Tempi lunghi per il Deposito Nazionale: le scorie rimangono in Piemonte e a Casale arriva la fusione nucleare?

VERCELLI/CASALE – “La presenza delle scorie nucleari italiane è ormai concentrata da decenni in Piemonte, situazione che porta con sé le preoccupazioni dei residenti circa l’impatto sull’ambiente e sulla salute umana. Il territorio vercellese ospita da anni a Saluggia il 99% dei rifiuti a più alta radioattività mentre a Trino potrebbero sorgere a breve degli impianti sperimentali per trattare le resine radioattive. Come se non bastasse, da qualche mese Casale pare essere la candidata ideale per un futuro centro di ricerca europeo sulla fusione nucleare.  A complicare questo quadro delicatissimo, abbiamo sentore che la società di Stato Sogin stia smantellando il dipartimento “Deposito Nazionale e Parco Tecnologico”, che si occupa appunto dell’individuazione del sito per il nuovo deposito nazionale dei rifiuti radioattivi, luogo dove dovranno confluire in via definitiva gran parte dei rifiuti ora custoditi nei depositi temporanei. La novità è emersa durante un convegno a Bologna, in occasione delle manifestazioni del contro vertice G7. Se la notizia fosse confermata, per il Piemonte significherebbe dilatare ancora i tempi di attesa rispetto a una procedura che doveva già essere conclusa oltre un anno fa con conseguente impennata dei costi e dei rischi legati alla gestione dei depositi non definitivi. Senza contare l’azzeramento delle risorse e la drastica riduzione del personale nel momento peggiore per il lavoro. Ma soprattutto ricordiamo tutti la campagna pubblicitaria per la costruzione del nuovo Deposito: 3,2 milioni di euro pubblici per dire che Sogin non ha fatto niente e nulla continua a fare“. Lo dichiara il deputato M5S Mirko Busto.

 

L’esponente pentastellato osserva che “se vera, questa sarebbe una scelta azzardata che non tiene conto degli obblighi di legge e degli accordi internazionali per la costruzione del nuovo Deposito nazionale e soprattutto è un cambio di rotta strategico, la cui scelta politica andrebbe discussa in Parlamento. Questa decisione crea maggiori incertezze sulla capacità di realizzare il Deposito nazionale dei rifiuti nucleari e condanna il territorio vercellese e casalese a sobbarcarsi più rischi e più costi. Ricordo anche che è ancora in attesa di pubblicazione la Carta nazionale per le aree potenzialmente idonee (Cnapi). Questo stallo rende inoltre ancora più debole il Programma nazionale per la messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi, il cui destino è legato alla conclusione della procedura di Valutazione ambientale strategica (Vas), che sconta forti ritardi. Il governo sa quanto sta accadendo? Come M5S abbiamo presentato un’interrogazione urgente ai ministri dello Sviluppo economico e dell’Ambiente. Chiediamo a Calenda e Galletti di spiegare seduta stante ai cittadini, preoccupati per la loro sicurezza e per quella dei loro figli, il perché di questa scelta”.

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