Civitavecchia – Sulla vertenza Royal Bus-Port Mobility interviene la Macii perché Di Majo ancora in vacanza a Kitzbuhel

Royal Bus protesta

Il segretario generale dell’Authority ha incontrato la Port Mobility (nella speranza non venga smentita per l’ennesima volta).  Passalacqua spara a zero anche sulla gara del servizio: “La deve fare l’AdSP”. Intanto sono in tanti a sparare a zero su di lui: “Storie già vissute con il Co.Ta.Ci.”

CIVITAVECCHIA – Vertenze come quelle attualmente in atto a Civitavecchia, tra la Royal Bus e la Port Mobility, coinvolgono inevitabilmente tutte le parti sociali e, in particolare, la gente comune. La segretaria generale dell’AdSP del Tirreno Centro-Settentrionale, Roberta Macii, parla della vicenda attraverso delle dichiarazioni rilasciate ad alcuni giornalisti nella giornata di ieri.

Dichiarazioni molto caute perché è ben consapevole che il presidente, una volta tornato dalle vacanze invernali austriache trascorse a Kitzbuhel, sentito il suo consigliere personale Ivan Magrì, potrebbe stravolgere totalmente qualsiasi tipo di iniziativa intrapresa fino ad oggi.

Secondo quanto dichiarato ad alcuni colleghi sulla vicenda Royal Bus l’Autorità portuale avrebbe già incontrato i vertici di Port Mobility, nel tentativo di arrivare a una definizione della vicenda. 

Il tavolo tecnico, invocato dalle parti nei giorni scorsi, a questo punto potrebbe essere l’unica soluzione (almeno sperano i lavoratori) per salvaguardare le parti.

«Le norme – avrebbe dichiarato la Macii – consentono di arrivare a una soluzione in grado di offrire le migliori garanzie per tutti. Entro la prossima settimane contiamo di arrivare a un accordo sostitutivo per salvare il salvabile».

Intanto Massimiliano Passalacqua alza la voce rilanciando l’ipotesi che «è Royal Bus che ci ha messo investimenti, capitali e lavoro, non altri. La gara pubblica dovrà farla l’Authority».

Ma anche su questo punto, sempre secondo quanto riportato sulle cronache locali di oggi, Roberta Macii è tranciante: “La gara la fa chi ha stabilito l’Autorità di Regolazione dei Trasporti. C’è un concessionario (Port Mobility, fino al 2035, ndr) e c’è una determinazione dell’Art”.

Mentre all’interno del Porto è in atto questo braccio di ferro che porterà di certo ad una soluzione ma  non al salvataggio della Royal Bus indebitata oltremodo con l’Erario e virtualmente già fallita la città si divide in pro e contro.

Dalle categorie amiche o concorrenti, quindi parliamo di trasporti NCC e taxi le voci sono quasi unanimi.

“Gli anni passano ma la storia si ripete – ci dicono da Largo della Pace. Passalacqua non è nuovo, anzi è recidivo sui fallimenti come questo che si appresta a vivere  in questo momento. Come è possibile che tutti si siano dimenticati della Co.Ta.Ci. Servizio Autoturismo Cooperativa Tassisti Civitavecchia fallita nel 2006. Era sempre lui al vertice. Svuotò la cooperative e da quelle ceneri nacque la Royal Bus. Anche allora i debiti era ingenti e questo è il documento che ne attesta l’avvenuto fallimento:

fallimento cotaci

Di cosa parliamo quindi. Ha avuto la possibilità (Passalacqua, ndr) di guadagnare tantissimo con servizi esclusivi. Ha agevolato anche la sorella che a Largo della Pace con i pullman gran turismo ha una sorta di “prelazione” sui croceristi che sbarcano in Porto. Sembra impossibile che una società come la Royal Bus possa aver collassato in un ambito dove il lavoro non è mai mancato, anzi, è sempre aumentato.

Allora la cosa è molto semplice, cercheranno di svuotare nel più breve tempo possibile la società mettendone una nuova di zecca in piedi e cercando, quello di sì, di accontentare i nuovi “padroni” del Porto”.

Insomma, a quanto pare il piccolo Passalacqua che era riuscito a mettere in piedi in questi ultimi dieci anni un vero e proprio monopolio del trasporto all’interno del Porto non goda della stima dei colleghi e, soprattutto di molti suoi lavoratori.

Inoltre, non è trascorso tantissimo tempo da quando la società Royal Bus, specializzata in trasporto persone, aveva messo fine a un periodo difficile nella primavera scorsa annunciando la revoca della cassa integrazione per 20 dipendenti e pubblicando l’offerta di 10 nuove assunzioni di personale nella mansione di autista, in vista di un potenziamento delle linee turistiche dirette al porto di Civitavecchia.

Una notizia che fece tirare un sospiro di sollievo a lavoratori e sindacati e che aveva aperto uno spiraglio per il futuro dell’azienda. Possibile che nel giro di quattro mesi sia precipitato tutto?

 

Ecco allora che il sospetto che dietro all’iniziativa di Passalacqua ci sia un disegno ben diverso e, soprattutto, poco chiaro su di chi sia la matita che sta, in questo momento, tracciando le linee.

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