Porto – Fca, Great Wall interessata a Jeep e questa volta c’è l’offerta

Su l’operazione internazionale gli occhi dei portuali. Cilp e Compagnia Portuale rischiano di perdere il traffico auto per l’America di Fiat Chrysler. A Piazza Affari il titolo vola

MILANO – L’interesse cinese per Fca poteva sembrare più di un’indiscrezione. Secondo quanto riporta proprio oggi il sito Usa Automotive News un primo pretendente sarebbe già venuto ufficialmente allo scoperto. Si tratta del produttore di Suv Great Wall, interessato ad acquistare il marchio Jeep.

Il sito afferma di averlo appreso direttamente dal presidente della Casa automobilistica asiatica Wang Fengying attraverso un messaggio di posta elettronica in cui il presidente del gruppo cinese dice essere “in contatto con Fca“. “Il nostro obiettivo globale è di diventare il più grande produttore di Suv al mondo“, ha spiegato un portavoce al sito Usa.

Rilevare Jeep, un marchio globale, ci consentirebbe di raggiungere il nostro obiettivo prima e meglio“.

Secondo quanto aggiunto dalla Reuters, che cita due fonti vicine al dossier, il gruppo cinese avrebbe chiesto a Fca un incontro con l’obiettivo di avanzare un’offerta.

Nessuna replica da parte di Fca che ha fatto sapere di non volere commentare la notizia. Intanto però il titolo vola in Borsa. Sul listino milanese sono fortissimi gli acquisti e cresce di oltre quattro punti percentuali.

Il gruppo FCA, acronimo di Fiat Chrysler Automobiles, progetta, sviluppa, produce e commercializza in tutto il mondo vetture, veicoli commerciali, componenti e sistemi di produzione.

Il gruppo, ottavo costruttore automobilistico al mondo, opera nel mercato automotive con i marchi Abarth, Alfa Romeo, Chrysler, Dodge, Fiat, Fiat Professional, Jeep, Lancia, Ram, Ferrari e Maserati, cui si aggiungono SRT, divisione sportiva dedicata ai veicoli ad alte prestazioni, e Mopar, il brand che offre servizi post-vendita e ricambi. Le attività del Gruppo includono anche Comau (sistemi di produzione), Magneti Marelli (componenti) e Teksid (fonderie).

In aggiunta, il gruppo fornisce servizi di finanziamento, di leasing e di noleggio a supporto del business automobilistico attraverso società controllate, joint venture e accordi con operatori finanziari specializzati.

FCA svolge attività industriali nel settore automobilistico attraverso società localizzate in 40 paesi e intrattiene rapporti commerciali con clienti in circa 150 paesi. Le attività del gruppo possono essere suddivise in sei diversi settori: quattro settori regionali per i marchi generalisti, un settore globale dei veicoli di lusso e un settore globale della componentistica. I quattro settori regionali dei marchi generalisti comprendono la progettazione, l’ingegnerizzazione, la produzione, la distribuzione e la vendita di autovetture, veicoli commerciali leggeri e relativa componentistica e servizi in specifiche aree geografiche, ossia regione NAFTA (Stati Uniti, Canada e Messico), LATAM (America Centrale e Meridionale, escluso il Messico), APAC (paesi dell’Asia e del Pacifico) e EMEA (Europa, Medio Oriente e Africa).

E’ bene ricordare che il 19 ottobre dello scorso anno, è iniziata la produzione della Cherokee nello stabilimento GAC FCA di Changsha e, all’inizio di quest’anno, è tocca all’entry level del mondo Jeep essere costruita direttamente in loco. Stiamo parlando della Renegade, già “sfornate” dalle linee della fabbrica di Guangzhou, sempre in cooperazione con il partner cinese GAC. 

Non si può non ricordare come la Renegade sia per certi versi una pioniera del rilancio del marchio Jeep e nata in Italia. E’ stata la prima Jeep ad essere prodotta al di fuori del suolo americano, nello stabilimento di Melfi.

Tutto questo crea allarme dove l’occupazione legata alla produzione della Jeep è forte come Civitavecchia.

Già il traffico delle auto è calato notevolmente e l’eventualità di una cessione del brand al gruppo cinese vorrebbe dire la fine dell’attività di imbarco.

L’Autorità Portuale dovrebbe interessarsi ed incontrare i vertici di FCA e seguire da vicino questa vicenda. Inoltre ancora non ci sono stati segni di disgelo con il Gruppo Grimaldi che, settimana dopo settimana, sta rafforzando la propria posizione nel porto calabrese.

Il gruppo partenopeo possiede il 50% di AutoTerminal Gioia Tauro, società che ha in concessione il terminal auto dello scalo calabrese.

Grimaldi punta ad imbarcare, risparmiando lui e soprattutto i  suoi clienti, a Gioia Tauro, le auto Fiat prodotte nello stabilimento di Melfi e dirette in Nord America e l’aumento del traffico e la presenza delle navi del gruppo sulle banchine gioiesi non sono un buon segno per Civitavecchia.

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