Authority – Pronta la poltrona da presidente a Molo Vespucci per il “trombato” Vito Cozzoli

Ministro ombra della Guidi (coinvolto nelle polemiche che l’hanno fatta dimettere), cacciato da Calenda, uomo forte di Confindustria, uomo Luiss nelle grazie della bionda Boschi, è il nome blindato dal PD per Civitavecchia. Gioisce anche Pasqualino Monti ma non Enrico Luciani “scartato” al primo giro

ROMA – Tutti pensavano che fosse l’avvocato marittimista Di Maio il sostituto idoneo, preparato, capace a raccogliere la disastrosa eredità lasciata da Pasqualino Monti. Invece no. Vito Cozzoli sembra essere pronto all’incarico. Ormai è in dirittura d’arrivo e forse già da domani potrebbero insediarsi sulla poltrona di Molo Vespucci attualmente occupata dall’Ammiraglio Ilarione Dell’Anna, lui o altri.Chi è Vito Cozzoli. L’avvocato Vito Cozzoli è stato il Capo di Gabinetto del Ministero dello Sviluppo Economico dal febbraio 2014 Guidi prima di essere allontanato (“cacciato”) dall’attuale Calenda.

Laureatosi in giurisprudenza all’Università La Sapienza con il Prof. Elia, ha vinto il concorso alla Camera dei deputati nel 1991: Funzionario addetto presso diverse Commissioni parlamentari, ha diretto lo staff del Segretario Generale, per poi ricoprire, dal 2006 al 2014, l’incarico di Capo dell’Avvocatura, difendendola in ogni sede giurisdizionale.

Titolare della Cattedra di Diritto pubblico presso la Facoltà di Economia e Commercio della LUM di Bari, svolge attività di docenza presso la LUISS-Guido Carli. Nel 2009 e 2010 ha tenuto lezioni presso le Law School della Fordham University di New York e della George Washington.

Quando ha lasciato il suo incarico di capo di gabinetto dello Sviluppo economico, Vito Cozzoli ha avuto parole al miele per Carlo Calenda: «Una guida autorevole e competente per una ripartenza decisa», una persona a cui «sono legato da un rapporto di profonda stima», un ministro che «saprà trasmettere nuova energia e linfa a una amministrazione chiamata a supportare i processi di innovazione e modernizzazione del comparto produttivo del Paese».

Molti sono convinti che però siano state dichiarazione attendiste perché l’uomo è ambizioso alla stregua di Pasqualino Monti se non di più. Anzi, proprio quest’ultimo pare esserne un grande estimatore se non addirittura il suo mentore (il che è tutto dire).

MALUMORI GENERALI. Capo di gabinetto costretto a lasciare tra i malumori generali per il riordino del nuovo ministro, deciso a fare piazza pulita delle scelte di chi l’aveva preceduto e a sostituire gli uomini di Federica Guidi con i suoi (del resto dopo quanto emerso dalle indagini non si poteva fare di meglio).

Quando ha accettato di prendere in mano la patata bollente lanciatagli da Renzi, e di tornare al ministero in cui era stato viceministro per tre anni prima di venire mandato a ricucire i rapporti con Bruxelles, Calenda ha chiesto e ottenuto di poter riorganizzare lo staff, e lo ha fatto senza indugio.

FIGURA INGOMBRANTE. Il primo a farne le spese è stato proprio Cozzoli, per due anni primo consigliere di Guidi, una figura apicale con credenziali potenzialmente ingombranti per un ministro appena insediatosi.

Un uomo di cui Calenda conosce bene le qualità e il carisma, per averci lavorato fianco a fianco, e che probabilmente riteneva un pericoloso ‘rivale’ interno e soprattutto poco affidabile perché legato a troppe situazioni poco chiare.

Cozzoli citato nelle intercettazioni ma non coinvolto dalle indagini

Cozzoli non è coinvolto nella bufera che ha coinvolto il Mise, costringendo alle dimissioni dell’ex ministro accusato di usare il suo ruolo nel governo per promuovere emendamenti e finanziamenti che il compagno Gianluca Gemelli usava come biglietto da visita ora con la Total ora con i vertici della Marina militare.

Il nome del capo di gabinetto dimissionario risulta in un’intercettazione, citato da Nicola Colicchi, lobbista ex Finmeccanica, che parlando dei 5,4 miliardi da stanziare per il rifacimento della flotta navale tanto cara all’ammiraglio Giuseppe De Giorgi chiedeva a Gemelli se fosse possibile disturbare Cozzoli.

«Lascia perdere, veditela con Fede», la risposta di Gemelli.

