Civitavecchia: sequestrati 4 milioni di euro per bancarotta fraudolenta

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Coinvolte otto persone, tra cui due noti imprenditori civitavecchiesi, indagati per bancarotta fraudolenta

Nei giorni scorsi i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma, coordinati dalla Procura della Repubblica di Civitavecchia, hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro nei confronti di otto persone, tra cui due noti imprenditori civitavecchiesi, indagati per bancarotta fraudolenta.

La misura cautelare è l’epilogo di una complessa attività investigativa condotta dai Finanzieri della Compagnia di Civitavecchia. Infatti, tutto ha preso le mosse da una verifica fiscale, avviata nel 2016, nei confronti di una società attiva nel settore dell’istallazione di impianti elettrici industriali e per l’edilizia. Il controllo aveva consentito di rilevare come gli amministratori, un imprenditore brindisino C. C. di 69 anni ed un imprenditore messinese C. S. di 74, entrambi da anni trapiantati a Civitavecchia, avessero simulato una cessione di ramo d’azienda e una vendita immobiliare, per sottrarre i beni aziendali alle procedure coattive di riscossione del rilevante debito tributario accumulato pari a circa 4 milioni e 700mila euro.  Infatti, gli stessi, ben consapevoli che l’impresa da loro gestita fosse sconosciuta al Fisco, avevano omesso di dichiarare oltre 4.500.000 di euro di ricavi aziendali conseguiti, peraltro, preoccupandosi di far figurare, nel tempo, quali rappresentanti formali della società, dei meri prestanome.


 
In dettaglio, le Fiamme Gialle hanno documentato come tali condotte illecite venissero poste in essere fin dall’anno 2011, grazie anche alla compiacenza delle consorti degli imprenditori indagati, divenute pure formali proprietarie di una delle imprese beneficiarie, nonché di due teste di legno, rispettivamente amministratori di diritto attuale e pro tempore della società decotta. “Prezioso” è risultato, inoltre, il “contributo tecnico” fornito alle illecite condotte da un noto commercialista civitavecchiese, che ha anche rivestito la figura di amministratore di diritto pro tempore delle società beneficiarie delle indebite cessioni. In particolare, le capillari indagini svolte hanno permesso di appurare che le due compravendite non fossero altro che mere operazioni contabili, tese ad impoverire e, successivamente, a svuotare la società dei propri assets patrimoniali e finanziari, ammontanti a circa 3.000.000 euro, a vantaggio esclusivo degli indagati oltre che di due soggetti giuridici, di fatto riconducibili – in termini di gestione – ai medesimi imprenditori. Sono stati, altresì, riscontrati plurimi ed insidiosi artifizi contabili, attraverso i quali veniva falsificato il bilancio d’esercizio 2015, con conseguenti illeciti profitti in danno dell’Ente di riscossione.


 
Grazie al tempestivo intervento della Guardia di Finanza e all’esito delle indagini esperite, già in fase prefallimentare, la locale Procura della Repubblica ha richiesto il fallimento d’ufficio della società verificata. Da ultimo, accogliendo integralmente la prospettazione del P.M. procedente, il GIP del Tribunale di Civitavecchia ha disposto il sequestro preventivo del seguente compendio patrimoniale, risultato nella disponibilità diretta o indiretta delle otto persone indagate: un capannone industriale, un ufficio e disponibilità finanziarie, intestate alla società beneficiaria nonché quindici immobili, un’autovettura, un motociclo, quote societarie e denaro di proprietà degli indagati, per un valore complessivo di oltre 3.750.000 euro.

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