Pirozzi si candida alla Regione Lazio ed è subito boom di consensi “sono più di destra che di centro”

Il sindaco di Amatrice annuncia la propria candidatura in una lista civica. Le reazioni di Meloni, Salvini, della candidata M5s Lombardi e della deputata Pd Bonaccorsi

ROMA – E’ ufficiale: Sergio Pirozzi sarà il candidato di una lista civica alla Regione Lazio. “Sulla spinta della gente comune e dei sindaci ho deciso di candidarmi alla guida della Regione Lazio con una lista civica aperta a tutti, perché sono convinto che l’Italia deve essere rappresentata dai sindaci”. Lo ha dichiarato Sergio Pirozzi, sindaco di Amatrice, a Settegiorni la trasmissione di Rai Parlamento condotta da Susanna Petruni che andrà in onda sabato mattina alle 7 su Rai Uno.

Meloni: bene, ma valuteremo con alleati “Quando stamattina Sergio Pirozzi mi ha chiamato per preannunciarmi la sua discesa in campo per la presidenza della Regione Lazio gli ho subito detto che non potevo certo essere contraria, visto che Sergio fa parte dell’assemblea nazionale di Fratelli d’Italia ed è un simbolo per gli abitanti delle zone colpite dal terremoto. Tuttavia gli ho anche detto che è indispensabile, per il successo della sua o di qualunque altra candidatura nel campo del centrodestra, garantire l’unità della coalizione. Nelle prossime settimane, dunque, incontreremo gli alleati per valutare insieme la soluzione migliore per mandare a casa la sinistra e battere l’inconcludenza del M5S”. È quanto dichiara Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, commentando la decisione del sindaco di Amatrice di candidarsi alla presidenza della regione Lazio.

10/12/2014 Roma. Rai. Trasmissione televisiva Porta a Porta. Nella foto Matteo Salvini

Salvini: ringrazio Pirozzi per sua disponibilità “Sindaco capace e battagliero, difensore della sua gente, uomo onesto e in gamba. Ringrazio Sergio Pirozzi per la sua generosità e la sua disponibilità, per vincere nel Lazio servono persone con le idee chiare e serve un centrodestra unito. Sono disponibile a confrontarmi con gli alleati su persone e programmi già dalla settimana prossima, i cittadini del Lazio meritano di meglio rispetto a Raggi e Zingaretti”. Lo scrive su Facebook Matteo Salvini, segretario Lega nord.

Lombardi: Pirozzi spergiurava non candidarsi “Pirozzi spergiurava che non si sarebbe candidato. Ha fatto interviste dicendo che non lo avrebbe mai fatto. Ora lo ha fatto. Questo già dà la misura della coerenza della persona”. Lo ha detto la candidata del M5S alla presidenza della Regione Lazio, Roberta Lombardi, intervenendo a Radio Radio. “Nulla di male a volersi candidare – ha aggiunto Lombardi – ma un minimo di onestà intellettuale… Tra l’altro l’unico grosso sponsor e fan di Pirozzi è Storace, e noi cittadini laziali ce lo ricordiamo molto bene per l’eredità sanitaria che ci ha lasciato. Da cittadina laziale sono preoccupata”.

Bonaccorsi: perché candidatura su Rai Parlamento? “Che c’entra Rai Parlamento con la Regione Lazio? Gli spazi di informazione parlamentare usati per la campagna elettorale del centrodestra nel Lazio? Con tutte le trasmissioni che ha la Rai?”. È quanto scrive su Facebook la deputata del Partito democratico, Lorenza Bonaccorsi, componente della commissione di Vigilanza Rai e presidente del Pd Lazio, commentando l’annuncio dato a Rai Parlamento della candidatura alla Regione Lazio del sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi. 

Rampelli (FDI): troveremo la sintesi, l’alleanza unita viene prima di tutto

«Questa mattina (ieri per chi legge n.d.r) il sindaco Pirozzi ci ha chiamati, avvisandoci in anticipo dell’ufficializzazione della sua candidatura per la Regione Lazio. Ovviamente noi abbiamo registrato la circostanza, apprezzando anche il gesto». Lo dice, al Tempo, il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera Fabio Rampelli.

