Tarquinia – Saluto romano e consiglio straordinario. Il sindaco Mencarini: “me ne frego”

Annunciata la diserzione in assise della maggioranza. A questo punto serve l’intervento del Prefetto e valutare il commissariamento di una maggioranza antidemocratica

TARQUINIA – Il saluto romano dentro la stanza del vice sindaco, sotto l’immagine del presidente della Repubblica Mattarella con indosso la fascia tricolore del giovane e sprovveduto Jacopo Bonini sembra non aver messo giudizio ad una maggioranza che rasenta, a volte, il ridicolo.

Già perché le opposizioni hanno esercitato un diritto democratico, la convocazione di un consiglio comunale straordinario per parlare di questo accaduto. La risposta è già conosciuta ai più. Il gruppo di Rinnova non parteciperà all’assise né quello di Idea Sviluppo. Gli ordini di scuderia li ha impartiti il sempre più inadeguato sindaco di Forza Italia e della Città di Tarquinia, Pietro Mencarini.

Che il sindaco non sia più equilibrato da diversi mesi è ormai cosa nota. I problemi di salute e anche quelli dell’azienda lo hanno minato anche dal punto di vista nervoso. Ci raccontano di sproloqui e bestemmie a ripetizione. Fumate in ufficio con maccheroni consumati tra una scartoffia e l’altra. Ha deciso da tempo di non partecipare più ad incontri pubblici e questo possiamo anche capirlo. Da essere un omone alto e grosso a fragile tutto d’un colpo non è cosa facile da superare. Altra cosa però sono le istituzioni e queste Mencarini tra una bestemmia e l’altra dovrebbe ben capirlo.

Già! Il 7 maggio prossimo ci sarà un consiglio comunale senza il numero legale. Convocato dal presidente del consiglio, avvocato Bergonzini, per statuto e per non incappare nell’abuso d’ufficio.

Quest’ultimo non l’ha scampata e si dice, sempre dai corridoi dei ben informati, che le discussioni con il sindaco si potevano sentire anche dalle Saline.

La mancanza del numero legale impedirà il dibattito democratico in aula e questo spingerà l’opposizione a chiedere un intervento del Prefetto per “sanare” una questione democratica non di poco conto.

Un sindaco malato e neanche a mezzo servizio che non ha neanche la più pallida idea di cosa possa significare la parola DEMOCRAZIA è un caso da valutare in tutti i suoi aspetti. Già perché tanto è palese che le sue condizioni fisiche non gli consentiranno di finire il mandato che gli è stato affidato dagli elettori.

Un mandato che fin qui è stato caratterizzato solamente da liti, polemiche e favoritismi.

A proposito di favoritismi e azioni a dir poco discutibili. Nei prossimi giorni vi racconteremo di come il sindaco Pietro Mencarini e alcuni suoi sodali, hanno scambiato l’amministrazione comunale per “cosa loro”. Una fame atavica di incarichi, poltrone, assunzioni, assegnazioni e spese a dir poco imbarazzanti che dovranno far riflettere i tarquiniesi e rivalutare una persona come Pietro Mencarini che, una volta svestiti i panni dell’imprenditore e vestiti quelli del politico, ha fatto uscire una persona totalmente diversa e repressa.

Un vero e proprio dottor Jekill e mister Hyde.

Un’anticipazione comunque vogliamo darvela. Parleremo di Università Agraria, dei fratelli Borzacchi e del segretario comunale “tutto affare”, del mitico  Zac e degli stornelli di Don Lambrusco e tanto ma tanto altro ancora.

Tarquinia non merita una situazione da terzo mondo dove il “politicamente corretto” equivale alla CAFONAGGINE.

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