Molo Vespucci – Rischio commissariamento per Di Majo sul caso Total Erg ma anche i casi Gorelli, Largo della Pace e Magrì. La denuncia di Stefano D’Angelo a Idearadio era fondata

Tornato dalla splendida sciata in Austria (forse non ha nemmeno votato) il presidente Di Majo dovrà presto rispondere alla politica (nuova) e non solo (molti gli esposti Procura e Anac) delle sue gesta e di quelle del suo braccio destro Magrì pronto a farsi l’affare “Bacino di Carenaggio”

CIVITAVECCHIA – Finalmente il vento è cambiato e per Francesco Maria Di Majo si avvicina la resa dei conti. Il modo con cui ha gestito l’Autorità di Sistema Portuale del Tirreno Centro Settentrionale da quando si è insidiato a Molo Vespucci sta dando credito alle voci che mettono in dubbio la veridicità delle suo competenze scritte sul curriculum e che, per sicurezza, è stato inviato all’ANAC per controllare la veridicità di alcune “esperienze” forse non proprio vere che gli sono valse la nomina a presidente.

Detto questo, quello che ha combinato e sta combinando in questi ultimi tempi ha dell’incredibile. La sua mission è, oltre quella di far fare affari al suo braccio “sinistro” Ivan Magrì è quella di assegnare poltrone ad amici fidati e cercare di cacciare quelli scomodi.

Ivan Magrì presidente del cda di Tecnologie Marine, consulente VAMS e di una società di elicotteri di Tarquinia

Prossima alla cacciata sembra essere la segretaria generale Roberta Macii che sta curando troppo gli interessi dell’Ente e non quelli dei suoi amici. Un esempio su tutti il diniego da parte della manager di assumere a chiamata diretta il dottor Claudio Gorelli, il famoso estensore della relazione della Corte dei Conti (rivelatasi poi piena di macroscopici errori e sviste).

Ivan Magrì chiedeva di assumerlo e la segretaria si oppose ritenendo l’incarico inconferibile almeno entro i tre anni da quell’atto emesso contro l’ente. Niente! Sfidando il codice penale lo hanno comunque chiamato a far parte dell’organo di valutazione interna di quello stesso ente che tanto aveva dichiarato danneggiato (anche in questo caso esposto in Procura e all’Anac).

Poi c’è la questione Total Erg. Non ha saputo gestirla e, soprattutto, non ha prodotto un decreto di adeguamento delle tariffe fermo ad oltre un anno e mezzo fa. Danno su danno.

Risultato? Adesso l’ente rischia il default e lui, invece di trovare soluzioni, dalle piste di sci di Kitzbühel, si preoccupava di trovare sostegno ad una eventuale nomina a commissario ma, non ha fatto i conti con Paolo Risso che sembra essere più gradito alla politica regionale e da inserire quanto prima al suo posto.

Già Paolo Risso. Da papabile segretario generale al posto di Roberta Macii a commissario dell’ente in vista di una prossima cacciata (auspicabile ai più) proprio dello stesso Francesco Maria Di Majo.

Su Largo della Pace attendiamo le carte che stanno girando ma, anche qui, dovrà rispondere delle sue iniziative alla Procura di Civitavecchia altro che comunicati stampa dove già stabilisce se ci siano o meno fascicoli aperti sulla vicenda.

Vincenzo Conte

Tutta da ridere la sua lettera inviata al collega di Ship2Shore Angelo Scorza dove rinnegava le sue presenze a cene ed eventi politici. Se tutto ciò non fosse vero ci sarebbe da ridere a crepapelle su come sia inadeguato a gestire ogni tipo di situazione (dove non arriva direttamente cerca sistemi alternativi).

Un fascicolo che invece dovrà necessariamente essere aperto è su una questione ben più delicata e dove i reati, dal traffico di influenze a tanti altri dei quali abbiamo noi le idee chiare ma ben presto le avrà anche la Procura di Civitavecchia, le improvvise competenze manageriali del suo braccio “sinistro” Ivan Magrì.

La denuncia fatta a IdeaRadio dal candidato di Fratelli d’Italia Stefano D’Angelo ci ha spinto ad approfondire il perché della richiesta di dimissioni del presidente Di Majo e del nuovo affaire di Ivan Magrì.

