Civitavecchia – Di Majo e quelle delibere di fine anno. Premiato anche Gorelli, il giudice della Corte dei Conti che tentò di bocciare Monti

Il presidente dell’AdSP è poco pratico di economia del mare ma in fatto di intrecci politici sembra essere il numero uno e sembra “ripagare” tutti quelli che, in un modo o nell’altro, hanno contribuito a farlo arrivare a Molo Vespucci

CIVITAVECCHIA – Scrivere questo articolo per noi oggi non sarà facile come al solito. Già perché quando si devono affrontare argomenti già trattati e doverli rivisitare con un punto di vista diverso diventa complicato. Sì, perché con il passare dei mesi ci stiamo rendendo conto che molto di quanto da noi scritto è stato frutto di qualcosa che sembra essere stato costruito da altri a tavolino e che ci ha fuorviato da quell’obiettivo che è fondamentale per il nostro mestiere. La verità!

Non bisogna aver paura di tornare indietro e rileggere la storia sulla base di elementi, carte, che sono l’elemento fondamentale degli eventi che segnano la storia dei territori.

Oggi siamo costretti a rivedere la storia dell’Autorità Portuale di Civitavecchia e ripartire da lontano, quando cioè, il 5 dicembre del 2015, sul sito della Corte dei Conti la SEZIONE DEL CONTROLLO SUGLI ENTI pubblicava la Determinazione e relazione sul risultato del controllo eseguito sulla gestione finanziaria della dell’AUTORITA’ PORTUALE DI CIVITAVECCHIA per gli esercizi 2012 – 2014 (guarda il link).

Questa relazione fu l’inizio di una vera e propria battaglia mediatica e politica contro l’allora presidente dell’Autorità Portuale di Civitavecchia-Fiumicino-Gaeta Pasqualino Monti.

Una relazione pesantissima su quella gestione. Il relatore di quel lavoro era il dottor Claudio Gorelli.

Da quel momento in poi di cose scritte e dette sono state tante. Articoli di giornale, inchieste, interrogazioni parlamentari e chi più ne ha ne metta. Bersaglio, ovviamente, Pasqualino Monti.

Poi, una volta raggiunto l’obiettivo, e cioè il cambio di guardia a Molo Vespucci, il silenzio su quanto accaduto fino a quel momento è caduto, ingiustamente, nell’oblio assoluto.

Per noi che abbiamo vissuto intensamente quei giorni, settimane e mesi è facile oggi ricollegare certi accadimenti e capirne poi i reali risvolti.

Di cosa parliamo. Del tentativo andato a buon fine del presidente Francesco Maria Di Majo di prendere il posto di Pasqualino Monti.

A rileggere i fatti in modo conseguenziale e a mente fredda la cosa è davvero inquietante.

Le sue manovre politiche. L’aiuto del suo amico Ivan Magrì nel redigere articoli ed esposti (fatti firmare poi da amici per non risultare lui direttamente) contro Pasqualino Monti e le sue azioni. Le pressioni politiche e tutta una serie di fatti che ci hanno fatto cambiare ben presto idea su questo “figlio di papà” (Di Majondr) che, da quando giunto a Civitavecchia, non fa altro che sistemare amici ovunque e cacciare persone scomode.

Cosa c’entra in tutto questo il dottor Claudio Gorelli?

Innanzi tutto pochi sanno che, a quella famosa relazione del dottor Gorelli ne seguì un’altra, pubblicata il 18 luglio 2017 a firma di Piergiorgio Della Ventura e inerente il controllo di gestione dell’anno 2015 che riabilitò totalmente l’operato di Pasqualino Monti (LEGGI QUI).

In questa ultima relazione poi ci sono delle chicche del nuovo presidente Di Majo che dimostrano come fosse “rancoroso” nei confronti del suo predecessore Monti ma affronteremo la cosa nelle prossime settimane.

Torniamo a Claudio Gorelli che giova ricordare è o è stato presidente del Club Nautico Roma e attualmente presidente onorario del Circolo Nautico Chigi (vedi). Ormai raggiunta la pensione e lasciata la Corte dei Conti ha ottenuto, con decreto firmato da Di Majo il 28 dicembre scorso (sette giorni fa), la nomina a membro dell’organismo di valutazione interna dell’AdSP del Tirreno Centro-Settentrionale.

Strana questa scelta del Di Majo. Tra i 35 curricula giunti sulla sua scrivania ha scelto proprio quella del dottor Gorelli.

Come sarebbe strana la nomina a presidente di Paola Sabella se fosse lei l’attuale segretario della Camera di Commercio di Chieti e non si trattasse di omonimia.

Il terzo nominato è davvero una primizia, si tratta di Mario Venanzi, l’ex commissario dell’Università Agraria di Tarquinia. Un “mazzoliano” doc e marito dell’ex segretaria comunale sempre di Tarquinia sostituita dall’attuale sindaco con un segretario part-time di Magliano Sabina.

Una spartizione dei posti all’Autorità Portuale che fa rabbrividire e girare nella tomba Cencelli che, di manuali su come assegnare poltrone è stato un maestro.

Dunque? 

Dunque siamo tutti caduti in un grande inganno o si tratta di semplici ma terribili coincidenze?

Qualcosa non torna e sarebbe opportuno che della cosa si inizi ad occupare anche Cantone dell’ANAC e il ministro dei trasporti Graziano Delrio.

Certo è che Francesco Maria Di Majo sta dimostrando di essere fuori posto, fuori luogo. Incapace dal punto di vista manageriale ha scambiato Molo Vespucci per una sede d’Ambasciata.

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decreto_presidente_309-2017
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