È una persona che non ha mai fatto mistero di appartenere alla vostra “famiglia politica”.

«Pirozzi è ancora componente della nostra Assemblea Nazionale, è un sindaco ma ha la tessera di Fratelli d’Italia e dunque guardiamo alla sua scelta con interesse».

Quali potranno essere le conseguenze politiche di questa “rottura degli indugi” del sindaco di Amatrice?

«Per quanto ci riguarda, riteniamo che l’unità della coalizione sia un valore assoluto perché abbiamo il dovere di vincere e dare cinque anni di buongoverno ai cittadini della regione, un obiettivo che ci induce a rimettere in campo il “modello Sicilia”, un’unità attorno a un unico candidato. Il centrodestra deve svolgere questa analisi e lo deve fare in armonia per battere Zingaretti e guidare la Regione con la migliore persona possibile. Musumeci in Sicilia è stata una grande decisione condivisa, un uomo di grande statura».

Quindi possiamo considerare che il nome di Pirozzi sarà sul tavolo delle trattative con gli alleati?

«Siamo una coalizione e ne parleremo nelle nostre riunioni, per trovare una sintesi».

Rampelli, anche il suo nome, più volte, è entrato nella rosa delle opzioni per la Regione Lazio. Lei può essere un candidato “papabile” per quel ruolo?

«In questi mesi mi sono arrivati molti attestati di stima in quel senso, e ringrazio quanti li hanno espressi, ma io non ho mai scelto di avanzare la mia candidatura e non ho ricevuto proposte, e dunque manca l’oggetto del contendere».

Giro (FI): “Si è autocandidato, fare il nome tocca a Forza Italia”

«Quella di Pirozzi è un’autocandidatura e la consideriamo come tale». È il giudizio, espresso al Tempo, di Francesco Giro, senatore di Forza Italia, nome legatissimo al territorio del Lazio.

Non si sbilancia…

«Che vi devo dire? È una candidatura emersa in maniera unilaterale, ora il centrodestra si dovrà riunire, dovrà valutare tutte le ipotesi in campo. L’importante, però, è andare uniti. Anzi, lancio un appello a Pirozzi affinché non spacchi il centrodestra. Farebbe il gioco di Zingaretti, ne diventerebbe lo sponsor principale».

Quindi Giro è per il modello Sicilia?

«Certo. E dico una cosa: Musumeci non si è autocandidato, si è proposto, che è diverso, ha dialogato, a lungo, con i partiti, e si è trovata una sintesi. Lo stesso dobbiamo fare nel Lazio».

Ha in mente un profilo di candidato ideale?

«Sì: niente retorica della società civile, e questo è il primo punto. Dunque, un politico. Che abbia solida esperienza amministrativa, sappia dialoga- re con tutti i livelli di governo. E sia anche accreditato nel contesto europeo. Se poi ha avuto anche dei ruoli nei partiti, meglio ancora. Con tutto il rispetto, ma non mi pare che Pirozzi abbia queste caratteristiche».

Un nome comparso nei rumors, nelle scorse settimane, è proprio Francesco Giro. È in pista? 

«Io non parlo di me. Un nome che vedo bene è sicuramente quello di Paolo Barelli, che è stato senatore ed è presidente della Federazione del nuoto, con grandi risultati in termini di medaglie. Oppure, perché no, anche quello di Claudio Faz- zone, coordinatore regionale, senatore, molti rap- porti con l’estero. Di certo, Forza Italia ha diritto di prelazione nell’indicazione del candidato».

Perché? 

«Ci sono state tre candidature per il Lazio di Francesco Storace. Tre candidature di Alemanno per il Comune di Roma. Renata Polverini, che io sostenni a suo tempo, proveniva sempre dal mondo di destra. Forza Italia ha avuto soltanto Tajani nel 2001 contro Veltroni. Siamo 7 a 1, come nei tie break del tennis. Adesso la battuta tocca a noi». 

 

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