La Tuscia conquista “due” stelle Michelin nella prestigiosa Guida gastronomica

VITERBO – Sono Danilo Ciavattini e Lorenzo Iozzia le nuove stelle viterbesi del firmamento “Michelin”. Il prestigioso riconoscimento è arrivata due giorni fa a Parma, quando il direttore internazionale della Guida Michelin, Gwendal Poullennec  ha annunciato il loro nome. Una stella ciascuno, una per il ristorante “Danilo Ciavattini” e una per “Casa Iozzia” di Lorenzo Iozzia.
Dopo importanti esperienze professionali in Italia e all’estero, il giovane cuoco corona finalmente il grande sogno di aprire un ristorante in proprio. Lo fa in due semplici sale con qualche pietra storica a vista, e tutta l’attenzione concentrata sui piatti, le cui proposte più significative attingono ai prodotti e alla memoria della Tuscia, dall’olio all’agnello, dalle patate ai funghi”. Queste le parole dell’esperto Michelin. A fargli eco lo stesso Ciavattini: “Non bisogna mai dimenticare che l’alta cucina può rivolgersi anche ai piatti della tradizione anche un’acquacotta o una pignattaccia ( piatti della tradizione viterbese ndr) possono essere gourmet se ben eseguite”.

Casa Iozzia in un casolare ristrutturato, pochi tavoli e un grande camino celebrano i ricordi siciliani del cuoco. E’ una cucina di memoria isolana che ritroverete in diversi prodotti e ricette, ma che si permette anche divagazioni più creative, l’una e le altre comunque di grande livello e raffinatezza” le parole dell’ispettore Michelin. I due ristoranti della Tuscia fanno parte delle nuove 29 stelle singole riconosciute quest’anno, dieci quelli con tre stelle e nessuna novità per i bistellati. Attesa delusa per Carlo Cracco che non prende la stella per il suo nuovo locale in galleria Vittorio Emanuele a Milano. Antonino Cannavacciuolo invece si aggiudica una stella per ciascuno dei suoi bistrot di Torino e Novara. Tra chi invece non esulta, per la perdita della stella è Armani Ristorante a Milano.

Ecco le 29 nuove stelle singole: Confusion Loungead Arzachena, Sapio a Catania, St. George by Heinz Beck a Taormina, Quafiz a Santa Cristina di Aspromonte, Due Camini a Savelletri, Bros a Lecce, Caracol a Napoli, Vitantonio Lombardo a Matera, Locanda Severino a Caggiano, Casa Iozzia a Vitorchiano, Danilo Ciavattini a Viterbo, Moma a Roma, La Tenda Rossa a Cerbaia, Al 43 a Lucignano, Giglio a Lucca, Abocar Due Cucine a Rimini, Harry’s Piccolo a Trieste, Stube Hermitage a Madonna di Campiglio, In Viaggio-Claudio Melis a Bolzano, Astra a Collepietra, Degusto Cuisine a San Bonifacio, 12 Apostoli a Verona, Materia a Cernobbio, Sedicesimo Secolo a Orzinuovi, Spazio 7 a Torino, Carignano a Torino, Locanda Sant Uffizio-Enrico Bartolini a Coccaro, Cannavacciuolo Caffe Bistrot sia a Novara che a Torino. Tra chi invece non esulta, fa notizia la perdita della stella per Armani Ristorante a Milano.

Chi sono i 10 “tre stelle” Michelin – Massimiliano Alajmo, Le Calandre a Rubano (Padova); Massimo Bottura, Osteria Francescana a Modena; Chicco Cerea a Brusaporto (Bergamo); Enrico Crippa, piazza Duomo a Alba (Cuneo); Annie Feolde e Riccardo Monco, Enoteca Pinchiorri a Firenze; Norbert Niederkofler , St.Hubertus a San Cassiano (Bolzano); Niko Romito, Reale a Castel di Sangro (L’Aquila); Nadia e Giovanni Santini, Dal Pescatore, a Canneto sull’Oglio (Mantova), Heinz Beck, La Pergola, a Roma.

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