Tolfa, mi chiamo Davide e non ho paura di “Golia”. Le truppe della legalità dove sono?

Lettera di un artigiano che continua a combattere contro tutto e tutti per vedere finalmente ristabilita quella legalità che, secondo lui, è scomparsa dalla collina ormai da troppi anni

TOLFA – Riceviamo e pubblichiamo:  Mi chiamo Davide Vannicola conosciuto in tutto il mondo per la mia arte nel realizzare “catane” le famose borse artigiane di Tolfa e la lavorazione della pelle.

Nel mio paese di origine, Tolfa, invece sono una spina nel fianco, per le battaglie affrontate per avere un paese migliore.

Amo talmente la mia terra natia che quando assisto alle malefatte delle varie e esistenti amministrazioni non posso fare a meno di denunciarle.

Tutti riconoscono la bellezza e l’importanza del nostro territorio e quanto sia prezioso.

Ecco, tanto per fare un esempio, quando devo vedere una discarica abusiva di calcinacci messa in piedi dal solito “potentello”, tutti vedono e stanno zitti soprattutto per paura di ritorsioni e vista l’omertà più vergognosa allora denuncio!

E questo ha un prezzo altissimo da pagare, in termini umani e sociali!

Il “potentello arrogante” ha tanti leccapiedi (e mi trattengo dall’usare altro termine) e io passo per il matto di turno!

Tutto nasce da quando, mia moglie ed io, abbiamo deciso di andare a vivere in campagna, e provare a creare qualcosa di diverso sia per noi, per la mia famiglia, per il nostro Paese.

Crediamo, credevamo di poter cambiare un sistema di potere, che da anni si è appropriato delle nostre vite, e del nostro futuro.

Qui però mi sarebbe di grande aiuto un team di sociologi per elaborare un profilo comportamentale e di connivenza dei suoi abitanti che del silenzio ne fanno onore che radica e diventa purtroppo omertà mafiosa!

Tante volte mi sono messo in gioco, esponendo anche la mia famiglia!

Abbiamo dovuto subire l’avvelenamento dei nostri cani, la macchina distrutta dei vetri con una carabina.

Ho provato a candidarmi come sindaco, ma ovvio ed evidente che chi ha il potere ha parecchio da promettere, io potevo offrire solo rimasugli di pelle e la luce sulle decisioni amministrative.

Ma veniamo al punto!

Con questa mia mi rivolgo personalmente al Capo Procuratore della Repubblica di Civitavecchia visto che qualcosa non quadra proprio.

Illustrissimo ed Ecc.mo Capo Procuratore vorrei porLe qualche domanda, da anni presento alla Procura, con tanto di foto, testimonianze e denunce su:

1- discariche abusive di calcinacci;

2 – alberi secolari tutelati ma rasi al suolo senza alcuna autorizzazione;

3 – caccia di frodo con recinzioni fatte per catturare la selvaggina;

4 – sughereti scomparsi al posto di villini e hotel;

E ancora Le sembra normale, Illustrissimo Procuratore che le denunce di un “potentello” anche e soprattutto su “stupidaggini” che si scrivono sui social network come Facebook, siano prese in considerazione?

E invece le denunce serie, come i disastri ambientali, archiviati e/o peggio neanche prese in considerazione?

Il “potentello” che la “scampa” mi manda a minacciare presso il mio locale da terze persone, e viene aperto un procedimento penale, a carico del personaggio che mi è venuto a minacciare, dal Giudice di pace e neanche ne sono messo a conoscenza?

Le sembra normale?

E ancora Le sembra normale che il “canuto potentello” in mezzo alla strada mi minaccia di rovinarmi la vita se non gli consegno 40.000,00 euro e mi ringhia che ha varie conoscenze all’interno della sua Procura, che addirittura un giudice (a suo dire) conosce e favorisce il figlio?

E non è finita!

Il “canuto potentello” mi fa pure nome e cognome delle persone che a suo dire avrebbe rovinato la vita “levandogli pure le mutande” e che lo avevano denunciato!

Tutto questo, Le sembra normale Ecc.mo Procuratore?

Dulcis in fundo.

Nel mese di novembre 2016 ho presentato una Denuncia Querela presso la stazione dei Carabinieri Di Tolfa e ahimè anche su questa vicenda c’è un qualcosa di strano.

La denuncia querela non ha per niente seguito l’iter previsto e di legge!

E’ rimasta nel cassetto di chi è pagato per farla rispettare, la Legge! (fino a pochissimi giorni fa!).

Tutt’altro! Veniva messa a conoscenza dell’assessore comunale di Tolfa!

Alla mia incredula reazione, mi veniva risposto: – “tanto tra genero e suocero si parlano”.

Ma la vergogna non finisce e chiosa: – “mi trovo in difficoltà visto le conoscenza stretta”.

E si riferiva al “canuto potentello del Comune”.

Le sembra normale tutto ciò, Illustrissimo Procuratore?

Confido nelle istituzioni e nel rispetto della legge e constatare, sulla mia pelle, che purtroppo e spesso anche chi preposto non fa il proprio dovere, e compiacente su disastri ambientali e peggio ancora opera inconsapevolmente alla disgregazione del tessuto sociale.

Il mio paese, la mia gente ha bisogno di legalità e non tenere la bocca chiusa per la paura di non raccattare quel briciolo di pane gettato dopo che si sono mangiati Cristo e tutto il ciborio!

Davide Vannicola
artigiano

Risponde il direttore

La storia del pastorello Davide che, armato di una semplice fionda, uccide Golia, il temibile gigante dei Filistei in guerra con il popolo di Israele, è uno degli episodi più famosi della Bibbia. Simbolo della fede e del coraggio che trionfano sulla bruta violenza. Noi siamo dalla sua parte caro Davide e non da oggi. A proposito, che fine ha fatto l’inchiesta su MAFIA LITORALE?

 

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