Bracciano – Giuliano (Sala ex sindaco) e la “banda” dei venti

Un’associazione a delinquere che taroccava di tutto. Dai valori dell’arsenico nell’acqua ai numeri di protocollo. Dagli appalti alle spese di cassa. Una delle pagine più vergognose di uomini del PD portate alla luce dal magistrato Lorenzo Del Giudice (clicca e leggi)

BRACCIANO – L’associazione per delinquere è stata messa in piedi dall”ex sindaco del Partito Democratico a partire dal 2008. La lettura dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari portate avanti dalla Procura di Civitavecchia nei confronti di alcuni ex amministratori del Comune di Bracciano, tra i quali l’ex sindaco Pd Giuliano Sala, l’ex vice sindaco Gianpiero Nardelli, l’ex presidente del Consiglio comunale Maurizio Capparella, l’ex assessore Remo Eufemi, l’ex capo area ai lavori pubblici Stefano Ravenda, l’ex funzionario comunale addetto alla manutenzione delle aree pubbliche Luciano Ripanti, l’ex capo area Urbanistica Luigi Di Matteo, l’ex Segretario Comunale Roberto Signore, l’ex capo area Affari Generali Roberto Razzino e la capo area Ufficio Tributi Biancamaria Alberi è a dir poco inquietante. Raccapricciante sotto certi aspetti.

Una vera e propria “banda” dedita ad ogni tipo di azione delinquenziale. Il sostituto procuratore Lorenzo Del Giudice, in questi lunghi mesi di indagini, corredati anche da sostanziose e corpose denunce presentate nel tempo, ha potuto accertare come l’ex sindaco Sala usasse qualsiasi mezzo per imporre il proprio potere. Il Comune di Bracciano e, specialmente i conti in banca dell’ente, erano una cosa privata, riservata a pochi. (ecco il documento originale)

L’Associazione per delinquere per la “banda” dei “Sala”

Per il reato di associazione a delinquere la Procura ha motivato perché, attraverso la strumentalizzazione dei ruoli rivestiti in seno al Comune di Bracciano – Sala quale Sindaco, Nardelli quale Vice Sindaco, Capparella quale Presidente del Consiglio Comunale, Eufemi quale Assessore ai Lavori pubblici, Ravenda quale Capo Area Lavori Pubblici,  Di Matteo già Capo Area Urbanistica e titolare di altri incarichi, il Ripanti quale funzionario comunale addetto alla manutenzione aree pubbliche, Signore Roberto già quale Segretario Generale, Razzino quale Capo Arca Affari Generali e la Alberi quale Capo Area Sviluppo Economico ed altro- e degli strumenti istituzionali relativi: assicurando illegittimamente a pubblici ufficiali e dipendenti “fedeli” coinvolti in procedimenti e/o processi penali la difesa legale a spese del Comune di Bracciano; omettendo sistematicamente (ed assicurando l’omissione) l’attivazione doverosa di procedimenti disciplinari nei confronti dei pubblici ufficiali e dipendenti “fedeli’ coinvolti in procedimenti e/o processi penali; assicurando la disponibilità a manifestazioni anche pubbliche di solidarietà in favore di pubblici ufficiali e dipendenti “fedeli” coinvolti in procedimenti e/o processi penali e, in almeno una occasione, anche in favore di pubblici ufficiali condannati; gestendo il sistema di protocollazione dei documenti comunali in modo tale da consentire la mancata registrazione di documenti o la distruzione di documenti protocollati o, comunque, occultando l’esistenza di documenti compromettenti; violando sistematicamente il principio di separatezza tra funzioni di indirizzo politico e funzioni amministrative e, comunque, veicolando istanze di privati o pratiche amministrative o istanze di pagamento affinché le stesse fossero gestite da funzionari “fedeli”, eventualmente attraverso temporanee nomine ad hoc; isolando e screditando, anche in presenza dei privati contro interessati, i funzionari pubblici “non allineati”; consentendo e promuovendo la commistione di interessi e ruoli pubblici con interessi e professioni private; si associavano tra loro al fine di commettere una serie indeterminata di reati contro la pubblica amministrazione, tra i quali quelli indicati ai seguenti capi di imputazione nonché altri in corso di accertamento e quelli per i quali sono in corso procedimenti e processi penali (innumerevoli c tra i quali si ricordano, in particolare, quelli relativi alla gestione del settore dci lavori pubblici – ad es. impianto antincendio della Scuola Tittoni – e di quello urbanistico edilizio – gestione delle lottizzazioni La Lobbra, Villette del Sassone, Prato Giardino, nonché dei procedimenti derivanti dalla gestione delle pratiche Cimaglia e via del Sassone), in modo tale da costituire un nucleo di interessi funzionali alla gestione (in gran parte distorta) del potere ed al mantenimento del consenso politico amministrativo, anche ove i medesimi interessi siano evidentemente o si rivelino certamente contrastanti con l’interesse pubblico comunale in Bracciano a partire dal 2008.

