Civitavecchia – Pasqualino Monti indagato per gravi reati dalla Procura di Civitavecchia

Intanto monta la polemica sul suo incarico di presidente di Assoporti: “E’ abusivo, se ne deve andare, non ha più alcun titolo per restare asserragliato su quella poltrona, deve dimettersi” (leggi)

CIVITAVECCHIA – Strettissimo riserbo su una nuova maxi inchiesta che riguarderebbe l’ex presidente e commissario dell’Autorità Portuale di Civitavecchia Pasqualino Monti. Sul registro degli indagati, insieme a lui, almeno altre tre persone tra cui spicca anche il nome del segretario generale Maurizio Ievolella.

Reati molto pesanti con decine e decine di testimonianze raccolte in questi ultimi mesi dalla Procura della Repubblica di Civitavecchia che sta indagando.

Il fascicolo è in mano al sostituto procuratore Lorenzo Del Giudice e il nuovo capo della Procura Vardaro ne segue costantemente sviluppi ed aggiornamenti.

Si tratterebbe di una vera e propria “bomba” giudiziaria. L’allegra gestione dell’Autorità Portuale di Pasqualino Monti è stata setacciata passo passo e non mancherebbero nomi eccellenti e fin qui insospettabili nel giro poco chiaro e soprattutto, milionario, messo in piedi dall’ex venditore di schede telefoniche.

Fiato sul collo anche dei suoi più preziosi collaboratori, camminatori e amici stretti. Tra questi, al vaglio degli inquirenti, anche la posizione di uno in particolare che, nel periodo di grazia della gestione Monti, dalle intercettazioni telefoniche, sembrerebbe aver avuto un ruolo molto rilevante.

Una maxi inchiesta che spazia su più fronti e che sta occupando tantissimi uomini di polizia giudiziaria.

Anche le assunzioni nel mirino degli inquirenti. Assunzioni strane, mirate, dove dietro ad ogni nome c’è una storia, soprattutto un padre e un ruolo ben definito.

Insomma un capitolo nuovo che va ad aggiungersi, questa volta in maniera più pesante, a quelli già aperti negli ultimi 24 mesi a suo carico.

Non solo Civitavecchia fa male a Pasqualino Monti. Infatti, anche in Assoporti ci sono ex colleghi dell’ex presidente e commissario che stanno storcendo il naso per l’incarico che sta occupando in modo del tutto illegittimo.

La fonte che ci ha dato l’informazione e che ha chiesto di rimanere anonima ci ha detto: “A luglio, quando ancora era commissario, ci aveva fatto credere che sarebbe stato prorogato nel suo incarico. Con la scusa della riforma in atto e quindi del ridimensionamento anche di Assoporti ha chiesto ed ottenuto un prolungamento dell’incarico dal punto di vista tecnico. Peccato però che continui in una attività che non gli può essere più consentita. L’articolo 8 del nostro statuto parla chiaro. Deve ricoprire il ruolo di presidente uno degli associati e lui non lo è più, a meno che, l’attuale commissario di Civitavecchia, l’ammiraglio Ilarione Dell’Anna lo abbia delegato in questo compito. Di dimettersi sembra proprio non averne intenzione e, giocando sul fatto dell’attesa delle nuove nomine, continua a farsi propaganda per essere riassorbito da qualche parte anche se tutti sanno, tranne lui evidentemente, che ne ha combinate troppe per sperare in un nuovo incarico”.

In effetti la sua posizione è anomala e sempre più mal tollerata dai suoi ex colleghi di Assoporti.

Le sue ultime apparizioni ed esternazioni non fanno altro che aumentare l’imbarazzo tra coloro che vorrebbero, da parte di Pasqualino Monti, un passo indietro.

“Come è possibile, ad esempio – continua la nostra fonte – che nessuno a Civitavecchia si sia chiesto come mai Cidonio abbia chiesto 180 milioni di euro di riserve sull’appalto oggetto di indagini della Procura?”.

Certo è che Pasqualino Monti, qualunque sia il suo incarico futuro, dovrà vedersela ancora a lungo con la giustizia.

STATUTO ASSOPORTI

 

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