Santa Severa, nel 2100 il Castello sarà circondato dal mare

SANTA SEVERA – E se le millenarie strutture di Pyrgi, la città sommersa degli Etruschi, davanti alle coste del Castello di Santa Severa, diventassero sentinelle speciali sui cambiamenti climatici e sul sempre più veloce innalzamento del Mediterraneo? Non siamo di fronte ad una fanta-thriller della scuola di Michael Crichton, ma pura realtà. Ne sanno qualcosa i geofisici e gli archeologi, che hanno messo a punto un dossier di dati scientifici aggiornati sulla base delle ultime scoperte archeologiche avvenute nelle acque e sulla costa di Santa Marinella, tra murature di abitazioni, peschiere e pozzi.

Un’importanza strategica, visto che dallo studio incrociato dei dati sulle rovine arcaiche (siamo nel VII-VI secolo a.C.) con quelli strumentali moderni, si può prevedere che nel 2100 il livello del mare si solleverà almeno di 1 metro, con una proiezione massima anche di circa 1,60 metri. Come a dire, che tra circa ottant’anni il Castello di Santa Severa sarà circondato dall’acqua: bisognerà allestire delle passerelle-piattaforme come a Venezia («o visitarlo in barca»). E le ragioni stanno tutte nel cambiamento climatico.

IL CONVEGNO

Le scoperte saranno presentate oggi in occasione del Simposium on Mediterranean Archaeology, il convegno itinerante giunto alla sua 22esima edizione, organizzato al Castello di Santa Severa dal direttore del Museo del Mare Flavio Enei insieme all’Istituto superiore per la conservazione e il restauro, con il supporto della Regione Lazio.

Tre giorni, fortemente voluti dal governatore Nicola Zingaretti, per mettere in campo un confronto internazionale sul tema dell’archeologia del Mare Nostrum.

«Le strutture archeologiche che abbiamo studiato sono in grado oggi di arricchire i dati storici e scientifici sul livello del mare lungo la costa laziale – avverte Flavio Enei – Nello specifico possiamo affermare che negli ultimi 2600 anni il mare si è sollevato di un metro e sessanta centimetri».

I nuovi markers etruschi sono le strutture murarie di una residenza riaffiorate sulla linea di costa: «L’aspetto singolare è che queste murature sono state realizzata con mattoni crudi: impossibile immaginare una simile costruzione sulla spiaggia, non avrebbe resistito alla prima mareggiata: si presume che almeno a tre metri d’altezza dal mare dovevano averla edificata», riflette Enei.

E sul fondale è stato intercettato un sistema di pozzi, abbinati a peschiere progettate per l’allevamento del pesce.

«Confrontando queste strutture etrusche con peschiere di età romana possiamo anche evidenziare che dall’età di Augusto, ossia dal I secolo d.C., il livello del mare si è innalzato di 1,22 metri», aggiunge Flavio Enei.

«Comparando i dati abbiamo visto che la tendenza dell’innalzamento annuale del mare sulle coste italiane oscilla sui 2 millimetri circa», aggiunge Marco Anzidei, ricercatore dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, tra i relatori del convegno. E l’impatto della risalita delle acque non può essere trascurato. «Le stime del livello marino per il 2100 vanno da un minimo di 80 centimetri ad oltre un metro. Ma se le condizioni climatiche dovessero peggiorare in termini di riscaldamento della Terra, c’è il rischio di superare ampiamente questo valore».

 

 

fonte: ilmessaggero.it

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