Per quanto concerne l’ex sindaco di Bracciano Giuliano Sala, la Procura ha ravvisato altri reati:

articoli 81, comma 2, c 314 c.p., perché, nella sua qualità di Sindaco del Comune di Bracciano, avendone la disponibilità per ragioni d’ufficio, si appropriava di ingenti somme di denaro del Comune di Bracciano destinando, con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso ed anche autorizzando debiti fuori bilancio, le medesime alla gestione operativa della società Bracciano Ambiente s.p.a. (dal pagamento di retribuzioni ai dipendenti, al pagamento delle spese per il servizio raccolta rifiuti, al sostenimento delle spese per lo smaltimento del percolato ecc.) anche al fine evitare che si rendesse manifesto lo stato di insolvenza della società predetta

articolo 328 c.p., perché, nella sua qualità di Sindaco del Comune di Bracciano, rifiutava di adottare gli atti relativi all’avvio di procedimenti disciplinari che avrebbero dovuto essere attivati senza ritardo nei confronti del dipendente comunale Ing. Razzino nonostante la sentenza di condanna dello stesso adottata dal Tribunale di Civitavecchia sezione G.U.P. (sentenza n. 297115) per delitti di falso ideologico in Bracciano, in data successiva e prossima al 14 maggio 2015

articolo 328 c.p., perché, nella sua qualità di Sindaco del Comune di Bracciano, in violazione del regolamento adottato dal Comune di Bracciano il 19 marzo 2015 (piano triennale di prevenzione della corruzione) c nonostante la richiesta di rimozione (avanzata dal Segretario Generale) dall’incarico di Capo arca Urbanistica e ambiente dell’Ing. Di Matteo, rifiutava di compiere il relativo atto del suo ufficio, consentendo al dirigente medesimo di proseguire nell’attività cui era preposto ed affidandogli l’incarico (per pochi giorni) di responsabile del Lavori Pubblici, anche al fine di consentire al Di Matteo di adottare provvedimenti anche in materia Urbanistica e di adottare provvedimenti funzionali al pagamento (fuori bilancio) di fatture della Bracciano Ambiente s.p.a. in Bracciano, in data successiva e prossima al 17 giugno 2015

articoli 479 c.p., perché, quale Sindaco del Comune di Bracciano, omettendo di registrare e far registrare sul protocollo comunale una missiva della Dott.sa Torri (riguardante una richiesta di sopralluogo e verifica della salubrità dei luoghi di lavoro e un sollecito alla nomina, fino ad allora mai avvenuta, del Responsabile della Sicurezza e Prevenzione) e la relativa risposta dallo stesso redatta, falsificava il sistema di registrazione a protocollo in modo tale da non far risultare documenti compromettenti o, comunque, rilevanti per l’ente territoriale; in Bracciano, nel giugno 2015

articoli 81, comma 2, e 314 c.p.,
perché, in qualità di Sindaco del Comune di Bracciano, con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, autorizzando la difesa legale a spese dell’ente territoriale di funzionari del Comune di Bracciano senza che ne ricorressero i presupposti di legge, si appropriava in tal modo delle relative somme liquidate o impegnate senza titolo; in Bracciano, in data anteriore e prossima al 16 giugno 2015

articolo 319 quater, comma l, c.p., perché, quale Sindaco del Comune di Bracciano, abusando della sua qualità, induceva i titolari di uffici comunali ad dare a tale geometra Vezzali, soggetto indica togli da privati, un incarico professionale (relativo alla necessità di provvedere a lavori di ultimazione delle opere di urbanizzazione della Lottizzazione La Rinascente); in Bracciano, il 7 maggio 2015

