Terni, Bocci: “Paparelli e Piacenti non hanno voluto il Fondo di Rotazione e il Comune è in finito in dissesto”

L’ex sottosegretario parla del ruolo rivestito dal vicepresidente della Regione, Fabio Paparelli, nel complesso iter amministrativo che è sfociato nella dichiarazione di dissesto finanziario del Comune di Terni. La replica di Paparelli: “quella di Bocci è una ricostruzione inventata. Non c’è stata nessuna mia interferenza nelle decisioni del Comune di Terni”

TERNI – Il dissesto finanziario, la caduta della giunta Di Girolamo e le elezioni anticipate che hanno consegnato Palazzo Spada alla Lega, con un PD ridotto a fare la minoranza della minoranza. Soltanto tre consiglieri comunali: è questa la rappresentanza ‘dem’ al Comune di Terni!

Visti i numeri, nella grande area del centrodestra, in molti già si immaginano seduti tra gli scranni di Palazzo Cesaroni (sede del consiglio regionale dell’Umbria), tra i banchi della maggioranza e (perché no?) della giunta regionale. Sognare del resto non costa niente.

 

Sull’altro fronte, nella ormai ristretta area del centrosinistra, si va alla ricerca dei responsabili e delle cause del disastro.

In un affollato incontro all’Hotel Garden di Terni l’ex sottosegretario Gianpiero Bocci, mercoledì scorso, aveva ripercorso alcuni passaggi amministrativi che hanno poi portato al dissesto del Comune di Terni. Presenti, tra gli altri, anche il consigliere regionale Eros Brega, l’assessore alla Sanità Luca Barberini e il numero due dell’INPS Massimo Piccioni, che aveva provato a riunire intorno a sé il PD ternano dando disponibilità – in un primo tempo – a candidarsi sindaco di Terni.

 

IL RESTROSCENA SUL DISSESTO RACCONTATO DA BOCCI – Bocci, che da sottosegretario all’Interno ha presieduto la Commissione interministeriale sugli Enti Locali, ha svelato che il dissesto si sarebbe potuto evitare ricorrendo al Fondo di Rotazione, un prestito dello Stato che il Comune di Terni avrebbe dovuto restituire in tre anni. L’allora Sindaco Leo Di Girolamo era d’accordo. Tuttavia – secondo l’ex sottosegretario – l’assessore al bilancio Piacenti D’Ubaldi, sostenuto dal vicepresidente della Regione Fabio Paparelli, avrebbe spinto per la presentazione del Piano di Riequilibrio (poi bocciato dalla Corte dei Conti e dalle Sezioni Unite, ndr). Questo per evitare un repentino innalzamento di tasse e tariffe comunali. L’ex sottosegretario racconta di aver ricevuto una telefonata da Paparelli, pochi giorni dopo l’incontro col sindaco Di Girolamo, in occasione del quale il primo cittadino aveva confermato la volontà di ricorrere al Fondo di Rotazione per sistemare i conti del Comune di Terni. Paparelli chiamava Bocci per chiedere un nuovo incontro, a cui avrebbe partecipato anche l’assessore Piacenti D’Ubaldi, e nel corso del quale sarebbe stata scartata l’ipotesi di del Fondo di Rotazione a favore del Piano di Riequlibrio pluriennale.

 

PAPARELLI: “FALSO GOSSIP” – Dura la replica del vicegovernatore Paparelli che, dalle colonne del “Messaggero Umbria”, risponde a Bocci. “Il Piano di predissesto è stato gestito autonomamente da Giunta e Consiglio comunale di Terni, senza alcuna interferenza”. Paparelli bolla come “falsa” la ricostruzione dell’ex sottosegretario ed evidenzia che le sue parole “destano stupore perché espresse da un ex membro del Governo che aveva la responsabilità della finanza degli Enti Locali. Le affermazioni di Bocci sono gravi e sono un autoaccusa per non aver fatto il duo dovere: in buona o malafede?”.

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