Civitavecchia – L’Authority ha scelto Rigoni alla guida della PAS

Come anticipato da noi giorni fa Di Majo ha individuato (a 60 mila euro l’anno) un esperto di sicurezza informatica come specialista della sicurezza del porto

CIVITAVECCHIA – Andrea Rigoni, come anticipato su queste colonne giorni fa, è stato scelto dal presidente Francesco Maria Di Majo quale amministratore unico della Port Authority Security. Andrà ad affiancare il non ancora direttore tecnico Vincenzo Conte e si dovranno occupare della sicurezza del porto oltre che a quella personale, si dice, del Di Majo stesso.

Nell’articolo scorso lo avevamo scambiato, per omonimia, ad un altro Andrea Rigoni sempre impegnato nel cyber security.

Percepirà uno stipendio netto, ci dicono, di circa 60 mila euro netti annui. Ci dicono, credendoci davvero poco, che il soggetto non abbia ancora sciolta la propria riserva. Si deve sbrigare perché c’è un bilancio molto critico da far approvare all’assemblea.

Adesso il quadro è completo. Ci sono esperti di cyber spionaggio ovunque. Le bonifiche ambientali di tutti gli uffici di Molo Vespucci sono state effettuate. Gli ambienti sono puliti o ripuliti. Questo non possiamo saperlo.

Il direttore tecnico Vincenzo Conte però ci ha confermato che i fratelli Graziani (quelli delle valigette) hanno fatto un ottimo lavoro e che saranno liquidati dall’Autorità di Sistema Portuale che ha voluto veder “sanato” l’edificio, dove troppo spesso, si sono verificate fughe di notizie pubbliche.

Cioè le “cose” devono rimanere custodite nelle segrete stanze del presidente e solo il suo portavoce non ufficiale, Ivan Magrì, può avere il potere di divulgarle (come spesso fa quando sta sul bicchiere).

Comunque anche questa è fatta per buona pace dei tanti aspiranti che avevano presentato il curriculum e dei quali non è dato sapere né chi siano e perché esclusi a vantaggio dell’ex uomo di Necci e delle Ferrovie dello Stato

Andrea Rigoni, ex ufficiale della Guardia di Finanza fu assunto da Lorenzo Necci alle Ferrovie dello Stato per controllare la regolarità degli appalti.

Proprio ricordandoci di Necci ci siamo riletti alcuni passaggi di un suo interrogatorio davanti ai magistrati di Mani Pulite:

Durante la gestione Necci alle Fs arrivarono molti finanzieri, tra i quali il maggiore Andrea Rigoni che divenne direttore del servizio auditing. Necci racconta: “Il generale Farnè mi disse che Rigoni era di un’ambizione sconfinata e che non era affidabile. All’auditing Rigoni acquisì maggiore potere, le assunzioni aumentarono in maniera esagerata e al di fuori del mio controllo. Mi lamentai della scarsa produttività di Rigoni con Pollari, ma lui lo difese. Rigoni cominciò a fare discorsi su gruppi di potere, facendo i nomi di Pascale, Maccanico, Fiori, Fini, De Chiara, con accostamenti che a me erano incomprensibili”.

(cit. fonte: Repubblica)

Oppure ricordiamo questa accorata interrogazione al Senato di Gramazio:

Al Presidente del Consiglio dei ministri ed al Ministro dei trasporti e della navigazione. – Per sapere – premesso che: secondo quanto riportato dal quotidiano La Repubblica del 4 dicembre 1996, il dottor Andrea Rigoni, recentemente nominato responsabile della direzione audit delle Ferrovie dello Stato avrebbe ricevuto tra avvisi di garanzia, emessi da altrettante procure della Repubblica, per gravi ipotesi di reato relative all’esercizio delle sue funzioni istituzionali; presso la sua abitazione ed il suo ufficio sarebbero state inoltre effettuate ripetute perquisizioni da parte di organi di polizia giudiziaria; inoltre, sempre secondo quanto riportato dalla stampa, copiosa documentazione proveniente dal Rigoni nonché computers ed altre apparecchiature elettroniche della direzione audit delle Ferrovie dello Stato sarebbero allo stato sotto sequestro, ordinato dal sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Roma, dottoressa Giuseppina Geremia, che avrebbe delegato al riguardo la Guardia di finanza; risulta agli interroganti che il Rigoni dispone di un’efficiente rete di controllo degli accessi e della centrale telefonica del palazzo in cui si trova la sede delle Ferrovie dello Stato, cio’ che sembrerebbe consentirgli altresì il controllo degli uffici del ministero dei trasporti e della navigazione, ubicati nello stesso stabile; risulta inoltre agli interroganti che, nello stesso ordine di servizio con cui e’ stato attribuito al Rigoni l’incarico direttivo di cui sopra, siano stati affidati alla responsabilità della dottoressa Giuliana Sassetti il servizio penale ed i rapporti con l’autorità giudiziaria e la polizia giudiziaria; ciò, oltre a risultare sorprendente in considerazione della giovane eta’ e la conseguente mancanza di esperienza della dottoressa Sassetti (che non giustificherebbe tra l’altro gli elevatissimi emolumenti che sembrerebbero derivarle dall’incarico), di fatto attribuisce il controllo di tali settori allo stesso dottor Rigoni -: se i fatti riportati in premessa rispondano al vero; in caso positivo, se non ritengano inopportuno che un dirigente il cui operato e’ attualmente al vaglio della magistratura e degli organi di polizia giudiziaria sia promosso ad incarichi di cosi’ elevato livello e possa in qualche modo vigilare sull’operato, presso le Ferrovie dello Stato, degli organi inquirenti incaricati di vagliarne l’attività; per quali motivi, contravvenendosi alle più elementari regole di efficienza e di trasparenza dell’attività aziendale, dopo avere giustamente sollevato dall’incarico tanti dirigenti delle Ferrovie dello Stato inquisiti dalla magistratura, si siano attribuiti al dottor Rigoni gli incarichi di cui sopra, e se ciò dipenda in qualche misura da interventi di soggetti esterni alle Ferrovie dello Stato. (4-08624)

 

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