articolo 328 c.p., perché, quale Sindaco del Comune di Bracciano, ometteva e rifiutava di adottare provvedimenti- volti a verificare la situazione di pericolo idrogeologico in cui versano le abitazioni della Lottizzazione La Rinascente – che per ragioni di sicurezza pubblica avrebbero dovuto essere adottati senza ritardo in Bracciano, dal 5 maggio 2015 i) articolo 361 c.p., perché, quale Sindaco del Comune di Bracciano, avendone avuto notizia nell’esercizio ed a causa delle sue funzioni, ometteva di denunciare alla Autorità Giudiziaria gli abusi edilizi e reati connessi alla realizzazione, al recupero ed alla destinazione di una serie di sottotetti realizzati nell’ambito della Lottizzazione Montebello in Bracciano, dal 2 luglio 2015

articolo 353 bis c.p., perché -fornendo all’interessato notizie in merito al procedimento amministrativo in corso, dando consigli in merito alla necessità di “…di dare un importo molto basso inizialmente … ” e promettendo un intervento diretto sul funzionario comunale responsabile del procedimento – con collusioni intrattenute direttamente con Enrico Vecchiotti legale rappresentante della VEA Flash s.r.l., turbava il procedimento amministrativo volto alla determinazione del contenuto del bando al fine di condizionare la scelta del contraente da parte del Comune di Bracciano, relativamente a lavori riguardanti la risistemazione della piazza del Castello in Bracciano, il 22 maggio 2015

articolo 328 c.p., perché, nella sua qualità di Sindaco del Comune di Bracciano, avendo ricevuto dalla A.S.L. Roma F una segnalazione di irregolarità e, poi, una richiesta di adozione di ordinanza di chiusura della struttura socio assistenziale New Life, rifiutava di compiere un atto d’ufficio che avrebbe dovuto compiersi senza ritardo per ragioni di igiene e sanità in Bracciano, nel mese di febbraio 2015

Per quanto riguarda Sala Giuliano, Nardelli Giampiero, Eufemi Remo, Ravenda Stefano e Ripanti Luciano

articoli 81, comma 2, 110 c 328 c.p., perché, agendo in concorso morale e materiale tra loro in seno al Comune di Bracciano – Sala quale Sindaco, Nardelli quale Vice Sindaco, Eufemi quale Assessore ai Lavori Pubblici, Ravenda quale Capo Arca Lavori Pubblici e Ripanti quale dipendente comunale – con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso: nonostante fossero a conoscenza dell’elevato livello di arsenico e di floruri presente nelle acque potabili degli acquedotti comunali, omettevano e rifiutavano di adottare i provvedimenti d’urgenza volti a verificare i livelli medesimi e, se del caso, inibire la potabilità dell’acqua (ed, anzi, ostacolavano i controlli degli organi istituzionalmente deputati alle analisi chiedendo alla A.S.L. di posticipare i controlli), provvedimenti che avrebbero dovuto essere adottati senza ritardo per ragioni si sicurezza, igiene e sanità pubbliche; (nonostante fossero a conoscenza dell’esaurimento delle scorte di cloro per la purificazione delle acque potabili degli acquedotti comunali, omettevano e rifiutavano di adottare i provvedimenti d’urgenza volti a verificare la salubrità delle acque e, se del caso, inibirne la potabilità fatti commessi in Bracciano, il 11 maggio 2015 cd il 21 maggio 2015 e nei giorni successivi e prossimi

articoli 110 c 328 c.p., perché, agendo in concorso morale e materiale tra loro in seno al Comune di Bracciano -Sala quale Sindaco, Nardelli quale Vice Sindaco, Eufemi quale Assessore ai Lavori Pubblici, Ravenda quale Capo Arca Lavori Pubblici e Ripanti quale dipendente comunale – nonostante fossero a conoscenza dell’elevato livello di arsenico (superiore al limite legale di 10 mgl litro) presente nelle acque potabili degli acquedotti comunali, omettevano e rifiutavano di adottare i provvedimenti d’urgenza volti a inibire la potabilità dell’acqua, provvedimenti che avrebbero dovuto essere adottati senza ritardo per ragioni si sicurezza, igiene e sanità pubbliche in Bracciano, il 21 ottobre 2015.

