Molo Vespucci – Al setaccio i costi della vigilanza portuale (PAS) riferita al 2017

Nel mirino dell’ANAC anche nomine e consulenze riferite allo stesso periodo. Rigoni non ha ancora accettato l’incarico e questa cosa sta aggravando la posizione del collegio dei sindaci 

CIVITAVECCHIA – Non c’è pace a Molo Vespucci. La Guardia di Finanza e l’ANAC hanno iniziato una serie di controlli ed ispezioni che spaziano a 360°. Sull’AdSP le fiamme gialle hanno le idee chiare di dove andare a guardare le carte, così come l’ANAC sta passando al setaccio anche la Port Authority Security che sembrerebbe essere sempre più vicina ad un crack economico.

Già. Ormai è dal 4 aprile scorso che si ritrova senza amministratore unico. Quello che sarebbe stato individuato e scelto da Conte (il direttore tecnico) in collaborazione con i suoi amici della IEOPA, Andrea Rigoni, ancora non avrebbe sciolto la riserva e quindi ancora non ha accettato, di fatto, l’incarico.

Sul portale della trasparenza, ancora non v’è nessuna traccia di questa istruttoria tant’è che alcuni professionisti che avevano partecipato alla selezione per titoli, avrebbero fatto richiesta di accesso agli atti e segnalato ufficialmente la cosa all’ANAC.

Anche la posizione del direttore tecnico Vincenzo Conte è al vaglio dell’ANAC. Nominato da Umberto Saccone, che sul portale dell’AdSP risulta ancora oggi amministratore (GUARDA), percepisce uno stipendio da circa 200mila euro all’anno e starebbe svolgendo, a spese dell’ente, il corso da direttore tecnico in sede.

Il punto dolente però è ben altro e non riguarda certamente Vincenzo Conte che in questa partita c’entra poco o niente.

La nota dolente riguarda invece il costo della vigilanza portuale in riferimento all’anno 2017.

La P.A.S. ha un budget di 4milioni e 300mila euro (aumentato in modo retroattivo nel 2018) da suddividere per circa 145mila ore di somministrazione lavoro al costo/tariffa oraria di circa 29,65 euro.

Il costo sul mercato libero e di esternalizzazione dei servizi di vigilanza hanno costi decisamente più bassi.

Su 145mila ore si dovrebbe applicare la media costo mercato di 19 euro per un totale di spesa pari a 2milioni 755mila euro.

La vigilanza PAS, quindi, costa 4milioni 300mila euro servizio a corpo (costo aumentato nel 2018 con retroattività per il 2017) mentre la vigilanza esterna, tutto compreso, costerebbe 2milioni 755mila euro a misura.

La differenza dei costi è notevole. Parliamo di un milione 545mila euro in più a carico dell’AdSP (principio di economicità) senza alcun tipo di miglior efficienza del servizio. Molti i disservizi procurati dal personale per assenze per malattia, ferie, lex 104/92 ed altre motivazioni che spingono l’ente, spesse volte, a ricorrere a sub-affidamenti ad altre società.

Se si dovesse procedere all’affidamento del servizio per 5 anni alla PAS con il budget di 4milioni e 300mila euro servizio a corpo, l’AdSP spenderebbe 7milioni 725mila euro in più di soldi pubblici senza giustificato motivo.

Che il mercato della vigilanza sia quotato tra i 19/20 euro ora tutto compreso (servizio a misura pago secondo l’impiego) è facilmente riscontrabile. Il caso in esame è proprio la RCT Spa che impiega una società di sicurezza privata e paga una tariffa di 19,50 euro all’ora di lavoro.

La stessa società di vigilanza che opera alla RCT Spa, da qualche giorno, risulta prestare servizio nelle aree dove esercita abitualmente la PAS. Dunque opera in sub-affidamento per la tariffa (si spera) identica a quella pagata dalla RCT e quindi 19,50 euro ora.

L’anomalia sulla quale si sta investigando è anche l’appalto messo in piedi dal collegio dei sindaci per l’affidamento ad un istituto esterno per la fornitura dei servizi esterni di vigilanza oltre, naturalmente, alla maggiorazione retroattiva del costo orario del personale della PAS che avrebbe permesso di aggiustare un bilancio a dir poco disastroso.

Inoltre, i mesi (ormai sono 3) dove il collegio dei sindaci ha svolto la funzione di amministratore unico, da chi saranno certificati?

E’ bene ricordare, se i passi futuri saranno quelli che immaginiamo, che il contratto di vigilanza contempla la clausola sociale e cioè quella di riassunzione del personale per cambio appalto. Se da una parte il personale è garantito dall’altro c’è scarsa copertura economica su quanto deve spendere l’AdSP e quindi il presidente Francesco Maria Di Majo.

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