoardo Rixi, Assessore regionale.

L’introduzione e gli onori di casa sono affidati a Luigi Merlo, Consigliere del Ministro dei Trasporti Graziano Delrio.

Gli studiosi Bruno Dardani e Massimiliano Grasso discuteranno con Marco Conforti, Presidente Assiterminal, Gian Enzo Duci, Presidente Federagenti, Roberto Martinoli, Consigliere Confitarma e per l’appunto Pasqualino Monti, Presidente Assoporti di cui in Piemonte e Liguria si parla un gran bene (leggi articolo).

Massimiliano Grasso, probabilmente in ferie, illustrerà da par suo i casi presi in esame. Sui piccoli incidenti di percorso è uno dei maggiori esperti. Basti osservare tutti quei piccoli incidenti che gli hanno compromesso la carriera politica per capire subito che lui è uno dei più adatti per questo tipo di relazioni.

Di Bruno Dardani abbiamo scritto e detto tanto. Le sue intercettazioni con Pasqualino Monti sono a volte così brillanti (su come chiede incessantemente finanziamenti e sponsor) che daranno lucentezza a questo grande appuntamento per gli addetti ai lavori.

Poi c’è Pasqualino Monti che su Genova punta molto. Alla poltrona attualmente occupata da Pettorino.

Proprio lui che ha fatto di tutto per mandare la Costa Concordia in Liguria con la scusa di un lavoro di poco più di un anno a fronte di una “spaventosa bomba ecologica“.

Proprio sei mesi sono la scadenza che si sono dati ieri nei cantieri navali di Genova per smantellare l’ultimo pezzo dell’ingloriosa Costa Concordia di Capitan Schettino.

L’ultimo viaggio del relitto della Costa Concordia è terminato ieri sera. La nave è stata spostata dall’ex Superbacino di Genova, dove è stato sezionato, al bacino numero quattro delle riparazioni navali dove avverrà la demolizione di ciò che resta dello scafo.

Il relitto si è staccato dalla banchina dove era appoggiato e trainato da cinque rimorchiatori ha percorso le circa due miglia che lo separavano dalla destinazione finale dove scomparirà per sempre.

Il viaggio è stato piuttosto breve, neanche 3 chilometri, ma c’è voluta tutta la giornata per portare a termine le operazioni a causa della difficoltà della manovra da effettuare, studiata per mesi.

“L’ operazione è particolarmente delicata – spiegava l’ammiraglio Giovanni Pettorino, Comandante della Capitaneria di Porto – tanto che la velocità d’ingresso è stimata in un metro al minuto”.

Pettorino ha sottolineato il livello di grande eccellenza della professionalità di chi lavora nello scalo genovese.

La nave Concordia naufragò davanti all’Isola del Giglio il 13 gennaio del 2012 causando 32 morti. Per quel disastro al comandante Francesco Schettino la Corte d’Appello di Firenze ha confermato la condanna di primo grado a 16 anni inflitta dal tribunale di Grosseto.

Il relitto era arrivato a Genova il 27 luglio 2014 dopo una complicata e mai avvenuta prima operazione di trasporto dall’isola del Giglio grazie a 30 cassoni che ne avevano garantito il galleggiamento.

Nel viaggio verso Genova, passando tra paradisi naturali della Corsica e di Capraia, un forte rischio di “rilascio di idrocarburi durante trasporto relitto” è stato sottolineato da Costa Crociere.

Nel capoluogo ligure è avvenuta la prima fase dello smantellamento con l’eliminazione di oltre 5.700 tonnellate di materiali, iniziativa che ha garantito il pescaggio necessario per il successivo trasferimento, avvenuto nel maggio dello scorso anno al molo dell’ex Superbacino dove sono stati eliminati i ponti. Alla fine, la demolizione di Concordia, serviranno sei mesi, avrà permesso il recupero dell’82% del materiale che componeva la più grande nave da crociera voluta da Costa, un gigante da 114mila tonnellate di stazzalungo 298 metri e largo 36.

Ebbene, tutti questi lavori potevano essere fatti a Civitavecchia e dare lavoro, per altri sei mesi da oggi, alle “solo” 300 persone di cui parlava Pasqualino Monti con la giornalista de Il MessaggeroCristina Gazzellini nelle intercettazioni effettuate dalla Procura di Civitavecchia all’inizio del 2014.

I carabinieri del NOE, in una annotazione di servizio presentata lo scorso 20 febbraio del 2016 e consegnata nelle mani del pubblico ministero Lorenzo Del Giudice, riportavano, una serie di intercettazioni telefoniche.

Monti  nel tentativo di rassicurare la sua interlocutrice riferiva che “alla fine l’operazione porterebbe lavoro per un anno a sole 300 persone” e che quindi il Governo avrebbe deciso il Porto e non lo lasciava certo decidere alle aziende né tantomeno a  Moscherini.

Allora la  Gazzellini  si era detta disponibile a trovare: “…un modo carino per farlo capire senza mettete de mezzo a te”.

Alla fine la previsione di Pasqualino Monti  si è rivelata priva di ogni fondamento visto che, quelle 300 persone, avrebbero lavorato incessantemente per oltre 3 (diconsi tre) anni e Civitavecchia si sarebbe ritrovata poi, al termine dei lavori, un bacino di carenaggio da utilizzare in altri mille modi.

Chissà se sarà possibile rivolgere a questi brillanti studiosi e personaggi presenti al workshop qualche domanda proprio sulla Concordia?

Tanto di incidenti si parla.

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