Civitavecchia Porto – Dalle finestre dell’AdSP si è levato un grido: “S’è svejatoooo”

Francesco Maria Di Majo ha finalmente “partorito” un decreto pro-banane ma per capirlo c’ha impiegato nove mesi

CIVITAVECCHIA – C’ha messo nove mesi per capire quale fosse la cosa giusta da fare. Meglio tardi che mai. Dunque, alla fine il presidente dell’Adsp Francesco Maria di Majo ha trovatola soluzione ad ampio respiro per la vertenza legata allo scarico dei container nel porto di Civitavecchia.

Ha messo in atto tutto quello che gli era stato chiesto sin dal primo minuto dai responsabili della Cfft e dalla Chiquita. Un bombardamento di interventi e polemiche che lo hanno travolto e alla fine gli hanno fatto capire quello che, di fatto, era scontato.

La soluzione è nel decreto di sospensiva sollecitato dai diversi soggetti coinvolti e richiesta insistentemente dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti la scorsa settimana durante la riunioni dei presidenti delle autorità di sistema portuale.

Ovvio che non è farina del suo sacco e gli stata suggerita da più parti: ossia la sospensione degli effetti della contestata ordinanza del 13 luglio scorso fino al giorno successivo alla pubblicazione della sentenza del Tar del Lazio, con l’udienza di merito fissata per il 5 giugno 2019.

Questo consentirà di vedere salvo il traffico Chiquita, almeno per questi mesi, con Maersk che potrà attraccare come più volte chiesto davanti al terminal agroalimentare (banchine 24 o 25 sud) con i container di banane scaricati e lavorati direttamente dalla Civitavecchia Fruit and Forest Terminal.

L’ORDINANZA DEL PRESIDENTE DI MAJO

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Soddisfatto il vice presidente di Cfft Sergio Serpente, il quale ha messo in evidenza come finalmente, nell’ordinanza di oggi, “viene accertato come il container – ha spiegato – sia oggi uno strumento di trasporto, che porta merci convenzionali, ossia la frutta, abbattendo di fatto l’idea che si stava portando avanti di un monopolio del settore. Un dato che dà ragione alla tesi, da noi sempre sostenuta, che la logistica è cambiata ed il porto deve rispondere in modo adeguato. Quella di oggi è una boccata d’ossigeno anche per ricercare nuovi traffici senza quei vincoli troppo stringenti e restrittivi con quello che è il nuovo modo di fare logistica. Così si può rilanciare lo scalo, dandogli nuova credibilità”.

Che dire, l’uscita di questo decreto ci ha ricordato una scena del film “Il Marchese del Grillo” quando ad un certo punto Riccioletto spalancava la finestra ed urlava a squarciagola: “S’è svejatooooo”.

Ecco, meglio tardi che mai anche se, la figura che ha collezionato nel gestire questa vertenza rimarrà davvero negli annali della storia portuale di Civitavecchia.

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