Deposito nazionale rifiuti radioattivi, Ministro Calenda: “CNAPI pubblica entro la fine del 2017”

PUBBLICARE LA CNAPI, CIOÈ LA LISTA DEI SITI CANDIDATI AD OSPITARE IL DEPOSITO NUCLEARE NAZIONALE, ALL’INIZIO DELLA CAMPAGNA ELETTORALE PER LE ELEZIONI POLITICHE DEL 2018? 

ROMA | (Labparlamento.it)- La pubblicazione della Carta delle aree idonee ad ospitare il deposito nazionale dei rifiuti nucleari italiani (Cnapi) slitta e viene rimandata al quarto trimestre del 2017, ovvero entro la fine dell’anno. Ad annunciarlo, in audizione davanti alla commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti e degli illeciti a esso connessi, la ‘Ecomafie’, è il ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda. In una precedente audizione, Calenda aveva annunciato che la pubblicazione, che ha già subìto diversi rinvii, sarebbe dovuta avvenire entro settembre del 2017, ma durante la seduta della commissione di oggi ha fatto sapere che ci sono stati alcuni ritardi nelle procedure. La pubblicazione della Cnapi è necessaria per avviare una consultazione pubblica sulla carte e il conseguente iter di costruzione del deposito nazionale.

 

Calenda ha spiegato che il ritardo, di sei mesi, è dovuto proprio all’elaborazione di alcuni documenti sul programma nazionale, sul rapporto ambientale e sulla sintesi tecnica. Gli esiti della consultazione, secondo il ministro, sono attesi per il terzo trimestre di quest’anno e saranno “la base per proseguire nell’identificazione dell’area potenzialmente idonea a sistemare definitivamente i rifiuti radioattivi”. Spiegando le tappe successive, Calenda ha sottolineato che subito dopo si chiuderà il procedimento di Vas (Valutazione ambientale strategica) sul Programma nazionale di gestione del combustibile esaurito e dei rifiuti radioattivi, entro “il quarto trimestre del 2017”. A quel punto, la Cnapi verrà resa pubblica e il decreto del presidente del Consiglio sarà adottato “entro il primo trimestre 2018”.

 

La costruzione del deposito richiederà otto anni, secondo quanto ricordato da Calenda, e dovrebbe terminare “per la fine del 2025”. Secondo il ministro il deposito nazionale è l’unica soluzione in grado di “garantire lo stoccaggio in sicurezza dei rifiuti radioattivi” e “il trasferimento di questi rifiuti in un’unica struttura garantirà sicurezza ambientale e dei cittadini”. Calenda ha aggiunto che, “sebbene l’intera realizzazione del deposito è prevista per la fine del 2025, il rientro dei rifiuti soldi radioattivi italiani processati all’estero potrà aver luogo già a partire da gennaio 2024”.

Rispondendo alle domande dei commissari, Calenda li ha rassicurati sull’attività di verifica delle aree attualmente coinvolte, spiegando che gli impianti sono “in sicurezza e presidiati”, per cui “non necessitano di lavori particolari” in quanto il controllo costante “non risente di sei mesi di tempo in più per l’approvazione del programma nazionale”.

Durante l’audizione, Calenda ha inoltre fatto sapere che la nuova struttura dell’Isin, l’Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione, sarà definita “entro il prossimo mese”. Con il decreto approvato dal Consiglio dei ministri due settimane fa si potrà “garantire certezza dei tempi di operatività dell’Isin in modo da semplificare la transizione da Ispra a Isin nel più breve tempo possibile”, ha spiegato il ministro dello Sviluppo Economico.

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