Ampiamente citato nelle carte di Tempa Rossa, l’avvocato Vito Cozzoli vanta amicizie ed i legami di prim’ordine. Si dice che sia estremamente vicino al “pianeta” di Autostrade Spa (Benetton) e che vanti sponsor fra le fila dell’Opus Dei.

In questa vicenda un ruolo rilevante lo avrebbe compiuto Pastena. Si tratta di uno dei migliori burocrati dello Stato, che per quasi 20 anni ha ricoperto importanti incarichi nella Pubblica amministrazione, passando per diversi ministeri. Uno di questi incarichi si incrocia anche con l’ammiraglio De Giorgi, in quanto Pastena è stato anche capitano di lungo corso. Ma non solo. Risulta anche essere stato direttore dell’ufficio centrale del Bilancio del ministero della Difesa dal 2006 al 2014.

Pastena, inoltre, è ritenuto uomo di fiducia di Vito Cozzoli, capo di gabinetto del ministero dello Sviluppo economico.

Stando all’accusa dei magistrati lucani, il burocrate – in qualità di direttore generale del ministero dell’Economia – avrebbe inviato note a un altro funzionario del ministero dello Sviluppo economico per poi sbloccare le somme previste dalla Legge Navale per ammodernare la flotta italiana.

DISMISSIONE BANCHINE

Stando alle ipotesi investigative, l’anello tra De Giorgi e Pastena sarebbero stati Gemelli e Colicchi. In particolare si ritiene che in cambio Gemelli possa aver chiesto e ottenuto delle commesse al porto di Augusta. Gli investigatori si stanno concentrando sulle dismissioni delle banchine in quel porto e, in particolare, su come l’Autorità portuale abbia affidato i lavori e a quali imprenditori. Inoltre, si sta cercando di verificare se Gemelli abbia svolto una funzione di mediatore tra le imprese e l’Autorità portuale. Una cosa è certa, Gianluca Gemelli, con la sua società Industrial Technical Services srl (la stessa con la quale si è aggiudicato un subappalto da 2.584.829 euro per la supervisione della costruzione del centro oli di Tempa Rossa), ha già avuto in affidamento dei lavori nel comprensorio di Punta Cugno, dove la marina militare ha il suo deposito di combustibili.

CIVITAVECCHIA PREMIO DI FEDELTÀ E PASSIONE PER IL MARE

Visti i rapporti di Cozzoli con i vertici della Marina e la sua grande abilità di tessitore in Parlamento, amico personale della Boschi e di molti ministri del premier Renzi (che avrebbe benedetto la nomina), l’avvocato è pronto a gestire il Porto di Roma che, come ruolo, equivale a quello di un Ministro del Mare.

DOPO IL FALLIMENTO MONTI IN ARRIVO UN ALTRO AMICO DEGLI AMICI SENZA REQUISITI

Fidato amico dell’Avvocatura dello Stato dove ha visto passare sotto di sé di tutto e di più. Di esperienze con il mondo dello Shipping nulla o quasi. L’uniche esperienze, come visto, sono legate a situazioni poco chiare e soprattutto illecite portate a termine o quasi sempre dai suoi amici e dal suo giro.

Un bel curriculum dunque ma non certo adeguato a quanto richiesto dal nuovo ordinamento voluto da Delrio che si ritrova davanti un altro modello Monti.

ENRICO LUCIANI “BOCCIATO”

Qualche giorno fa, al Circolo 88 di Civitavecchia, attovagliati insieme a Enrico Luciani anche Pasqualino Monti e i fratelli Sargolini. Un incontro casuale per parlare di pesca subacquea, di tennis o per parlare del futuro dei due principali protagonisti di questo ultimo lustro di potere a Molo Vespucci?

Certo è che da Roma trapelano notizia di una probabile se non definitiva bocciatura del curriculum di Luciani. Non adeguato e non al livello di altri cento e passa manager pronti a guidare una delle quindici autorità di sistema previsti dalla nuova riforma.

Pasqualino Monti in attesa di giudizio, non solo quello del Ministro ma anche dei magistrati che lo stanno indagando. Probabilmente sta riflettendo sull’offerta seria e molto vantaggiosa fattagli da un amico armatore per parcheggiarsi in attesa di guarire dalla malattia diagnosticatagli tempo fa e per far decantare le tossine delle tante inchieste giudiziarie che ancora pendono sulla sua testa.

Ormai è questione di giorni  e presto vedremo chi la spunterà tra titoli di studio e raccomandazioni varie ad approdare al Porto di Civitavecchia.

Certo è che per battere uno del livello di Vito Cozzoli non sarà facile per nessuno e quindi è preferibile farci da subito degli accordi.

Su questo pare, il condizionale è d’obbligo, che Stirpe si sia già mosso insieme a Pasqualino Monti per avere con lui un “canale” preferenziale. Staremo a vedere

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