Civitavecchia – PAS, pronta la nomina del nuovo amministratore (Rigoni) con la IEOPA che la fa da padrona

Quel pasticciaccio sul bando “declarato” e un collegio che non ha “ascoltato” il codice civile. Molo Vespucci è terra di nessuno dove il nuovo Governo deve agire subito

CIVITAVECCHIA – Mercoledì prossimo si svolgerà l’assemblea della PAS (Port Authority Security) società in house dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno centro settentrionale, socio unico, per nominare il nuovo amministratore che andrà a sostituire il decaduto Umberto Saccone.

Fin qui tutto normale o quasi. Già perché nel frattempo si sono venute a creare delle criticità alle quali qualcuno dovrà rispondere. Come tradizione, nella gestione del presidente dell’Authority Francesco Maria di Majo, si è sempre molto border line e le regole, anzi alcune leggi, sono balzelli trascurabili e con una scossa di spalle fatte cadere.

Senza rivangare le tantissime cose che, secondo il nostro giudizio, meriterebbero un esame magistrale, cioè un’indagine approfondita di qualche magistrato, ecco che con quest’altra operazione emergono delle criticità che, senza nasconderci dietro un dito, riteniamo debbano meritare un’analisi politica anche da parte del nuovo ministro dei trasporti da poco nominato.

Entriamo nel dettaglio e cerchiamo di spiegare cosa hanno combinato, per l’ennesima volta, i signori del porto, anzi, di Molo Vespucci.

Decaduto i primi giorni di aprile dal ruolo di amministratore unico della Pas, Umberto Saccone, sul quale abbiamo scritto tanto, come prevede il codice civile e soprattutto in base alle nuove norme societarie, il collegio dei revisori ha ricoperto e ne sta ricoprendo il ruolo vacante.

Andandoci a leggere l’articolo 2386 del codice civile estrapoliamo l’ultimo comma:

Se vengono a cessare l’amministratore unico o tutti gli amministratori, l’assemblea per la nomina dell’amministratore o dell’intero consiglio deve essere convocata d’urgenza dal collegio sindacale [23662406], il quale può compiere nel frattempo gli atti di ordinaria amministrazione.

Dunque il collegio sindacale, che oggi ha in mano il ruolo ordinario di amministratore, è composto da Luciano MocciGennaro Coscia Claudio Gaballo.

Questi signori avrebbero dovuto, con urgenza e senza indugio, provvedere a nominare un amministratore unico per svolgere mansioni importanti come, ad esempio, pubblicare un bando.

Sono trascorsi due mesi e questa urgenza non è stata ravvisata, anche se sono stati compiuti degli atti che, a nostro modesto parere, sono illegittimi.

Per prima cosa non hanno approvato il bilancio, cosa che lasceranno al nuovo amministratore ovviamente. Si parla di un buco che oscilla tra le 600 e le 700 mila euro, ma lo si potrà vedere una volta che sarà pubblicato e quale stratagemma hanno usato per far quadrare i conti per farlo approvare.

Inoltre si sono presi la briga di fare un qualcosa di straordinario e cioè questo atto qui:

Deliberazione 4

Dunque. La PAS cerca rinforzi. Con l’arrivo dell’estate e l’aumento dei crocieristi, il personale non è più in grado di coprire tutti i servizi. Senza entrare nel merito di questo bando, che con una declaratoria ne è stato annunciato il ritiro perché andato deserto, riteniamo che qualcuno debba andare a verificare sia la posizione del collegio dei revisori nella loro attuale duplice veste (controllori e controllati), ma anche l’anomalia del responsabile unico del procedimento Vincenzo Conte.


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Non sappiamo ancora se sia o meno autorizzato a ricoprire il ruolo di direttore tecnico, il sito sulla trasparenza della PAS è degno della medaglia d’oro sul peggiore della storia italiana (per mancanza di trasparenza ovviamente) e non dunque non v’è traccia di niente.

Però su quelle delibere, determine e avvisi sono riportate delle frasi che devono far riflettere. Infatti, anche in questo caso, guarda la coincidenza e l’affidabilità, viene coinvolta nuovamente la IEOPA e l’avvocato Francesco Caputo, lo stesso che ha nominato Vincenzo Conte, l’amico di Umberto Saccone con i quali si sono divertiti, spesso e volentieri, nell’organizzare e partecipare a convegni messi in piedi dalla Caputo & Co. (leggete all’inizio di pagina 6)

Deliberazione 3.compressed

E’ normale tutto questo? Certo che no! Che importanza volete che abbia per uno come Di Majo che firmava documenti a Civitavecchia  quando stava in Austria?

Ultimo capitolo. Chi sarà il nuovo amministratore della PAS?

Uno che ha una comprovata esperienza nella sicurezza portuale?

Uno con un curriculum alle spalle da far rabbrividire un incursore del Col Moschin?

Oppure il solito amico degli amici, con comprovata esperienza nello spiare computer e reti multimediali, del giro di Saccone e dei vecchi tromboni amici del Partito Democratico, oggi finiti a frotte nelle fila del Movimento 5 Stelle?

Ebbene sì! Avete indovinato. Sarà uno di loro. Il prossimo amministratore della PAS, che nei porti è transitato solo quando ha preso i traghetti, diventerà (a meno di rivoluzioni dell’ultim’ora) Andrea Rigoni.

Chi è Andrea Rigoni?

Rigoni ha un’esperienza in “Booz&Co”, l’azienda nata dalla scissione del gigante americano “Booz Allen Hamilton”: quello in cui ha lavorato come contractor l’americano Edward Snowden, che, sottraendo decine di migliaia di documenti top secret al suo datore di lavoro, ha esposto i programmi di sorveglianza di massa della Nsa.

Massimiliano Graziani

Andrea è un esperto di Business Digitale, Internet, ecommerce e Cyber Security. E’ membro di diversi gruppi di esperti, includendo la sottocommissione ISO sull’Information Security ed è attivamente coinvolto in diverse iniziative internazionali. Nel suo ruolo, Andrea è responsabile di tre progetti finanziati dall’Unione Europea per la Protezione delle Infrastrutture Critiche, in particolare nell’area della Cyber Intelligence nella quale lavora con altri Governi per la definizione di Standard Internazionali.

Non c’è che dire, da quando è arrivato Francesco Maria di Majo l’Autorità di Sistema Portuale si è trasformata in una sorta di CIA all’amatriciana. Spioni ovunque, anche dentro i computer.

Per non parlare di quelli che entrano ed escono con le valigette super attrezzate dagli uffici dell’ente quando questo è chiuso. 

Adesso poi di Majo (ci tengono a far sapere i suoi adepti alla Magrì) è in un ventre di vacca. Saccone lo protegge con i 5 Stelle, con Conte ci parla il papà, con la Procura chissà!

Declaratoria di gara deserta

 

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