Civitavecchia – Denunciato un nuovo caso di malasanità all’ospedale San Paolo

Muore dopo pochi giorni dal ricovero senza ricevere cure adeguate, acqua e cibo. La figlia denuncia i responsabili ai carabinieri per omicidio colposo

CIVITAVECCHIA – In questi ultimi mesi l’ospedale di Civitavecchia è stato al centro di feroci polemiche con alcuni cittadini che hanno visto morire i propri cari all’interno del vecchio nosocomio. E di pochi giorni fa l’ennesimo caso di malasanità segnalato alle autorità competenti con tanto di denunce e accuse specifiche rivolte al personale medico e paramedico dell’ospedale civile San Paolo.

Gennaro Andriani, civitavecchiese doc, il 30 aprile scorso viene ricoverato in codice verde per un presunto collasso cardiocircolatorio.

L’uomo, 68 anni, rimane per due giorni ricoverato in astanteria del Pronto Soccorso (come si legge in denuncia) senza ricevere né cibo né acqua perché deve essere sottoposto ad una gastroscopia.

Il primo aprile, finalmente, dopo l’esame, viene trasferito nel reparto di Medicina ma, nonostante avesse fatto tutti gli esami del caso, non gli viene somministrato cibo né acqua.

Durante la degenza presso l’astanteria del Pronto Soccorso, al signor Andriani, era stata effettuata un’ecografia all’addome che aveva evidenziato un’ascite.

La presenza di liquido nella cavità addominale è un fatto normale, che consente di non creare attrito tra gli organi interni e tra gli organi e la parete addominale. Quando la quantità di questo liquido sieroso aumenta in maniera eccessiva si parla di ascite, segnale della presenza di un processo patologico grave.

Alle richieste di effettuare una Tac fatte dai famigliari veniva risposto che non ce n’era bisogno in quanto, nella sua cartella clinica, era presente quella svolta tre mesi prima.

La diagnosi di uscita dal Pronto Soccorso  segnalava “ascite di natura oncologica, in una situazione cardiaca non buona ed evidenziava un principio di insufficienza renale“.

Appena giunto in reparto, dunque, il primo aprile, gli viene fatto un prelievo del sangue e introdotta una flebo di soluzione fisiologica.

I familiari, preoccupati per l’aggravarsi delle condizioni dell’uomo, chiedono spiegazioni sul perché non venisse nutrito e mostravano al medico di turno, un esame fatto sempre in Ospedale il 29 marzo di quest’anno, dal quale si evidenziava un valore molto alto di un marker tumorale.

In oncologia in genere col termine marker tumorali, o marcatori tumorali, vengono indicate delle sostanze riscontrabili nel sangue o meno spesso nel liquido ascitico che presentano un aumento significativo della loro concentrazione in alcuni tipi di neoplasia. Un livello elevato di un marcatore tumorale può indicare la presenza di un cancro, anche se possono esistere altre cause d’innalzamento dei loro valori.

Nonostante ciò, sempre secondo quanto denunciato dai famigliari, l’uomo viene lasciato sul letto di corsia senza che gli vengano effettuati ulteriori accertamenti e gli fossero prescritte cure.

Domenica 3 aprile, quando i famigliari entrano in stanza per fargli visita, lo trovano in preda a forti dolori addominali e quindi chiedono l’intervento del medico di turno.

Questi, sempre leggendo la denuncia presentata ai carabinieri di Civitavecchia il 7 aprile scorso, dopo aver visionato la cartella clinica e dichiarando loro di non vedere nulla di anomalo, rassicura i famigliari e lasciano Gennaro a se stesso.

Il giorno successivo viene colpito da una sincope e l’uomo ha una perdita di coscienza e quindi iniziano a monitorarlo dal punto di vista cardiologico ma nessuno, dopo tutti quei giorni, si è preoccupato del fatto che fosse senza cibo.

Il 6 aprile i dolori addominali di Gennaro Andriani aumentano e i medici, chiamati d’urgenza, decidono di effettuare una Tac a contrasto. Alle 12,30, tra atroci dolori, il cuore di Gennaro smette di battere e poco dopo ne viene dichiarata la morte.

La figlia, in lacrime, con la rabbia di chi ha visto morire un padre in quella maniera ha deciso di fare chiarezza e il giorno successivo, con l’aiuto del suo legale, ha preso carta e penna e denunciato tutto, passo passo, all’autorità giudiziaria con la pesante accusa di omicidio colposo .

Adesso i carabinieri effettueranno tutti gli accertamenti che riterranno più idonei e successivamente comunicheranno le eventuali responsabilità.

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