Terni: la Marini scende nella Conca per blindare Comune e partito

Di Girolamo incassa la fiducia della presidente e va avanti: presto il nuovo assessore donna. Incontro in hotel tra la governatrice, il sindaco e i capicorrente Brega e Rossi-Paparelli

Andrea Giuli per “La Notizia Quotidiana.it”

 

TERNI – Come uno stagionato Ulisse, il sindaco di Terni, quasi ex presidente della Provincia, Di Girolamo deve bere fino in fondo l’amaro calice. Pedalare in salita su quella che ormai appare come una bicicletta sgonfia (ma non per questo ancora a terra). Un marasma, checchè se ne dica. Tanto che sabato mattina qualcosa è accaduto.

 

Catiuscia Marini in missione di pace – Sabato, la governatrice dell’Umbria, fiutando ormai il caos pericoloso della Conca, si è proiettata a Terni dove, in un albergo cittadino, ha incontrato i cosiddetti maggiorenti del Pd locale: Eros Brega, Fabio Paparelli, Gianluca Rossi, il sindaco Di Girolamo, gli assessori comunali Giacchetti, Bucari e Piacenti, il capogruppo a palazzo Spada Cavicchioli, il segretario cittadino Monti e quello provinciale Trappolino. Una riunione più o meno improvvisa con la Marini in veste di ‘ruvida’ diplomatica per tentare di mettere insieme i cocci di una situazione interna a dir poco sfilacciata, pena – avrebbe avvertito la Marini – il serio rischio di perdere anche l’ultimo bastione ternano, continuando con questo passo litigioso e limaccioso. Sta di fatto, a quanto risulta, che la corale riunione sarebbe stata piuttosto vivace e tesa, con molti dei protagonisti che si sarebbero rinfacciati a vicenda varie responsabilità della situazione attuale.

 

Rimpasto infinito In queste ore, tra l’altro, il primo cittadino è alla prese – come se i grattacapi gli mancassero – con un rimpasto di Giunta che sembra infinito, una tela di Penelope che fila e si disfa. Dopo la giubilazione di ben quattro assessori, l’inciampo delle dimissioni dell’assessora breghiana Falchetti Ballerani che ha mandato sotto il numero minimo legale l’attuale composizione della giunta comunale, quattro membri (escluso il sindaco) che rendono ad oggi l’esecutivo di palazzo Spada formalmente inabile a deliberare. Il sindaco deve subito rimpiazzare la Falchetti. Al massimo martedì prossimo.

Nomi, ipotesi, schermaglie Il primo nome che si è fatto negli ambienti del Pd è Antonella Alunni Pistoli, ex Margherita, insegnante, volontaria nel sociale e già candidata alle ultime amministrative in una lista civica a sostegno di Di Girolamo. Un candidato esterno che, in linea di massima, il sindaco predilige. Resta, a quanto pare, tuttora una opzione possibile, ma, come sempre accade, si affacciano tanti dissuasori all’opera, inversamente proporzionali ai supporters della medesima. Ma la Alunni Pistoli non è sola nella eventuale corsa ad una poltrona che, nella situazione data, è come minimo scomoda: prende quota l’ipotesi di attingere tra gli scranni della maggioranza consiliare, cosa che finora il sindaco ha accuratamente evitato di fare per molti motivi. In questo senso (ovviamente sono già pronte smentite e fulmini di ogni tipo dalle dirette interessate), sarebbero in pole position – visto che il sindaco è obbligato dalla legge a reinserire una donna – le due consigliere del Pd, Valeria Masiello e Alessandra Pantella. Ambedue, più o meno di area paparelliana. In ballo ci sono deleghe pesanti come la Scuola, la Cultura e l’Agenda Urbana, ed altre meno ingombranti. Se Di Girolamo attingesse dal Consiglio, il primo dei non eletti che subentrerebbe è Gianfranco Teofrasti. Secondo voci di palazzo, peraltro, alla nuova assessora potrebbe essere lasciata la Scuola e altre deleghe minori, mentre la Cultura verrebbe accorpata alle deleghe sociali ora in capo alla vicesindaco Malafoglia che, in tal caso, aumenterebbe notevolmente il proprio peso. Per qualcuno potrebbe tornare in ballo anche la manager Anna Amati, a lungo corteggiata durante l’estate per entrare in Giunta. Ma la suddetta non pare proprio disponibile. Il sindaco non ha, a questo punto, molto tempo. Anzi, assai poco. Vedremo se tirerà fuori un coniglio dal cilindro.

 

Brega risponde picche, consiglieri agitati Sabato mattina, il sindaco dovrebbe aver ricevuto nel suo ufficio il consigliere regionale Eros Brega per un confronto in materia. Ma l’evento sembra sia stato superato dalla riunione corale e alberghiera di cui sopra, nel senso che a margine della stessa riunione i due avrebbero comunque scambiato due chiacchiere. In ogni caso, Brega – da quanto trapela – non avrebbe fatto alcun nome al sindaco. Come dire: dopo aver falcidiato assessori, anche amici, e dopo le dimissioni della Falchetti Ballerani, caro sindaco, il cerino acceso è tutto tuo. Anche se non è escluso che, dopo la riunione di stamane al Garden, lo stesso Brega potrebbe addivenire a più miti consigli. Non solo. come è possibile evincere nelle ore appena passate sui relativi profili Facebook (ma anche da qualche schermaglia dal vivo), alcuni consiglieri comunali vicini a Brega (Bencivenga, per esempio) si sono rivolti provocazioni e messaggi pepati, in relazione ad indicazioni, vere o presunte, di questo o quel nome papabile per l’assessorato vacante. Per non parlare della dirigente ternana, Cristina Di Francesco che su FB ha vergato un post a nome delle donne ternane della ex Margherita in cui si assesta un siluro verso un nome in particolare tra quelli girati in questi giorni (Alunni Pistoli, parrebbe). Insomma, situazione da marmellata alle prugne.

 

 

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