per Bernardini Rinaldo
articoli 56 c 319 quater s.p., perché, quale Referente per le pratiche commerciali dello Sportello Unico per le Attività Produttive del Comune di Bracciano, abusando dalla qualità predetta, presentandosi presso gli uffici del Comune di Canale Monterano e facendo pressioni sull’addetta del locale Sportello Unico per le Attività Produttive, Ambra Saltalamacchia, compiva atti idonei e diretti in modo non equivoco a indurre il l’addetta medesima ad adottare in favore di Oliviero Mazzoni un’autorizzazione indebita per l’apertura di una casa per anziani in Canale Monterano, in data anteriore e prossima al 18 giugno 2015


per Di Matteo Luigi

articoli 56, 81, comma 2, c 323 c.p., perché, con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, quale pubblico ufficiale dirigente del Comune di Bracciano, in violazione delle norme relative alle competenze interne agli uffici comunali, fornendo suggerimenti volti ad evitare che i procedimenti di interesse fossero gestiti dal funzionario Sodano ma che fossero assegnati a lui che gli avrebbe garantito un’indebita accelerazione delle pratiche relative, compiva atti idonei e diretti in modo non equivoco a intenzionalmente procurare a privati (non identificati compiutamente) che avrebbero dovuto presentare istanze volte ad ottenere titoli autorizzativi in materia edilizia e/o urbanistica un ingiusto profitto derivante in Bracciano, il 23 aprile 2015 ed il 21 maggio 2015


articolo 361 c.p.,
perché, quale Capo Area Urbanistica del Comune di Bracciano, avendone avuto notizia nell’esercizio ed a causa delle sue funzioni, ometteva di denunciare alla Autorità Giudiziaria o di segnalare ad altra Autorità tenuta alla denuncia l’abuso edilizio c i reati connessi alla realizzazione di un pozzo in Bracciano, in data prossima al 9 giugno 2015

articolo 361 c.p., perché, quale Capo Area Urbanistica del Comune di Bracciano, avendone avuto notizia nell’esercizio cd a causa delle sue funzioni, ometteva di denunciare alla Autorità Giudiziaria o di segnalare ad altra Autorità tenuta alla denuncia l’abuso edilizio e i reati connessi alla realizzazione di parcheggi interrati in zona Montebello in Bracciano, in data prossima al 4 giugno 2015

per Medici Carlo, Scopetti Orazio c Ravenda Stefano

articoli 110 c 353, commi l e 2, c.p., perché, agendo in concorso morale c materiale tra loro, mediante collusioni – avendo il Comune di Bracciano provveduto ad indire una gara per la rimozione del ponte Carlo Cattaneo ed essendo il ponte stesso crollato spontaneamente il Ravenda, funzionario del Comune predetto preposto all’incanto, invece di indire una nuova gara provvedeva a contattare le medesime imprese partecipanti alla gara precedente modificandone l’oggetto ed invitando (informalmente) a presentare nuove offerte aventi ad oggetto la sola rimozione dei detriti; Medici e Scopetti, conseguentemente, prendevano accordi finalizzati a concordare l’importo delle rispettive offerte e dei rispettivi ribassi, in modo tale che possa risultare aggiudicataria l’impresa dello Scopetti – turbavano lo svolgimento della gara predetta in Bracciano, tra il 26 ed il 30 marzo 2015

Per Scopetti Orazio e Ripanti Luciano

articoli 110 e 353 bis c.p., perché, agendo in concorso morale e materiale tra loro, mediante collusioni – consistite nel far redigere da parte del Ripanti, funzionario comunale, a Scoperti il contenuto del bando e degli inviti da inviare alle imprese tra le quali quella dello Scopetti medesimo- turbavano il procedimento amministrativo volto alla determinazione del contenuto del bando al fine di condizionare le modalità di scelta del contraente da parte del Comune di Bracciano in relazione ai lavori sulla fognatura nell’arca tra piazza Roma c via Claudia Bracciano, il 25 marzo 2015

Per Scopetti Orazio c Spinaci Marco

articoli 110 e 353 c.p., perché, agendo in concorso morale e materiale tra loro, mediante collusioni tra loro e con altre imprese – consistite nell’accordarsi per determinare gli importi delle rispettive offerte e, poi, una volta aggiudicata la gara per far svolgere comunque l’opera all’impresa dello Spinaci (dietro pagamento del 10% dell’importo al formale aggiudicatario – turbavano lo svolgimento di una gara d’appalto in corso di svolgimento presso il Comune di Anguillara Sabazia in Bracciano e Anguillara Sabazia, in data prossima al 28 maggio 2015

