Operazione Spada: funzionari indagati rimasti al loro posto, a contatto con le imprese di sempre

L’intervento del consigliere comunale Marco Cecconi: “il nuovo modello organizzativo del Comune di Terni viola le norme anticorruzione. Non c’è stata nessuna rotazione dei funzionari comunali indagati”

 

Di Marco Cecconi, consigliere comunale “Fratelli d’Italia” – Comune di Terni

 

Sono trascorsi ormai dieci mesi da quando, all’indomani dell’avvento dell’ “operazione-Spada” e relativi avvisi di garanzia, abbiamo iniziato ad ammonire l’Amministrazione più volte (ma sempre senza esito!) sulla necessità di dare applicazione al Piano Nazionale Anticorruzione adottato dall’ANAC nel 2016, provvedendo alla necessaria rotazione di dirigenti e funzionari coinvolti nelle indagini: una rotazione obbligatoria per legge, indispensabile per comune buonsenso, applicata tempestivamente da tanti altri Comuni italiani in situazioni analoghe, ma bellamente ignorata a Terni, dove tutti infatti sono rimasti al proprio posto, continuando ad avere a che fare (come se non bastasse!) sempre con le stesse imprese di ieri e di oggi, a loro volta nel mirino della magistratura.

 

A dieci mesi dall’inizio di tutta questa squallida storia (e a fronte di interrogazioni rimbalzate sul muro di gomma omertoso di Sindaco e compagni), qual è la novità? La novità è che la giunta comunale (non per niente, anch’essa piena di indagati rimasti dov’erano) ha varato fresco fresco l’ennesimo, “nuovo”, modello organizzativo: occasione perfetta, in teoria, per adempiere – sia pure tardivamente – alle prescrizioni dell’Autorità per l’anticorruzione. E invece? Invece nulla, ancora una volta. Tutti ai propri posti, quelli di sempre, a contatto con le imprese di sempre. Un autentico scandalo nello scandalo.

Per quel che ci riguarda, vogliamo confidare, per un’ultima volta, in una risposta sollecita ed esaustiva del Sindaco, del Segretario generale o chi per loro: ed ecco perché, nel rispetto dei ruoli e delle procedure, abbiamo presentato al riguardo un’altra interrogazione. Ma se la beffa continua, se le adeguate risposte continuassero a mancare, se le norme anticorruzione continuassero ad essere ignorate e non venisse disposta alcuna rotazione straordinaria, saremo noi stessi a segnalare all’ANAC tali violazioni: perché a Terni è stato ampiamente superato anche il limite della decenza.

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