Orvieto, Vegaglia (M5S): “Serve un piano di manutenzione stradale”

Come mai tante interrogazioni sui problemi stradali? Sorge il legittimo dubbio che manchi la programmazione nella manutenzione ordinaria. Le regole comunali impongono di far sorgere le questioni partendo dal caso specifico per fare emergere una informazione generale su cui costruire una risposta politica. Come M5S in questa vicenda non ci vogliamo porre contro le amministrazioni ma, concretamente, è importante tutelare i diritti dei cittadini e contribuire al miglioramento della vita cittadina ed è fondamentale partire dalle vicende particolari per agire sull’impianto generale del modo di gestire città e territorio.

 

«L’asfalto sconnesso è un problema serio. Danneggia auto e bici, costringe i cittadini a denunce che possono costare alle casse comunali in assicurazioni o quote lite per i danni cagionati da mancata custodia e, qui ad Orvieto, assorbe molto tempo nelle discussioni consiliari, dove si dovrebbe parlare di sviluppo cittadino, di problemi generali, di progetti di ampio respiro. A questo proposito l’Associazione italiana bitume asfalto strade Siteb, nella persona del presidente prof. Giavarini, denuncia da tempo la cronica mancanza di programmazione e l’inseguimento delle emergenze ricordando che in caso di lavori eseguiti a regola d’arte i rifacimenti si rinnovano ogni 8-12 anni, mentre inseguendo la logica dei rappezzi il costo ai cittadini risulta nel tempo moltopiù alto, fino a venti volte di più. Pertanto quando osserviamo queste vicende per le quali è lecito pensare che manca la programmazione, o quantomeno una programmazione è efficace, che costringono spesso ad agire, anzi reagire, concentrandosi sugli effetti invece che sulle cause seguendo quelle pessime logiche di deroga a regola e pianificazione che sono tipiche della somma urgenza o dell’emergenza, ed a questo punto dobbiamo cominciare a richiamare gli amministratori a quella gestione proattiva che permette di riportare nei canoni della normalità la vita di un Comune che seppur antico è nel 21° secolo. Ad esempio è lo stesso prof. Giavarini del Siteb che ricorda, in qualità di esempio, l’inutilità di alcuni lavori di rappezzo e ricopertura quando su una strada si formano quelle crepe ramificate a “pelle di coccodrillo” in quanto semplice sintomo di problemi di cedimento del sottofondo e pertanto da affrontare con logiche diverse da quelle della semplice ricopertura. I nostri residenti di Ciconia probabilmente sanno di vivere questo tipo di problematica, eppure spesso vedono interventi tampone che, a leggere gli esperti, non sono la soluzione ma parte del problema. Noi chiediamo all’assessore, a partire dai casi specifici, come già aniticipato quando abbiamo chiesto della statica dei parcheggi sotterranei visti i ripetuti avvallamenti delle strade, di farsi carico di una condivisa pianificazione di lungo periodo perchè la città non può dover rinascere ad ogni elezione».

 

Avv. Lucia Vergaglia, M5S Orvieto

 

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