Porto – Iniziato l’iter per commissariare l’AdSP di Civitavecchia nella speranza di evitare il default

L’ultimo contenzioso milionario, le denunce all’autorità giudiziaria sulla PAS (la Procura ha aperto un fascicolo) e gli attacchi di isteria del presidente a Trieste, la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso

CIVITAVECCHIA – Ormai l’iter per commissariare l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale ha iniziato il suo percorso e segnato il futuro di Francesco Maria Di Majo. La notizia era nell’aria ma le ultime vicende, che andremo a raccontare, sembrano aver definitivamente compromesso il rapporto fiduciario tra il MIT (Ministero dei Trasporti) e il presidente di Molo Vespucci.

Contro l’Autorità di Sistema Portuale si è aperto un nuovo contenzioso con ripercussioni negative, in termini di milioni di euro, sulle casse dell’ente. Dopo TotalErg, la questione relativa all’accordo Comune-porto adesso anche la Darsena Energetica Grandi Masse.

La decisione presa da Molo Vespucci e discussa in comitato di gestione nei giorni scorsi, infatti, quando l’area da 880mila mq è stata riconsegnata all’Authority che è prossima a riottenerne la titolarità giuridica con l’intenzione di rimetterla sul mercato.

“Si pensa ad un nuovo project financing per un progetto che ha un costo compreso tra i 300 e i 500 milioni di euro – aveva commentato nei giorni scorsi il presidente Francesco Maria di Majo in una trasmissione televisiva locale – al riguardo, gli investitori devono sapere che è tutto pronto dal punto di vista amministrativo. La darsena grandi masse è prevista nel piano regolatore portuale e nei successivi adeguamenti tecnico-finanziari. Quindi chi vorrà investire sa che avrà di fronte un quadro giuridico certo”. 

Tutto questo però senza tenere conto che, nel frattempo, si è aperto un nuovo contenzioso arbitrale da oltre 30 milioni di euro tra Molo Vespucci e Compagnia Porto di Civitavecchia (la società controllata al 65% da Itinera del Gruppo Gavio, partecipata al 25% da Enel e al 10% da Sodeco) concessionaria a Civitavecchia fino al 2046.

La società vanterebbe nei confronti dell’Adsp un credito di oltre 30 milioni di euro. 

Questo il primo fatto di gravissima rilevanza.

Il secondo le denunce, diverse, presentate proprio contro il presidente Francesco Maria Di Majo e la gestione, in veste di socio unico, della società di sicurezza portuale PAS.

Su questa vicenda, indiscrezioni parlano di un fascicolo già aperto in Procura a Civitavecchia dove è stata aperta ufficialmente un’indagine per verificare e riscontrare le criticità contenute nelle denunce e tutte in capo proprio al presidente dell’Authority.

Superficiale e inadeguato nel ruolo, forse abusando nella pausa pranzo di qualche grappino, durante l’Italian Cruise Day, tenutosi in quel di Trieste qualche giorno fa, Francesco Maria Di Majo ha perso il suo proverbiale aplomb e ci fermiamo qui per non mettere ulteriormente in ridicolo il soggetto in questione visto lo sproloquio e il contenuto dei suoi confusi ragionamenti.

Dunque gli uffici del Ministero dei Trasporti hanno iniziato l’iter procedurale per sostituire quanto prima Di Majo e rimuoverlo dal suo posto di comando.

Secondo i ben informati il panettone, quest’anno, potrà gustarselo tranquillamente a Kitzbuhel senza portarsi il lavoro da Civitavecchia come fece lo scorso anno e sorseggiarsi i suoi amati e apprezzati distillati davanti ad un poderoso ed accogliente camino acceso e indossare le sue attillatissime e fluorescenti tutine da sci.

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