Civitavecchia – M5S scontro tra highlander, fatto fuori anche Gruner dopo la guerra intestina iniziata dai La Rosa

Dopo la stroncatura di Palmieri arriva quella dell’avvocato Grüner che scrive una lettera “anema e core” e lascia spazio alla dinastia pentastellata dei Pucci (comunisti veri). Su l’avvocato docente pesa anche l’amicizia con Magrì

CIVITAVECCHIA – Basta scrivere le cose che normalmente sono segrete della “setta” dei pentastellati che scoppia il caos. Gelosie, invidie (soprattutto sociali), vecchi rancori, ambizioni sfrenate e speso il bisogno di uno stipendio hanno trasformato il movimento politico di Beppe Grillo in un campo di battaglia dove sono tutti contro tutti.

Il nostro scoop sui contenuti della chat “segreta”, o meglio, del gruppo chiuso dei rappresentanti territoriali del movimento, ha portato alla luce come “quelli” di Civitavecchia, capeggiati da Emanuele La Rosa, alla fine abbiano prevalso sul candidato alle Parlamentarie, addirittura sul collegio di Roma, l’avvocato prima di Tidei, poi di Moscherini infine di Grasso e adesso docente universitario ribelle del Movimento 5 Stelle Giuliano Grüner. (questa la sua lettera inviata ai vertici “virtuali” del movimento)

Grüner ha preferito mollare. Ha capito che la battaglia sarebbe andata ben oltre. Il suo consigliere personale e stratega, lo zio del suo migliore amico, Ivan Magrì, deve avergli detto che la cosa poteva peggiorare.

La causa ufficiale della rinuncia è legata al presunto veto del sindaco napoletano di Civitavecchia Antonio Cozzolino. Lui, il sindaco con la catana, con un 335 carico di procedimenti a suo carico, ha deciso che l’avvocato del suo avversario politico “proprio no“.

A sparare per primo, dopo il nostro articolo che faceva presente la decisione dei “saggi” di togliere dalle Parlamentarie Andrea Palmieri, ritenuto impresentabile per una serie di motivi, è stato il consigliere comunale Emanuele La Rosa che, sulle chat chiuse del Movimento, ha cominciato a tuonare contro l’avvocato docente a Roma e dicono Rup al porto (forse anche o il collega di studio Dinelli) il mite Giuliano.

Ha ripreso la polemica sul proprio profilo Facebook l’altro La Rosa, Rolando. Tra insulti, minacce di fuoriuscita di massa dal movimento, rischi di sputtanamenti vari, alcuni avrebbero suggerito al professor Grüner, l’anti Baroni per eccellenza, di ritirarsi.

Come highlander ne rimarrà uno solo. Gli occhi sono puntati sul figlio di Aldo Pucci. Un comunista non con uno ma bensì due pugni chiusi. Lui detta i tempi e le regole a Cozzolino e la sua “banda”.

Dopo il figlio in Comune adesso punta ad averne un altro al Senato. Per il porto c’è il nipote a coprire il buco e che se la comanda. Basti pensare che Ivan Magrì martedì scorso dopo la triste e raccapricciante comparsata elettorale del Ministro Delrio a Molo Vespucci, lo si è visto girare sotto braccio con il relatore della Corte dei Conti, Claudio Gorelli, che bocciò o meglio massacrò l’allora presidente Pasqualino Monti.

L’ennesima prova del complotto messo in piedi da questo soggetto e che racconteremo, nel dettaglio, nei prossimi giorni. Dalla corrispondenza con l’attuale presidente Di Majo, allora suo consulente per la demolizione della Costa Concordia, a quella con soggetti terzi dove si scopre che a preparare la miriade di esposti contro lo stesso Monti, pur essendo firmati da altri, venivano preparati da lui in team con…

LA LETTERA

rinuncia gruner
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