Porto – L’Authority “punisce” la CFFT. Scarico merci solo alla banchina 25

Di Majo ha firmato il decreto che “pulisce” le banchine 23 e 24. Si apriranno contenziosi e, nel frattempo, qualcuno medita di lasciare Civitavecchia

CIVITAVECCHIA – Sul sito dell’Autorità di Sistema Portuale del Tirreno Centro Settentrionale è stata pubblicata un’ordinanza a firma del presidente, Francesco Maria di Majo.

Il presidente ha deciso che, a partire dal prossimo 15 settembre, le navi che trasportano frutta attraverso contenitori dovranno essere scaricate nell’apposito terminal container, alla banchina 25 gestita dalla Rtc.

Un atto che resterà in vigore fin quando non sarà realizzata un’apposita area nella darsena energetica grandi masse.

L’ordinanza specifica che dopo il 15 settembre, lo sbarco e imbarco dei container della frutta sulle banchine 23 e 24 dove avviene attualmente attraverso la Civitavecchia Fruit & Forest Terminal, sarà consentito solo se rivestirà carattere di occasionalità.

Un’ordinanza che sembra approfittare di quell’occasionalità di cui aveva parlato, nel marzo scorso, il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici rispondendo alla richiesta di parere promossa da Molo Vespucci.

La decisione assunta dall’Autorità Portuale rischia adesso di scatenare nuovi conflitti, all’interno e all’esterno dello scalo marittimo.

Molo Vespucci ha probabilmente preso questa decisione per arginare le iniziative di carattere legale intentate da Msc, la società proprietaria del terminal container che, ricordiamo, si è già rivolta anche alla Procura della Repubblica di Civitavecchia.

Questa decisione avrà di certo effetti collaterali decisamente più pesanti e che potrebbero ulteriormente aggravare la situazione venutasi a creare con la vertenza Minosse.

Non solo la Cfft tenterà di far valere le proprie ragione e che ha sempre sostenuto di operare all’interno della legalità considerando la particolare conformazione del porto di Civitavecchia. Ci sono però altre importantissime multinazionali della frutta che hanno effettuato importanti investimenti. Ci riferiamo ad esempio alla Del Monte, che avevano chiaramente lasciato intendere la volontà di trasferire il traffico da Civitavecchia ad un altro porto qualora fossero state modificate le modalità dello scarico. 

La Civitavecchia Fruit & Forest Terminal non ha ancora inviato note ufficiali ma è attesa una reazione, inevitabile, del gruppo che nel marzo scorso aveva fatto un’importante investimento acquistando nuove gru semoventi per effettuare in autonomia le operazioni connesse allo scarico della frutta che si trova nei container che arrivano al porto. Steven Clercks, managing director della società belga, avrà sicuramente qualcosa da dire sull’argomento.

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