Per Capparella Maurizio e Cenciotti Massimo
articoli 56, 110 e 319 quater c.p., perché, agendo in concorso morale e materiale tra loro, il Capparella nella sua qualità di Presidente del Consiglio Comunale di Bracciano ed abusando della qualità medesima su richiesta ed istigazione del Cenciotti, facendo pressioni e richieste al Sindaco del Comune di Anguillara Sabazia, compiva atti idonei e diretti in modo non equivoco a veicolare in favore dell’impresa di Cenciotti Massimo (Autoservizi Cenciotti s.r.l.) il procedimento di gara volto all’assegnazione del servizio di trasporto pubblico locale pendente presso il Comune di Anguillara Sabazia in Bracciano ed Anguillara Sabazia, il 2 aprile 2015 cd in data prossima

articoli 56, 110 c 353 c.p., perché, con le condotte indicate al capo precedente, compivano atti idonei e diretti in modo non equivoco a turbare lo svolgimento della gara in corso di svolgimento presso il Comune di Anguillara Sabazia volta all’assegnazione del servizio di trasporto pubblico locale in Anguillara Sabazia, il 2 aprile 2015 ed in data prossima

Per Capparella Maurizio

articolo 319 c.p., perché, nella sua qualità di Presidente del Consiglio Comunale di Bracciano, per aver compiuto e per continuare a compiere atti contrari ai doveri d’ufficio – consistenti nella diffusione in anteprima delle notizie relative all’adozione di delibere nonché del loro contenuto nonché nella promessa di adoperarsi (“poi vediamo, te faccio sistemà pure quello con un po’ di calma” per la risoluzione di ulteriori questioni di interesse esclusivamente privato di Cardone Raffaele e relative alla Lottizzazione di via della Selciatella – accettava e sollecitava la promessa da parte del Cardone di procurare al figlio un impiego in Bracciano, il 2 marzo 2015

Per Cardone Raffaele e Ripanti Luciano
articoli 479 c 61, numero 2, c.p., perché, nella sua qualità di funzionario comunale geometra addetto alla manutenzione delle arce pubbliche del Comune di Bracciano, al fine di commettere il delitto indicato al capo seguente, nel provvedimento di affidamento diretto del lavori di riparazione delle fognature della Lottizzazione Bonaventura attestava falsamente la sussistenza di condizioni di somma urgenza in Bracciano, in data anteriore e prossima al 16 giugno 2015

articolo 323 c.p., perché, nella qualità di funzionario comunale geometra addetto alla manutenzione delle aree pubbliche del Comune di Bracciano, in violazione delle norme sull’affidamento degli appalti e simulando un inesistente stato d’urgenza, intenzionalmente procurava alla Marocchini Scavi s.r.l. un ingiusto vantaggio patrimoniale, derivante dall’assegnazione diretta dell’appalto di lavori di cui al capo precedente in Bracciano, in data anteriore e prossima al 16 giugno 2015

articoli 479 e 61, numero 2, c.p.,
perché, nella sua qualità di funzionario comunale geometra addetto alla manutenzione delle aree pubbliche del Comune di Bracciano, al fine di commettere il delitto indicato al capo seguente, nel provvedimento di affidamento diretto del lavori di rccupero presso la scuola di via dei lecci, attestava falsamente la sussistenza di condizioni di somma urgenza in Bracciano, in data anteriore e prossima al16 giugno 2015

articolo 323 c.p., perché, nella qualità di funzionario comunale geometra addetto alla manutenzione delle aree pubbliche del Comune di Bracciano, in violazione delle norme sull’affidamento degli appalti e simulando un inesistente stato d’urgenza, intenzionalmente procurava alla Edil Cumar s.r.l. un ingiusto vantaggio patrimoniale, derivante dall’assegnazione diretta dell’appalto dei lavori di cui al capo precedente in Bracciano, in data anteriore e prossima al 16 giugno 2015

articolo 314 c.p.,
perché, nella qualità di funzionario comunale geometra addetto alla manutenzione delle aree pubbliche del Comune di Bracciano, avendone la disponibilità per ragioni d’ufficio si appropriava di materiali ed attrezzature di proprietà comunale, cedendole a terzi senza titolo in Bracciano, il 13 maggio 2015 o in data anteriore e prossima al 13 maggio 2015

articoli 56 e 314 c.p., perché, nella qualità di funzionario comunale geometra addetto alla manutenzione delle aree pubbliche del Comune di Bracciano, avendone la disponibilità per ragioni d’ufficio compiva atti idonei e diretti in modo non equivoco ad appropriarsi di somme del Comune di Bracciano, dando incarico alla Marocchini Scavi s.r.l. di svolgere lavori in favore di suoi congiunti facendo in modo che il compenso fosse versato dalle casse comunali, evento non realizzatosi per circostanze estranee alla sua volontà in Bracciano, il 13 maggio 2015

articolo 314 c.p., perché, nella qualità di funzionario comunale geometra addetto alla manutenzione delle aree pubbliche del Comune di Bracciano, avendone la disponibilità per ragioni d’ufficio si appropriava di carburante, per un quantitativo complessivo di circa 300 litri, di proprietà comunale (che avrebbe dovuto essere destinato all’alimentazione del gruppo elettrogeno di una scuola in Bracciano, in data anteriore e prossima al 29 aprile 2015

