Geotermia tra Umbria e Lazio: «No a lobby. Per fortuna alcuni politici e i sindaci stanno dalla parte della gente onesta»

Enrico Panunzi ed Eros Brega, presidenti Commissioni Ambiente di Lazio e Umbria

I consiglieri regionali Eros Brega ed Enrico Panunzi, presidenti delle commissioni Ambiente di Umbria e Lazio, sono stati invitati agli stati generali contro la geotermia, che si terranno sabato 5 novembre ad Acquapendente

Pubblichiamo la nota di Vittorio Fagioli del Coordinamento Associazioni Orvietano, Tuscia e Lago di Bolsena

Le regioni e le istituzioni devono proteggere e rassicurare i cittadini, che non vogliono impianti industriali che di per sé creano pericolosi sismi. Visto che gli impianti geotermici producono sempre terremoti, e lo farebbero in zone delicatissime come quelle dove noi viviamo, la soluzione che si vuole imporre dal Ministero (MISE) è assurda: fare comunque gli impianti pericolosi, e poi “monitorare” con sofisticate e costose attrezzature, per vedere come va a finire.
Per poi magari dirci, mentre siamo seduti sulle macerie di casa nostra e piangiamo i nostri lutti, che abbiamo avuto un terremoto. Perché solo a questo servono i sismografi, a certificarlo, non a impedirlo… il terremoto.
Ma perché fino ad ora non si è spenta questa insensata corsa alla geotermia? Perché producendo pochi megawatt si guadagnano un sacco di soldi, che spesso finiscono all’estero in Paesi di difficilissima tracciabilità. E perché dietro c’è una lobby potente e priva di scrupoli… che ha a propria disposizione scienziati “a tutto servizio”, capaci di certificare qualsiasi nefandezza, e pezzi di istituzioni pronti a difendere gli interessi forti invece che i cittadini.
Per fortuna alcuni politici si sono dimostrati sensibili al problema ed i sindaci delle zone interessate, di qualsiasi schieramento politico, sono tutti dalla parte delle popolazioni e rifiutano questi interventi rischiosi. E questo va a loro onore, ma rischia di non bastare se i governi regionali non hanno il coraggio di stare dalla parte dei loro cittadini.
Queste centrali vengono dichiarate “sicure” e ad emissioni zero dal MISE e dal MATTM, con una commissione di Valutazione di Impatto Ambientale infarcita di conflitti di interesse, di reati, di incompetenze plateali, come quella di chi sta giudicando questi impianti da anni. Ma non è così: gli impianti manderanno comunque una percentuale di gas incondensabili velenosi nell’aria, ed il MISE è disposto ad accettarlo. Ed inquineranno preziosi bacini idropotabili e certamente produrranno sismi. Scienziati importanti ed indipendenti lo sostengono da anni.
I Ministeri ciecamente accettano per buoni dati tecnici rassicuranti, ma che in modo evidente risultano – secondo geologi di primissimo piano – addirittura “truffaldini” e predisposti in pesante conflitto di interessi da una INGV che non sembra fare gli interessi della comunità dei cittadini, ma di ben determinati gruppi di affari.
Il terremoto di Castel Giorgio dello scorso 30 Maggio si è verificato proprio all’interno del campo geotermico dove si vuole fare l’impianto. Tutti i geologi onesti sanno che intervenire in zona sismica con un impianto che altera le pressioni del sottosuolo come quelli proposti significa disturbare equilibri già precari e con tutta probabilità innescare eventi sismici anche maggiori.
Le zone scelte per fare geotermia sono tutte in aree sismicamente a rischio. Il grande terremoto di questi giorni mostra la delicatezza di vastissime zone dell’Italia. Non si può lanciare una campagna geotermica che mira a riempire di impianti queste zone e a dare montagne di quattrini di incentivi statali a lobby amiche mettendo a rischio enormi aree del paese. La gente proprio non lo vuole, ed ha il diritto di pretenderlo con tutte le forze. Le regioni interessate devono difendere i propri cittadini e non andare contro i loro interessi ed il loro diritto ad una vita in sicurezza e in salute.
Le giunte regionali possono ancora fermare questi insani progetti ed evitare che un’ombra pesantissima di rischio si estenda su territori che già la natura ha reso fragili. E’ il momento di mettere fine a questa insana vicenda. A partire dagli impianti di Castel Giorgio e Torre Alfina. La gente non li vuole, il rischio è forte e la Marini, Zingaretti, De Luca e Rossi devono decidere rapidamente da che parte stare: dalla parte delle lobby, o da quella dell’ambiente e della salute della gente per bene.
Vogliono stare dalla parte dei terremoti distruttivi o dalla parte dei loro cittadini? Cosa ci racconteranno e cosa racconteranno alla propria coscienza alla prima scossa dovuta ad un impianto da loro approvato?
E la produzione di 50 MW per tutte le centrali pilota geotermiche previste dal Governo sono proprio spiccioli se si raffrontano alla potenza elettrica installata in Italia che è dell’ordine di 130.000 MW (cioè rappresenta lo 0,00038 %): dobbiamo pertanto passare proprio attraverso una tecnologia così poco rappresentativa e contemporaneamente così rischiosa?

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