Civitavecchia Porto – PAS, l’archiviazione di “Pirro” per il presidente Di Majo (ancora indagato) e il POA del 2018 che nessuno vuol firmare

Intanto fa diramare un comunicato farlocco sui traffici in aumento ma si dimentica di citare il carbone che banalizza come prodotti petroliferi

CIVITAVECCHIA – Un conto è archiviare e un conto chiedere a qualcun’altro di farlo. Se non fosse stata diffusa la nota degli avvocati (uno addirittura incompatibile) del solerte e raggiante “sciatore butterato“, ovvero Francesco Maria Di Majo, chi lo aveva denunciato non avrebbe potuto avvalersi delle tutele di legge. Cioè opporsi alla richiesta di archiviazione e chiedere il rinvio a giudizio dell’ancora indagato, giova ricordare, presidente di “Moletto Vespucci“.

Secondo il codice di procedura penale, il querelante può opporsi e chiedere, fornendo quei dettagli che eventualmente sono sfuggiti all’inquirente, un supplemento di indagine.

C’è tempo venti giorni per presentare opposizione. Se non fosse stato per quel comunicato stampa del genere “annunciaziò – annunciaziò” del duo Mereu e Urcioli, quei venti giorni sarebbero passati nel silenzio più assoluto e impedito a chi offeso, di fare i propri passi.

Bene, quei passi sembrerebbero scontati come altrettanto scontata è l’altra inchiesta che la Polmare sta portando avanti da giorni. Un via vai di agenti della PAS che si alternano negli uffici e che rispondo, tutti, alle stesse quattro, cinque domande.

C’è un’inchiesta. Questa diversa dalle altre citate e che, come nel caso non conclusosi della richiesta di archiviazione, vede diverse posizioni iscritte nel registro delle notizie di reato a carico di persone note (modello 21).

Probabilmente il presidente Di Majo, consapevole dell’arrivo degli ispettori, sta tentando, piuttosto maldestramente, di alzare una cortina di fumo in mezzo a così tanta nebbia.

Ad esempio ha diramato un comunicato sui traffici in aumento nel Porto di Civitavecchia tutto da ridere e dove, guarda caso, si dimentica di citare il carbone e lo trasforma in prodotti petroliferi.

Al di là delle favolette che cerca di raccontare, c’è una tragedia che sta per consumarsi. Quella relativa alla PAS. Ieri mattina, come da noi pronosticato, il POA 2018 già scaduto non è stato votato. Nessuno ha avuto il coraggio di firmare quel documento già bocciato dai revisori contabili della società in house dell’AdSP.

Il direttore tecnico nonché commissario sostituto dell’amministratore unico Vincenzo Conte ha dimostrato grande abilità. Ha incontrato i sindacati e gli ha promesso stipendi e tredicesime pagate. Li ha convinti che il POA 2018 sarà firmato la prossima settimana (forse dai commissari?) dopo che il comitato di gestione avrà rivisto il contratto della PAS e lo trasformerà in modo retroattivo per mettere tutto il mondo paro.

Quelli del sindacato che hanno incontrato Conte ieri pomeriggio hanno fatto come “madama e la marchesa”. Non hanno redatto un verbale. Non hanno fatto prendere un impegno scritto al direttore tecnico Conte. Non hanno ottenuto garanzie ma solamente chiacchiere. “Bla-Bla-Bla” che tanto piace al presidente Di Majo che però ha dimenticato un piccolissimo particolare. Da lunedì, quando ci saranno i commissari negli uffici dell’ex Molo Vespucci (oggi Moletto) torneremo a raccontare tutte le cose buone fatte da questo personaggio tanto inutile quanto dannoso.

– Segue

 

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