Per Ripanti Luciano e Pietro Lisii

articoli 110 c 356 c.p., perché, agendo in concorso morale e materiale tra loro previo concerto, avendo l’impresa del Lisi ottenuto l’incarico per l’asfaltatura di una strada comunale facevano in modo che lo stesso commettesse frode nell’esecuzione dei lavori, stendendo un manto di asfalto di spessore inferiore a quanto prevosto in Bracciano, in data successiva e prossima a maggio 2015

Per Nardelli Gianpiero

articoli 56 e 323 c.p., perché, nella sua qualità di Vice Sindaco del Comune di Bracciano, in violazione delle norme legislative e regolamentari sulla separatezza tra funzioni di indirizzo politico e funzioni amministrative, intenzionalmente procurava a privati imprenditori un vantaggio patrimoniale ingiusto tentando di convincere il funzionario comunale Sodano di non far risultare o di occultare la falsità ideologica della dichiarazione di inizio lavori prodotta dagli stessi in Bracciano, il 26 marzo 2015

articoli 81, comma 2, e 319 quater c.p.
, perché, con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, nella sua qualità di Vice Sindaco del Comune di Bracciano, induceva privati a conferire allo stesso l’incarico professionale di geometra mediante abuso della sua qualità attraverso la quale garantiva e consentiva l’accelerazione delle pratiche amministrative in materia urbanistica ed edilizia nonché garantiva e faceva in modo che fossero evitati controlli sui relativi cantieri:

– lavori della Sail Planet Bracciano (con conseguenti omessa denuncia di abuso edilizio cd attività di occultamento della reale destinazione dell’opera);

– lavori presso abitazione privata (in relazione alla quale faceva in modo che non venissero svolti controlli su sollecitazione dci vicini del committente);

– lavori commissionati da tale Francesco (con conseguente occultamento di difformità da progetto ed assenza di certificazione di fine lavori);

– lavori di cambio di destinazione per esercizio pubblico di tale Gucorepa Stefano fatti commessi in Bracciano, nei mesi di aprile, maggio c giugno 2015

articoli 326 e 61, numero 2, c.p., perché, nella sua qualità di Vice Sindaco del Comune di Bracciano, al fine di commettere il delitto indicato al capo seguente, avendone avuto cognizione in ragione del suo ufficio, rivelava a tale Claudio notizie che avrebbero dovuto rimanere riservate informandolo in anteprima della prossima pubblicazione di un bando comunale in Bracciano, il 27 maggio 2015

articoli 56, 110 c 353 c.p., perché, nella sua qualità di Vice Sindaco del Comune di Bracciano, con la condotta indicata al capo precedente e manifestando la sua disponibilità e informare tale Claudio per “eventualmente veicolare la cosa” in quanto “per queste esigenze ci sono tante ditte”, con collusioni ed agendo in concorso con persona non ancora identificata, compiva atti idonei c diretti in modo non equivoco a turbare le procedure di gara che sarebbero state indette dal Comune di Bracciano in Bracciano, dal 27 maggio 2015 ed in data successiva e prossima

Per Di Domenico Guerino e Sala Giuliano


articolo 7, commi 2 c 3, della legge 2 maggio 1974 n. 195,
perché, in qualità il Di Domenico di legale rappresentante della Il Casolare s.r.l. ed il Sala quale candidato Sindaco del Comune di Bracciano, corrispondeva il Di Domenico e riceveva il Sala un contributo alle spese della campagna elettorale mediante il pagamento della somma di € 2.800,00 utilizzata per il pagamento (insieme al titolare dell’impresa individuale Carlo Medici) di una cena tenutasi il giorno delle elezioni, erogazione mai deliberata dagli organi della società né regolarmente iscritta in bilancio: nella contabilità della Il Casolare s.r.l., infatti, la fattura relativa risultava registrata quale “Ricevuta di costo spese di pubblicità” in Bracciano, il 7 maggio 2012

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2 COMMENTI SU "Bracciano – Giuliano (Sala ex sindaco) e la “banda” dei venti"

  1. Ma non si tratta “solo” di un rinvio a giudizio? Oppure già di una condanna? Nel primo caso, l’articolo sarebbe scorretto e fuorviante.

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