Civitavecchia – Adsp, di Majo “gioca” al diplomatico a Londra mentre nei suoi uffici è piena campagna elettorale e avvisa: “Chi passa notizie ad Etrurianews sarà licenziato”

Il presidente continua a firmare le comunicazioni anticipando il nome con il titolo da avvocato e lo fa minacciando licenziamenti di massa a coloro che saranno “pizzicati” a passarci informazioni. Ecco in esclusiva la comunicazione interna che ci onoriamo di aver ricevuto da più parti

CIVITAVECCHIA – Il Porto di Civitavecchia ancora una volta ha vissuto una giornata totalmente inutile per il suo futuro economico e politico. Già perché mentre sono in corso vertenze sindacali, ricorsi al TAR, richieste di risarcimento di ogni genere, lui, il presidente “ambasciatore” se ne va a a Londra per parlare del “sesso degli angeli”.

Sì, proprio a Londra, il Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale, Francesco Maria di Majo, è stato invitato (si fa per dire) dall’Ambasciatore Raffaele Trombetta, che ha aperto i lavori del meeting, a presentare i piani di sviluppo del Network di Roma e del Lazio.

Presso l’Ambasciata italiana a Londra, davanti a una platea di marittimi sconosciuti (perché non sappiamo chi fossero) con sede operativa nel Regno Unito e alla presenza di alcuni tra i più importanti gruppi di investimento internazionali (dice lui), interessati a conoscere meglio le potenzialità dei porti del Network, Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta; il Presidente di Majo si è soffermato sui progetti che l’Autorità sta portando avanti per attrarre nuovi traffici e per sviluppare ed intrecciare nuove partnership internazionali. Chi conosce il presidente conosce bene quei progetti che alla civitavecchiese vengono etichettati come “fuffa”. 

Tutte cose ipotetiche e, soprattutto, aleatorie.

Dentro l’AdSP sono in corso battaglie senza quartiere negli stessi uffici che dovrebbero garantire un futuro allo shipping nostrano.

Dalle nomine strampalate dell’avvocato Gruner e del suo collega di studio Dinelli a quella del relatore Claudio Gorelli che, notizia da verificare, avrebbe rinunciato all’incarico nell’organo di valutazione interna dell’ente.

Dalle continue pressioni per cacciare, questo è il temine più idoneo, la nuova segretaria generale Roberta Macii per far spazio allo yes man Paolo Risso, alle circolari interne da ricordare il KGB di staliniana memoria.

Tutto questo è condito dalla campagna elettorale in pieno svolgimento e con Francesco Maria Di Majo che sta ripagando il Partito Democratico per averlo nominato, spendendosi in prima persona.

Dopo la figuraccia rimediata nell’applaudire il fratello del commissario Montalbano a l’episodio di ieri quando, la candidata alla Camera, sempre per il Partito Democratico, Emma Fattorini, accompagnata dall’avvocato Pietro Insolera, ha fatto un giro per gli uffici a salutare, presentandosi, dirigenti ed impiegati lasciando qualche volantino e santino “inneggiante” la sua candidatura all’uninominale.

Ma torniamo all’avvocato Maria Di Majo. Ebbene, prima di andarsi a fare una vacanzuccia a Londra insieme al fedelissimo Luca Lupi, ha inviato una comunicazione interna a tutti i dipendenti dell’Autorità Portuale che dovrebbe dirigere da buon padre di famiglia e non da dittatore.

Leggetela ne vale la pena. Minaccia di licenziamento chiunque faccia trapelare le notizie riservate, segrete, segretissime di un ente che, invece, di segreto dovrebbe avere solamente la stanza del cesso. Ecco la lettera che invieremo per conoscenza all’ANAC, all’Ordine dei Giornalisti e all’Osservatorio Ossigeno che monitora gli abusi sulla libertà di stampa e questo signore, dimostra di averne di cosa da nascondere. LEGGETE

A tutto il personale.

Nonostante la nota circolare che è stata inviata a tutti i funzionari dell’ente il giorno 24 gennaio u.s., si registrano tuttora ripetute divulgazioni esterne di documenti di questo ente, taluni anche riservati nonché di notizie, informazioni o comunicazioni relative all’organizzazione, metodi e servizi dell’Azienda/Ente e di riunioni (con addirittura la composizione dei partecipanti) che si sono tenute all’interno dell’ente. 

Ci si limita (ma l’elenco potrebbe essere molto lungo) qui a segnalare l’apparizione sul blog “Etruria news”, in data 24 gennaio, a neppure 30 minuti dall’accordo con i sindacati, notizie afferenti il nuovo organigramma appena approvato.

I sindacati stessi sono stati ovviamente ammoniti sulla riservatezza del documento. 

Sui funzionari e dirigenti tale ammonizione è sembrata superflua dovendo essi ben conoscere i doveri che derivano dal C.C.N.L. e dalle norme di legge (dPR n. Del 1957 e il dPR del 16 aprile 2013, n.62 ) e dal Codice Etico, approvato con Decreto n.8/2016 del 9 febbraio 2016). 

Tenuto conto che il predetto flusso di comunicazioni ed informazioni all’esterno dell’ente sembra non diminuire anzi aumentare, nonostante la sopra indicata nota circolare, si ribadisce, ad ogni buon fine, che la diffusione da parte di funzionari e dirigenti dell’ente delle predette comunicazioni ed informazioni viola quanto disposto dall’art.32 del Contratto Nazionale Collettivo che in particolare stabilisce che il funzionario: “Non deve dare ad estranei, o a chi non ne abbia diritto, notizie, informazioni o comunicazioni relative all’organizzazione, metodi e servizi dell’Azienda/Ente nonché relative ai provvedimenti ed operazioni amministrative anche se non si tratti di atti riservati, dei quali sia venuto a conoscenza a causa del suo servizio”.

A tale riguardo si rammenta anche il chiaro disposto dell’art.15 del dPR n.3 del 1957 rubricato come “segreto d’ufficio”, la cui violazione può comportare conseguenze anche di carattere penale.

Inoltre, la predetta diffusione di notizie accompagnata da comportamenti che possono nuocere agli interessi o all’immagine dell’ente, costituisce una chiara violazione agli obblighi derivanti dal Decreto del Presidente della Repubblica del 16 aprile 2013, n.62 (e che sono riprodotti nel Codice Etico di questo ente, approvato con Decreto n.8/2016 del 9 febbraio 2016) che prevede che “il dipendente non usa a fini privati le informazioni di cui dispone per ragioni di ufficio, evita situazioni e comportamenti che possono ostacolare il corretto adempimento dei compiti o nuocere agli interessi o all’immagine della pubblica amministrazione”. Inoltre l’art.12 del sopra citato Codice Etico stabilisce che il dipendente si astiene da dichiarazioni pubbliche offensive nei confronti dell’Autorità Portuale (AdSP).

Il Presidente
Avv. Francesco Maria di Majo

 
 

 

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