MONTECCHIO: verdecoprente: si chiude con “Figlie della guerra”

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Si conclude con lo spettacolo “Figlie della guerra” il prossimo week end il ciclo di Verdecoprente Re.Te. in programma venerdì alla sala polivalente di Montecchio alle ventuno e domenica alla sala dell’oratorio di Guardea alle diciotto.

“Figlie della guerra”, riferiscono gli organizzatori,  è la creazione scenica della compagnia Teatri della Viscosa ed è un lavoro teatrale sviluppato da Laura Pece e Stefano Greco che portano in scena lo spettacolo nel giorno della ricorrenza della Convenzione ONU sui Diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Una scelta non casuale, secondo l’organizzazione, perché Figlie della guerra è una storia di bambini che sopravvivono ai conflitti, che cercano una speranza, ma anche di adulti che hanno la responsabilità di scegliere cosa lasciare in eredità alle nuove generazioni, se ponti o barriere. Dal 1946 al 1952 molte famiglie del nord Italia decisero di ospitare nelle loro case fanciulli tra i 3 e i 12 anni provenienti dalle regioni del meridione più colpite dalla fame e dalla miseria. Fu così che più di 100mila bambini e ragaz­zi trovarono una speranza, una nuova inattesa possibilità. Viaggiarono sui treni della speranza, o della felicita, come vennero definiti dal sindaco di Modena, treni nati come frutto di una complessa organizzazione portata avanti dalle donne del Partito Comunista prima e dell’UDI poi, sostenute dalle Anpi di tutta Italia, dalle amministrazioni locali, da singoli cittadini e comitati. La trasposizione teatrale di questa storia nasce dal desiderio e dalla volontà di raccontare il valore dell’esperienza collettiva e della solidarietà umana, di rinnovare una scelta scaturita non per obblighi di partito o di religione, ma perché lì dove c’e una crisi, l’unica possibilità è il sostegno reciproco. Un lavoro scenico che ci traghetta, ancora oggi, oltre le nostre barriere, seguendo Peppino, figlio della rivolta dei contadini di San Severo, salito su uno degli ultimi treni in partenza per la speranza. Tra immagini che spezzano la parola, tra luci, ombre e suoni che diventano ricordi. Il canto, il codice di commedia dell’Arte e un buon allenamento all’improvvisazione danno spazio al respiro del sorriso. E nel segno delle relazioni tra i paesaggi della cultura delle arti della natura e dell’uomo chiude la quinta edizione, iniziata in maggio, di Verdecoprente, una RETE territoriale ideata e diretta da Roberto Giannini e Rossella Viti dell’associazione Ippocampo, sostenuta dalle amministrazioni comunali di Alviano, Amelia, Giove, Guardea, Lugnano in Teverina e Montecchio, con il patrocinio e il contributo della Regione Umbria, la collaborazione di Provincia di Terni, Cesvol, Sistema Museo, Oasi WWF, gli Istituti scolastici e altre associazioni locali.

 

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