Cosp Tecnoservice chiede 4 milioni di euro, Liberati: “il presidente della coop ha finanziato la campagna elettorale della governatrice dell’Umbria”

Intervistato da “UmbriaON.it” il consigliere regionale del M5S respinge al mittente accuse e denunce: “Cosp non ci intimidisce, andremo avanti con maggiore impegno. Chi gestisce appalti e servizi pubblici non deve finanziare i politici”

“Oggi come Movimento 5 Stelle abbiamo portato in Regione un elemento (un cassonetto dei rifiuti, ndr) che rappresenta chi veramente detiene il potere in Umbria: i ras dei rifiuti. Qui abbiamo la testimonianza, il simulacro di chi detiene le leve. La gestione dei rifiuti, la cosp tecno service di Terni  ha avanzato una pretesa di risarcimento per presunti danni che avrebbe ricevuto dalla nostra attività politica. Una richiesta di 4 milioni di euro, una cifra monstre, come se non ci fosse un domani, come si suol dire”. Lo dichiara Andrea Liberati, capogruppo del M5S al consiglio regionale dell’Umbria, in un’intervista ad UmbriaON.

“Noi – dice Liberati – respingiamo questa pretesa, approfondiamo con un supplemento di impegno tutto quello che finora è emerso, anche su testate nazionali, e andiamo avanti tamquam non esset, come se nulla fosse, sereni della nostra testimonianza civile e politica, certi di avere riscontro in ogni sede”.

Il consigliere regionale pentastellato evidenzia che “qui parliamo di politica, e parlando di politica sottolineiamo il fatto che Catiuscia Marini, presidente di questa regione, non avrebbe mai dovuto ricevere finanziamenti da Danilo Valenti, il capo di COSP Tecnoservice, pur a titolo personale. Intanto in quel momento Valenti era Consigliere di Sorveglianza del CNS di Bologna, il Consorzio Nazionale Servizi, ma la Marini non avrebbe dovuto ricevere quei finanziamenti perché aveva sottoscritto il codice etico, la cosiddetta Carta di Pisa e avrebbe dovuto astenersi dal ricevere soldi da soggetti titolari e gestori di pubblici servizi, come appunto questa azienda. Lo ha fatto tuttavia anche con altre aziende, ha ricevuto finanziamenti anche da altri soggetti, parimenti qualificati come gestori di pubblici servizi”.

“Noi crediamo – conclude Andrea Liberati – che questo sia un modo di fare politica totalmente esecrabile, totalmente lontano da quelli che sono gli interessi delle persone. Via i gestori di pubblici servizi come finanziatori della politica, questo può influenzare il politico, il rischio di conflitto di interessi tra politica e affari si declina anche come un rischio di influenza nell’attività politica quotidiana”.