Non solo è diventato consulente della società di elicotteri di Tarquinia (oltre allo stipendio, telefono e prebende varie) ma anche della V.A.M.S. e, come se non bastasse, nel periodo di Natale dello scorso anno, questo emerito sconosciuto nel mondo della portualità civitavecchiese (se non per il business ultra milionario che voleva fare con la Concordia) è diventato presidente della società denominata “Tecnologie Marine” (intanto guardate la sua posizione ufficiale sui documenti pubblici della Camera di Commercio):

 

Ivan Magrì

Dunque, la Tecnologie Marine, con socio unico Naval Service, lo nomina presidente del consiglio d’amministrazione (guarda la visura):

 

Tecnologie Marittime

 

Che caspiterina c’azzecca, direbbe Antonio Di Pietro, l’ex consulente di tutte le corti civitavecchiesi da De Sio alla SePort in una società di tecnologie marine?

La domanda la vogliamo porre proprio alla Procura della Repubblica di Civitavecchia.

Sarebbe interessante sapere, infatti, che progetti o richieste sono state protocollate da queste società all’AdSP!

C’è puzza di bruciato e, soprattutto, di un leggerissimo olezzo di comportamenti contra legem che potrebbero configurare reati gravissimi.

Non possiamo credere, non vogliamo credere a quanto dicono dall’interno di Molo Vespucci e cioè che una di queste due società ha proposto di realizzare il Bacino di Carenaggio nella Darsena Servizi. Sia mai una cosa del genere.

Dunque, riteniamo che le dichiarazioni di Stefano D’Angelo fatte qualche giorno fa in radio, dove chiedeva le dimissioni del presidente Francesco Maria Di Majo, facessero riferimento proprio a questo caso.

Per commettere reati come la corruzione o la concussione basta la promessa mica serve necessariamente un passaggio di denaro che può comunque essere “mascherato” attraverso sostanziose consulenze ad personam!

Staremo a vedere. Anzi no! Continueremo a cercare le carte e, soprattutto, cercheremo di fare luce su quanto sta avvenendo a Molo Vespucci.

Non possiamo dimenticare anche la nomina di Vincenzo Conte presso la PAS. Siamo sicuri che l’ufficiale dei carabinieri avesse informato la commissione dei suoi “carichi pendenti”?

E’ vero che oggi alla PAS, almeno per un mese e mezzo, sono più forti. Già perché il super consulente grillino Umberto Saccone, in procinto di lasciare l’incarico alla PAS, non prima di aver sistemato le garitte che, con un colpo ben assestato di vento volano via con tanto di guardia al suo interno, potrebbe aspirare ad un posto da Sottosegretario alla Sicurezza Nazionale con Luigi Di Maio (che niente ha a che vedere con l’incapace, dal punto di vista manageriale, Francesco Maria).

Le dichiarazioni di Stefano D’Angelo dal minuto 25

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1 COMMENTO SU "Molo Vespucci – Rischio commissariamento per Di Majo sul caso Total Erg ma anche i casi Gorelli, Largo della Pace e Magrì. La denuncia di Stefano D’Angelo a Idearadio era fondata"

  1. Non credo che M5S e/o Lega+Meloni rinuncino alla possibilità di governare. Non so se avranno altre occasioni. Non credo saranno tanto stupidi come due divorziandi che preferiscono farsi togliere la casa dalla banca di turno (governo tecnico o commissariamento) piuttosto di viveverla in accordo. M5S e Lega nonostante quello che di dicono hanno la stessa matrice. Diamo tempo ai due di avvicinarsi senza perdere la faccia. Comunque non vedo alternative su cui sperare. Vero che M5S ha preso i voti da pidiini schifati ma e proprio per questo che la base difficilmente prenderebbe bene un alleanza con i resti del PD, ed è anche vero che la destra anche se riuscisse a proporre un governo senza implodere avrà una risibile maggioranza (ammesso che la trovi). Un governo con una marcata impronta di sovranismo ( preferisco chiamarlo patriottismo) di grande coalizione sarebbe accettato dagli italiani anche con entusiasmo. Sergio

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