Civitavecchia – Il presidente dell’AdSP Francesco Di Maio mischia i dirigenti negli uffici (noi lungimiranti già nel lontano dicembre 2016)

Ha aumentato il numero dei dirigenti (promosso Perticarà) e spostato Pintavalle agli appalti (la moglie partecipa con le sue ditte di pulizie). Esautorato del tutto Matteuzzi e, nel frattempo, si attovaglia con quelli del PD. Sindacati allarmati per i costi aumentati a dismisura

CIVITAVECCHIA – Ormai il delirio di onnipotenza del numero uno di Molo Vespucci (si fa per dire) Francesco Maria Di Majo è evidente e talmente invasivo da risultare devastante per l’AdSP e, soprattutto, per la città di Civitavecchia.

Lo scorso anno il ministero ebbe modo di premiarlo con più soldi in busta paga per la sua gestione del personale. Bene, ieri ai sindacati ha mostrato la nuova pianta organica. Come i migliori allenatori delle squadre di calcio che non vincono più, ha cominciato prima con cambiare di posto qualche giocatore, adesso quasi tutta la squadra.

Grazie anche ai consigli del nuovo dirigente di fiducia, il compagno (perché elemento di spicco di Rifondazione Komunista) Pavone, ha messo in atto quella che i comunisti come Francesco Maria DI Maio conoscono bene: la purga staliniana.

Cosa avrebbe fatto di interessante il buon presidente?

Ha spostato Lelio Matteuzzi (che i primi mesi addirittura sembrava dover diventare segretario generale) e lo ha messo alle dipendenze di uno dei primi a subire un vero e proprio mobbing da parte del Di Majo e cioè Massimo Scolamacchia.

Liquidato anche il bravo e fedele (ma i comunisti la fedeltà non funziona e non paga) Luca Lupi. Lui sarà un sottoposto di un altro atipico personaggio di Molo Vespucci, Malcom Morini.

Giuditta Bonifazi “cacciata” e spedita sotto la tutela di Calogero Giuseppe Burgio e Manuela Di Biagio trasferita alla contabilità della Ragioneria mentre D’Orazio migra al personale.

Poi la chicca è quella di Emilio Pintavalle promosso a responsabile gare dal quale ruolo è stata mandata via Valentina Arcadi. Ovvio che Pintavalle avrà qualche piccolo problemino che sarà ovviamente segnalato all’ANAC visto che la moglie ha diverse società di pulizie che lavorano dentro il Porto.

Poi è la volta di Gianni Perticarà. Dalla probabile cacciata all’accordo e promozione a dirigente. Ne guadagna la PAS ovviamente che presto sarà dimezzata e i “licenziati” migreranno in qualche nuova società che li utilizzerà sfruttando nuovi e illuminati sistemi di guardiania come il portierato non armato.

Premiato anche Fabrizio Losco che è stato potenziato nel suo ruolo dirigenziale. Bene, anzi male. Malissimo.

Non ci sono le coperture economiche e questa scellerata iniziativa finirà con l’affossare definitivamente Molo Vespucci dove inizierà, anzi è iniziata, una guerra senza quartiere. E’ iniziata una fuoriuscita di documenti e atti compiuti da questa amministrazione che, una volta passato il nostro vaglio, saranno resi pubblici visto che questa amministrazione, di trasparente, c’ha solo i bottiglioni di acqua fresca servita ai dipendenti.

Massimiliano Grasso è l’unico lasciato al suo posto. Del resto, dopo il sottoscale riservatogli nel poderoso ufficio “studi”, non rimane che gettarlo in mare.

Adesso vi riproponiamo un nostro articolo datato 18 dicembre 2018. Se avete tempo leggetelo. Praticamente avevamo predetto tutte le mosse del compagno DI Maio da non confondere con il leader del Movimento 5 Stelle. Questo, Francesco Maria, è orgoglioso di essere rimasto uno degli ultimi “mandarini” e il primo ottobre, come al solito, lo dimostrerà partecipando in modo attivo in un convegno dove l’effige non è quella di una Fondazione ma bensì di un partito Sfondato, cioè il PD.

I sindacati non hanno firmato ma a quanto pare lui, monsieur le Président, è intenzionato ad andare avanti. La lunga riunione si è conclusa con la gente che usciva dalla sua stanza al grido “FERMATELO”.

Oggi lo vedremo in passerella a Napoli e lo inseguiremo fino a quando non ci lascerà una dichiarazione su tutto quello che a combinato in questi anni di mandato, a costo di interrompere anche l’intervento del vice ministro (non se ne vorrà quando ne conoscerà i motivi) Edoardo Rixi.

Autorità Portuale – Il presidente Di Majo accellera sul segretario generale (e sulla revisione dei costi di PAS e Port Mobility)

 

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