Porto – Il Mit sta per valutare il presidente Di Majo e forse premiarlo su parametri sbagliati e documenti “taroccati” (sarebbe una vergogna)

Avvocato Francesco Maria Di Majo

Occorre impedire che riceva ulteriori 60mila euro in aggiunta allo stipendio (170mila) come da indiscrezioni del The Medi Telegraph

CIVITAVECCHIA – Secondo l’autorevole portale online specializzato in shipping e costola importante del Secolo XIX, The Meditelegrap, il presidente dell’Adsp del Mar Tirreno centro settentrionale, Francesco Maria Di Majo starebbe per ricevere un premio, o meglio una buona pagella, emessa dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Il Ministero ha deciso di effettuare una valutazione su quanto fatto dai 15 presidenti delle altrettante Adsp sulla cui base decidere se erogare la parte variabile del compenso annuo.

Ogni presidente di Authority ha un compenso annuo di 170mila euro a cui si possono aggiungere altri 60mila lordi di parte variabile.

Il MIT sta redigendo, narrano, dei giudizi “tabellari” ma possiamo volgarmente chiamarli pagelle.

Si basano su diversi parametri e, soprattutto, sul raggiungimento degli obiettivi operativi e sui comportamenti organizzativi.

Basta fare alcuni esempi su tutti per far capire come la politica stia per premiare i raccomandi, gli inefficienti e, soprattutto, coloro che utilizzano “mezzucci” molto distanti dalla legge per ottenere ciò che vogliono.

Partiamo dalla costituzione del comitato di gestione o ex comitato portuale. Tutti ricordano il lungo periodo di stallo e la richiesta di parere per cacciare Enrico Luciani, poi rientrato d’ufficio dove Di Majo non lo voleva. Su questo punto il voto dovrebbe essere di poco sopra lo zero.

Se non bastasse questo per bocciarlo il parametro più eclatante non raggiunto, e comunque artefatto, è quello relativo alla nomina dei componenti dell’organo di valutazione interna.

Tre decreti, tra cui questo, firmati a cavallo del 27 e 29 dicembre del 2017 quando il presidente Francesco Maria Di Majo era già in vacanza in Austria. Non solo. La nomina di un inconferibile e cioè di Claudio Gorelli avvenuta le prime settimane del 2018. Come possono dare un voto positivo ad un presidente che ha aspettato oltre 13 mesi per nominare l’OIV? O meglio non hanno capito che è servito per offrire un posto di lavoro negato dalla segretaria generale Macii a Gorelli?

Sulla base di che cosa stanno valutando Di Majo?

Le cose non finiscono qui. Ne siamo certi. Già, perché oltre ad esserci ricreduti su quanto veleno era stato cosparso in lungo e in largo per la città ad arte, utilizzando anche persone come Gorelli, altrimenti ci dovrebbero spiegare perché questi, dopo aver bocciato e scatenato una guerra su Monti, ha trovato lavoro proprio a Molo Vespucci.

Altri nodi stanno venendo al pettine e riguardano anche alcuni fatti legati alla cronaca giudiziaria e che hanno fuorviato anche noi.

Infatti, nel periodo dei veleni, il buon braccio sinistro del presidente Francesco Maria Di Majo, Ivan Magrì, narrava di episodi che riguardavano l’allora capo della procura di Civitavecchia, Gianfranco Amendola (grazie ai suoi rapporti politici che ha dimostrato di avere manovrando politici e altri era difficile qui giorni contraddirlo) facendo credere a molti, e dobbiamo dire che su alcuni casi ci siamo caduti anche noi, fosse l’artefice di tanto immobilismo dal punto di vista giudiziario su casi come Costa Concordia e Darsena Grandi Masse.

Più passa il tempo più entriamo in possesso delle vere informazioni che, abilmente, venivano realisticamente modificate e trasformate in fake news da una vera e propria associazione che stava cospirando contro Monti.

Una cosa inquietante, da servizi deviati tanto per intenderci.

Questi signori hanno dimostrato di non avere paura di niente e di nessuno ma, soprattutto, per raggiungere i loro obiettivi hanno usato tecniche raffinate di controinformazione da far rabbrividire americani e russi ai tempi della guerra fredda.

A questo punto bisogna andare fino in fondo e la verità raccontata nei dettagli fino alla fine. Il fatto che tutto l’arco costituzionale dei partiti conosciuti e non lo abbiano scaricato dovrebbe essere un segnale anche per il Ministero dei Trasporti di prendere immediati provvedimenti.

Detto questo occorre aggiungere che giovedì 22 sarà consegnata a Matteo Salvini a Viterbo, una relazione documentale su quanto fatto da Di Majo e con chi da quando eletto. 

Share Button

COMMENTA PER PRIMO SU "Porto – Il Mit sta per valutare il presidente Di Majo e forse premiarlo su parametri sbagliati e documenti “taroccati” (sarebbe una vergogna)"

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrá pubblicato.


*


This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.

WP-Backgrounds Lite by InoPlugs Web Design and Juwelier Schönmann 1010 Wien