Civitavecchia – Molo Vespucci nel caos. Di Majo scarica le colpe dei disastri PAS su Saccone

Intanto domani, il Partito Democratico, prova a dargli una mano organizzando un convegno sull’economia del mare (pare che non se sappia proprio nulla)

CIVITAVECCHIA – Il sospetto c’era venuto quando dall’ex ufficio stampa di Molo Vespucci era uscito uno scarno e confuso comunicato sulla situazione della PAS (port authority security). Cioè che qualcuno, oltre l’Anac e la Guardia di Finanza, aveva chiesto delle spiegazioni all’ormai quasi ex presidente dell’AdSP Francesco Maria Di Majo.

Il Ministero dei Trasporti, cioè il MIT, dopo avergli pagato (sbagliando) dei premi di produttività ha chiesto lumi sulla Port Authority Security. Sapere perché e come si è arrivati alla messa in liquidazione della società in house che si occupa della sicurezza nel porto.

La prima cosa che ha fatto, parlando con Mauro Coletta, responsabile della direzione generale per la vigilanza sulle autorità portuali, le infrastrutture portuali ed il trasporto marittimo e per vie d’acqua interne, è stata quella di scaricare le colpe sugli altri. Non potendolo fare con le gestioni precedenti ha praticamente “accollato” i disastri gestionali al’ex generale dei carabinieri Umberto Saccone che, dopo avergli tolto le castagne dal fuoco ricoprendo GRATIS il ruolo di presidente della società, è finito oggi sotto mira.

Noi siamo sempre stati critici con Saccone ma non possiamo non riconoscergli correttezza e rettitudine (a differenza del Di Majo ovviamente).

Di questo chiederemo spiegazioni, o cercheremo di farlo, proprio al presidente domani; in un momento di pausa del convegno che ha organizzato per nome e conto del Partito Democratico all’interno della sala convegni dell’Autorità Portuale.

Nessuno, fino ad oggi, ma domani anche questo avrà un precedente, un presidente di autorità portuale aveva consentito e permesso ad un partito politico di impossessarsi della struttura e di avere come ospite relatore, il suo presidente.

C’è sempre una prima volta, ovviamente, e Francesco Maria Di Majo non poteva certo negare tale richiesta a quel partito che ha fatto di tutto, ma proprio tutto (anche se molti se ne sono pentiti) per farlo sedere sulla poltrona da presidente che ha onorato nel peggiore dei modi.

Molo Vespucci è nel caos come detto. La colpa è tutta e solo sua ovviamente. L’ultima iniziativa di far ruotare il personale dirigente non è che l’ultima delle trovate di un personaggio che ormai ha paura anche della sua stessa ombra.

Nella cerchia degli intoccabili due, al massimo tre individui. L’uomo forte di Rifondazione Comunista Pavone e la sua segretaria preferita.

Quella che lo fa diventare rosso solo quando gli proferisce la parola “buongiorno presidente“. Per carità. Niente di male e condannabile. Tutti gli uomini si innamorano, figuriamoci lui che trascorre ore ed ore a realizzare barchette di carta imitando il fischio della sirena della nave quando molla gli ormeggi.

 

Domani nessuno può perdersi questo incontro dibattito organizzato dal Partito Democratico. Dalla loro bocca ascolteremo cose interessanti, immaginiamo, come quelle relative all’affaire Minosse (tra i relatori c’è anche Cenci di Unindustria).

Sentiremo cosa avranno da dire di Cfft, della PAS, su Aponte, Grimaldi e via via discorrendo. Un’occasione unica ed irripetibile visto che praticamente in sol colpo saranno presenti gli ultimi moicani in poltrona dell’era Renzi e di quel che rimane di quello che molti di loro, dopo gli insuccessi della Festa dell’Unità in tutto lo Stivale, lo considerano ormai un partitello.

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