Autorità Portuale, in arrivo il presidente del nuovo corso. Nel frattempo però…

Le imprese che hanno eseguito i lavori alla Darsena Traghetti e Grandi Masse hanno presentato riserve per 195milioni di euro. Intanto la PAS chiede aiuto a ditte esterne

CIVITAVECCHIA – In queste ore si stanno decidendo le sorti delle nuove autorità portuali di sistema, tra cui quella di Civitavecchia. I nomi dei presidenti sono ormai cosa fatta. I problemi e le discussioni sono tutti incentrati sui nomi dei segretari generali che li dovranno affiancare in questo nuovo corso. Nel frattempo, però, siamo finalmente riusciti ad avere qualche dato in più da Molo Vespucci rispetto al passato.

La mano dell’Ammiraglio Ilarione Dell’Anna, almeno per quel che concerne la trasparenza, si è vista con estrema fermezza e determinazione.

Abbiamo fatto richiesta di alcuni dati fin qui sconosciuti e per troppo tempo sottaciuti. Parliamo delle famose riserve presentate dalle imprese in ATI che hanno svolto, e forse stanno concludendo, i lavori più criticati e oggetto di inchieste giudiziarie della lunga storia di Molo Vespucci.

L’ammontare delle riserve iscritte dalla società appaltatrice dei lavori denominati Primo lotto funzionale – Opere
Strategiche per il Porto di Civitavecchia: prolungamento Antemurale Colombo, Darsena Traghetti, Darsena Servizi, ci informa con una nota scritta l’Ammiraglio Dell’Anna, ammontano ad euro 195.075.216157.

Avete letto bene, oltre 195 milioni di euro in più richiesti oltre la base d’asta che era stata stabilita in € 158.281.268,45 e aggiudicata dall’A.T.I. Grandi Lavori Fincosit S.p.A. (Mandataria), Impresa Pietro Cidonio S.p.A. (Mandante), Coopsette Soc. Coop. (Mandante), Itinera S.p.A. (Mandante) per un importo di € 131.749.201,89.

Come è stato possibile che le società abbiano speso quasi una volta e mezzo in più di soldi per realizzare i lavori?

Dopo che sollevammo lo scandalo di queste riserve così elevate l’Autorità Portuale di Civitavecchia ha ritenuto infondate ed inammissibili queste richieste ma, come lo stesso commissario dell’Ente ha tenuto a precisare, rispetto a tali determinazioni, l’associazione temporanea di imprese ha presentato ricorso.

Sarà dunque un contenzioso in Tribunale ha stabilire se quelle riserve debbano essere pagate o meno ma, riteniamo che la Procura di Civitavecchia debba necessariamente scoprire cosa sia successo realmente e cosa ci sia dietro (o sotto).

Nel frattempo, la sicurezza all’interno del porto di Civitavecchia ha messo in crisi la PAS, la società di vigilanza interna gestita interamente dall’Authority, che in queste ultime settimane, ha fatto svolgere dei corsi specifici ad operatori di una società di vigilanza esterna (non sappiamo in che modo siano stati ingaggiati) e da qualche giorno sono già all’opera in alcuni punti ritenuti “sensibili”.

Con una società grande come la PAS, con all’interno un gran numero di agenti, rimane davvero un fatto inspiegabile il ricorso ad una società esterna e, soprattutto, su quale bilancio ricadranno queste spese.

Si parla di tre nuovi agenti a rotazione oraria, il che significa almeno sei unità lavorative in più. Con quale tipo di contratto e a quale condizione economica ancora è un mistero ma, siamo convinti, che anche su questo punto l’Ammiraglio Dell’Anna saprà darci indicazioni precise nel giro di pochi giorni.

 

 

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