Civitavecchia – Per cercare il nuovo amministratore della PAS, il solito bando a “camicia”

In un anno cambiate le regole di reclutamento. Pubblicità limitata (non ci sono i 30 giorni) e compenso da stabilire dopo la scelta del vincitore (follia)

CIVITAVECCHIA – L’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale e il suo presidente, Francesco Maria Di Majo, per l’ennesima volta, non si smentiscono per inadeguatezza. Parliamo dell’Avviso Selezione pubblica per titoli – Nomina Amministratore unico Port Authority Security.

La prima anomalia che si osserva è come a distanza di un solo anno o poco più, cioè da quando fu scelto come amministratore Umberto Saccone a come sarà individuato il suo successore, l’avviso non sia sostanzialmente cambiato in trasparenza e regole.

 

Questo il vecchio avviso:

 

avviso di pubblicazione pas

 

Questo il nuovo:

 

decreto_n.086 ricerca personale PAS

La prima cosa che colpisce è la scarsa pubblicità che viene data ad un avviso così importante. E’ possibile venirne a conoscenza e prenderne visione solamente andando a sfrugugliare nell’albo pretorio delle due società www.portidiroma.it e www.pasecurity.it; non solo.

La firma sull’avviso apposta da presidente (non sappiamo questa volta se fisicamente presente) è del 28 marzo 2018 e la scadenza della presentazione delle domande è fissata per il 12 aprile. Poca pubblicità e 15 giorni solamente per poter partecipare.

Diciamo che anche questo sia normale. Due sono le cose che non sono chiare e che possono essere impugnate sia prima della selezione che successivamente. La prima riguarda su un dato imponderabile come punteggio ed è riferito alla pluriennalità di prestazione professionale in una società di security. Non c’è scritto a che livello né tantomeno l’importanza della società. Un conto essere responsabile della sicurezza all’aeroporto di Fiumicino e un conto al rimessaggio barche di Santa Marinella.

Poi sul compenso si arriva veramente al top. Testualmente si legge:

…il compenso sarà stabilito contestualmente alla predetta nomina nei limiti previsti dalle vigenti normative.

Secondo chi vince si può andare da un euro di compenso a 250 mila euro di rimborso spese o dal 70% del compenso del Di Majo a scendere. Se poi il compenso non sta bene si passa al secondo, terzo e così via.

Un po’ come è successo l’ultima volta quando l’ex generale Paoletti di Tarquinia inorridì davanti al misero compenso e lasciò il posto ad Umberto Saccone che, come da lui stesso affermato, ha lavorato un anni gratis non percependo compensi da amministratore e rinunciando anche ai rimborsi spese.

Si ha un po’ l’impressione che si voglia avere una finestra aperta per eliminare candidati scomodi e favorire quelle magari “amici”. Ovviamente l’atteggiamento del presidente Di Majo che in più circostanze ha cercato di favorire i suoi amici (ancora non ha dato seguito a quel famoso bando per lo staff del presidente revocato improvvisamente) fa pensare che anche in questo caso non mancheranno polemiche e ricorsi. Non è importante far vincere il migliore?

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