L’essenza del referendum

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Dice che la scheda per votare al referendum risulta contorta alla comprensione.
Insomma, potrebbe trarre in inganno.

Personalmente credo che l’unica cosa di contorto potrebbe trovarsi nella testa di chi si reca alle urne, entra in cabina, si mette a leggere la scheda e solo in quel momento, in base a quella, si fa un’idea del motivo del perché si trova lì e di cosa votare.

Che gli Italiani siano ormai sempre più lontani dalla politica, sempre più menefreghisti, sempre meno interessati, è cosa nota.
Basta vedere quanta gente si presenta a esprimere il voto.
Ma credo comunque che nel momento in cui andremo ad apporre una croce su quella scheda, una idea in testa dovremmo già avercela.

E non serve neanche capire di cosa si stia parlando, fondamentalmente la “campagna elettorale” si basa su un unico quesito: vuoi che Renzi continui a distruggere il Paese o ti sta sulle palle e vuoi che se ne vada?
Perché per molti il succo è tutto quì.

Che poi anche posta in questi termini si presta a una cattiva interpretazione.
Ti sta sulle palle? Una marea di si. Peccato che Renzi non ci abbia pensato.

I motivi del perché si dovrebbe o meno cambiare la costituzione, risultano ostici alla maggioranza degli elettori.
Assistiamo solamente a improvvisati salotti in cui personaggi più o meno illustri ci dicono cosa votare, in cui vengono toccati argomenti che nulla hanno a che fare con il referendum, motivazioni degne di trame contorte di romanzi gialli.

Del resto l’informazione a senso unico spingerebbe a votare SI, Renzi si è appropriato da tempo dei media nazionali, proni giornalisti servi del potere lasciano largo spazio alle argomentazioni del presidente del consiglio e nessuno spazio a chi professa opinioni diverse.

In altre occasioni si potrebbe parlare di dittatura, ma in Italia è un termine rifiutato.
Quale dittatura? Si sta tanto bene.
Andiamo allo stadio, ci sono due partite al giorno alla televisione, tutti abbiamo un smartphone, in tutte le famiglie ci sono almeno due auto, andiamo a cena al ristorante, facciamo le ferie, nel fine settimana godiamo di serate all’insegna di alcool, pisciamo dove ci pare, parcheggiamo dove ci pare.
In una dittatura questo non sarebbe neanche possibile.

Quindi, esticazzi di quello che succederà al referendum, di cosa significa un referendum, del perché il referendum è lo strumento in mano al popolo in una democrazia rappresentativa.
Qualcuno non saprà il significato neanche di questa.

Comunque a me Renzi sta sulle palle e quindi voterò NO per mandarlo a casa.
È un modo intelligente di affrontare il problema?
No, ma tant’è…giancarlo paglia firma

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